Tra Settecento e Ottocento i fonditori di campane in Sabina

organari in Sabinadi Renzo Giorgetti

 

Si tratta della famiglia Benedetti di Rieti, molto attiva nell’Italia centrale ma anche nel Meridione.

Il primo esponente della famiglia risulta Paolino, autore di una campana per la chiesa di Casaprota nel 1735. Nel 1754 egli ricevette 45 scudi per la fusione di una nuova campana per la chiesa di S.Nicola di Otricoli. Sappiamo che in quel periodo stava lavorando anche a Calvi dell’Umbria.

Nella prima metà del XIX secolo fu molto attivo Pietro che nel 1842 fuse una nuova campana per S.Maria del Popolo a Rieti.

Di lui parla diffusamente Antonio Colarieti nel 1860 riferendo: “Un suo antenato Carlo Benedetti si esercitava nel fondere metalli per formare campane. Da ciò s’invogliò di ravvivar quest’arte in famiglia […] Ma molto nome gli procurò la rifusione della campana maggiore del Duomo Reatino avente peso di oltre libre ottomila”.

Nella biografia di Colarieti si precisa che Pietro Benedetti era nato a Rieti il 28 giugno 1796 ed era morto il 15 marzo 1853.

Viene peraltro indicato che egli lavorò anche a Roma dove nel 1850 fuse la campana dei padri Filippini (S.Maria in Vallicella) e nel 1853 quella di S.Agnese in Agone.

Aveva anche fabbricato una campana a Valmontone su commissione del Principe Doria.

Nel campanile di S.Giovanni ad Arrone vi sono due campane fuse da Pietro Benedetti nel 1846, come dalla seguente iscrizione: “cor feriet Pietro Benedetti fusore in Rieti A.D. MDCCCXLVI”.

Si tratta delle campane dette “della scuola e del mezzogiorno”, descritte dall’associazione campanari di Arrone. [vedasi foto]

Altri componenti del nucleo familiare sono Carlo ed Augusto, attivi nella seconda metà del XIX secolo.

Ultimi componenti del gruppo familiare sono i fratelli Vincenzo e Gabriele.

Due campane di Vincenzo Benedetti si trovano nel campanile della chiesa di Gela e recano le seguenti incisioni menzionate in un sito intitolato “Gela Città di Mare”: “Vincenzo Benedetti da Rieti fuse 1903 […] Vincenzo Benedetti da Rieti fuse 1891”.

Come vedremo Vincenzo era attivo in collaborazione con il fratello Gabriele.

Di seguito riporto cinque località dove è emersa la presenza dei Benedetti, solo a titolo di esempio, considerato che sicuramente le chiese della Sabina nascondono ancora un patrimonio artistico di rilievo.

 

 

 

 

 

Nell’innalzamento della magnifica sontuosa campana rifusa dal prof. Benedetti a spese dell’insigne Capitolo Reatino della venerabile Basilica di S.Maria del Popolo, 10 novembre 1842.

 

Antonio COLARIETI, Degli uomini più distinti di Rieti per scienze lettere ed arti. Cenni biografici, dai tipi di Salvatore Trinchi, Rieti 1860, pp.171-173.

 

Castrum Podii Medii. Poggio di Otricoli e la scoperta di una terra di mezzo, a cura di Francesco Santaniello, Dalia, Terni 2016, p.77.

 

 

Casaprota, S.Domenico

 

Un documento di archivio attesta il pagamento di 8 scudi nel 1735 a Paolino Benedetti di Rieti per la fusione di una nuova campana.

 

Luigi FILIPPI – Raffaella GRASSO, Lungo il colle: storia, storie, fatti, misfatti, odori e sapori di Collelungo Sabino, Cangemi editore Spa, Roma 2014, p.96.

 

 

 

 

Colli sul Velino, S.Maria Maddalena

 

Nel campanile della chiesa si conservano due campane uscite dalla fonderia Benedetti di Rieti.

La campana grande presenta la seguente incisione relativa alla fusione nel 1892: “Augustus Benedetti civitae Reate A.D. MDCCCXCII”.

La campana mediana reca la seguente incisione relativa alla fusione nel 1859: “Carolus Benedetti fusor Reate A.D. MDCCCLIX”. [Cfr. il sito del Comune di Colli sul Velino]

 

 

Orvinio, S.Nicola di Bari

 

Il campanone del campanile presenta una incisione che evidenzia la data di fusione ed il nme del costruttore: “Pietro Benedetti fonditore reatino A.D. 1838”. [Cfr.Il Libro di Orvinio di Amaranto Fabriano]

 

 

Poggio Mirteto, S.Paolo

 

Nel campanile si trova una campana fusa da un fonditore di Rieti nel 1819. Probabilmente si trattava di un esponente della famiglia Benedetti. [sito del comune]

 

 

 

San Polo dei Cavalieri, S.Lucia

 

Nel campanile, tra le altre campane una risulta fusa dai fratelli Benedetti nel 1858, come attesta la seguente incisione: “Vincentius et Gabriel fratres Benedicti Reate fusores MDCCCLVIII”. [cfr.chiesa di S.Lucia a San Polo dei Cavalieri wikipedia]

Author: admin

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.