di Ileana Tozzi
Ispettore onorario SABAP per Rieti e Provincia – Membro della commissione Arte Sacra della Diocesi di Rieti – Consigliere d’Indirizzo della Fondazione Varrone per il settore Beni culturali
E’ con soddisfazione ed entusiasmo che sono qui a comunicare, per La chiesa di Santa Maria della Neve di Vallecupola, l’avvio delle opere di consolidamento e restauro (è partita la procedura dei lavori relativi al primo step, ossia quello della progettazione ); la notizia è di queste ore e dà certezza sul totale recupero e la riapertura ai fedeli e turisti di una realtà di particolare pregio dal punto di vista storico artistico, non solo per il territorio ma nel panorama religioso nazionale ed internazionale. La Chiesa ottenne un finanziamento di euro 350mila per il restauro; d’intesa tra la Soprintendenza ABAP e l’Ufficio dei Beni Culturali della Diocesi, grazie all’interessamento del Vescovo Pompili, venne inserita (con alta priorità) nella lista delle chiese da mettere in sicurezza, consolidare e restaurare, dopo i terremoti 2016/2017 / aggiornamento stato Ufficio speciale ricostruzione 2025 chiese.
Un traguardo oggi raggiunto grazie alla sensibilità dei Vescovi Domenico Pompili e Vito Piccinonna, ma anche ad una sinergia costante nel tempo tra rappresentanti della Soprintendenza (SABAP), della Diocesi e realtà operative territoriali, dirimente il convegno organizzato l’8 aprile 2017 dalla Biblioteca Casa Museo Angelo Di Mario, nel quale risultò determinante la partecipazione del Soprintendente Giuseppe Cassio autore di una relazione tecnica che mise in luce l’importanza del ciclo pittorico presente al suo interno, sbloccando di fatto i finanziamenti, con ordinanza n. 132 del 30 dicembre 2022. Lo stato di degrado e il rischio di deterioramento degli affreschi è stato segnalato dalla sottoscritta più volte sempre in sinergia con la direttrice della Biblioteca, la giornalista Maria Grazia Di Mario.
Ricordiamo ora un po’ la storia di Vallecupola e della Chiesa della Madonna della Neve.
L’antico castrum di Vallecupola, alle pendici del monte Navegna, appartenne dall’VIII secolo all’abbazia di San Salvatore in Letaniis condividendo per secoli la sorte con l’abbazia imperiale di Farfa.
Nel 1546, il titolo di Abate Commendatario delle abbazie di Farfa e di San Salvatore Maggiore fu assegnato da papa Paolo III al nipote Ranuccio Farnese (1530-1565), priore
Gerosolimitano di Venezia, arcivescovo di Napoli, cardinale diacono con il titolo di Santa Lucia in Silice, poi di Sant’Angelo in Piscibus, Legato pontificio della Marca Anconitana e Penitenziere Maggiore, arciprete di San Giovanni in Laterano.
Durante la carica del cardinale Ranuccio in spiritualibus et in temporalibus, a lui furono dedicate due straordinarie opere d’arte sacra, valida espressione della cultura materiale del Rinascimento pretridentino: la croce astile in lamina d’argento listata di rame indorato, lavorata a cesello e sbalzo da Jacopo del Duca (1520-1604) e l’affresco del Volto Santo, al centro dell’absidiola della chiesa parrocchiale di Vallecupola più tardi trasformata in sagrestia, al centro dipinto con il Cristo in dalmatica, affiancato dai Profeti David e Abramo e dalle Sibille Cumana e Tiburtina.
Nel 1554 il dipinto parietale fu commissionato da don Paolo Transatti, rettore della chiesa arcipresbiterale di Santa Croce, e da don Pompilio Cavalli, arciprete e rettore della chiesa cemeteriale di Santa Maria della Neve, come recita l’epigrafe:
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POPVLVS VALLIS CVPVLAE TEMPORE
DONNI PAVLI TRASATTI RECTORIS HVIVS
ECCLESIE SCE CRVCIS ET
DONNI POMPILII CAMANLI ARCHIPRESBITER ET RECTORIS ECCLE
SIAE MARIE NIVES FIERI FECIT ANO D. MDLIV
Il Cristo crocifisso non è ignudo ma indossa ancora un colobio blu profilato da un gallone d’oro filato, la testa coronata coperta da un copricapo bianco a cupola.
Ai piedi della croce, il calice che raccoglie il sangue sgorgato dal costato. Nei riquadri laterali, sono raffigurati i due profeti e le due Sibille.
Restano infine le scene di carattere didascalico che ricordano la Crocifissione, dall’incontro di Cristo con la Madre lungo la strada che conduce al Calvario, la Deposizione compiuta da Maria, l’Invenzione della Croce compiuta da Sant’Elena, madre di Costantino.
Dopo i terremoti del 2016/’17 che hanno compromesso tanta parte del patrimonio ecclesiastico dell’Appennino centrale, la complessa decorazione pittorica del catino absidale della chiesa di Vallecupola merita di essere consolidata e restaurata adeguatamente.








