Parola d’ordine: inclusione, con la Palestra Popolare di Poggio Mirteto

di Andrea Moiani

Parola d’ordine: inclusione

Il 26 luglio la Palestra Popolare di Poggio Mirteto, nata dall’idea di Alessio Battisti e di Mauro Antonini attraverso l’ONLUS “ASD Movimento Giovanile Sabino”, compie un mese e lo fa con grande soddisfazione. «Abbiamo scelto una palestra popolare per poter dare a tutti la possibilità di praticare uno sport – ci racconta Alessio Battisti – Molte famiglie vivono situazioni economiche che non permettono di far andare in palestra uno o più componenti. È per questo motivo che abbiamo scelto di creare una palestra dai prezzi accessibili ed elastici per venire incontro alle esigenze delle famiglie. L’importante, per noi, è dare modo a tutti di praticare lo sport. Essendo una ONLUS senza scopo di lucro, le quote vengono usate per mantenere le spese di gestione mentre gli eventuali guadagni vengono reinvestiti per apportare migliorie alla palestra stessa.»

Quella della palestra popolare è una realtà molto diffusa nella Penisola soprattutto nelle grandi città e nei quartieri più difficili. Caratteristica peculiare è quella di creare occasione d’integrazione, crescita ed educazione attraverso lo sport. Spesso vicine agli ambienti di sinistra (ma non solo), le palestre popolari puntano anche a togliere i ragazzi dalla strada dando loro modo di trovare uno spazio in cui potersi ritrovare ed esprimersi. «La politica deve necessariamente e obbligatoriamente restare fuori dallo sport in generale. Nella nostra palestra nessuno inneggia a niente – avverte Alessio Battisti –. In un muro della palestra è scritta la frase: “Tenete in ordire, mantenete pulito e rispettate le regole. Perché quello che è qui è nostro e di tutti”. Con essa noi vogliamo far capire alle persone il fatto che la palestra non è mia e di Mauro, ma di tutti. Per questo motivo ognuno deve contribuire, soprattutto in questo periodo dove devono essere rispettate le direttive anti-Covid.»

Com’è nata l’ida della palestra?

“La palestra nasce da un’idea mia e di Mauro Antonini, con il quale mi sono allenato a rugby a Terni per molti anni. Ad un certo punto ci è venuto il desiderio di fare qualcosa per Poggio Mirteto, il nostro paese. In passato Mauro aveva già provato a portarvi il rugby, ma con scarsi risultati. Abbiamo quindi iniziato a parlare della possibilità di provare con il pugilato, totalmente assente a Poggio Mirteto e nelle sue palestre. Questo è stato possibile anche grazie a Lorenzo Borgomeo, un fighter professionista che si allenava con noi a Terni e che abbiamo contattato quando ci è venuta in mente l’idea della palestra. Io e Mauro abbiamo inizialmente investito per reperire i materiali che ci servivano, ma ci sono state tante altre persone che ci hanno dato un aiuto prezioso. Lorenzo, ad esempio, ci ha regalato la “pera veloce”. Tanti altri amici, invece, ci hanno aiutato nel ristrutturare il locale senza voler essere retribuiti (pittori, idraulici, muratori, etc..)”.

 

Questa è la prima palestra popolare in Sabina. Qual è stata l’accoglienza da parte della comunità? C’è stata subito risposta?

“Si, soprattutto da parte dei più giovani. Molti bambini vengono a fare il corso di pugilato con i genitori che vengono a fare palestra. Abbiamo avuto una risposta molto grande e positiva. Spero e penso che la riapertura delle scuole porterà ancora più giovani. Speriamo, soprattutto, che non si crei una problematica con le altre palestre in quanto abbiamo un diverso concetto alla base. Chi frequenta la nostra palestra non ha disposizione gli spogliatoi: viene, si allena, si mette la felpa e va via”.

Quali sono le vostre attività?

“Abbiamo il corso di Hatha Yoga e di Fit Gym tenute da Asja, oltre che corsi di pugilato per bambini e per adulti. C’è poi la sala attrezzi con tapis roulant, pesi, panche, etc. Inoltre io e Mauro frequentiamo la palestra Aurora Accademy di Roma per poter ottenere un titolo che ci può permettere di insegnare l’MMA (Arti Marziali Miste, ndr) e quindi aggiungere corsi all’offerta. Nella palestra ci sono orari specifici, ma il programma è work in progress”.

 

Un pregiudizio assai diffuso associa il pugilato alla malavita e alla violenza fine a sé stessa.

“Nella nostra palestra non ci si picchia, ma ci si allena svolgendo un’attività di preparazione al pugilato: durante lo sparring ci colpiamo solo sulle spalle, non nella faccia. In palestra non accettiamo chi al di fuori di essa fuori ha comportamento sbagliato o violento: la palestra te la devi meritare. Il nostro saluto iniziale prevede un pugno sulla mente, uno sul cuore e poi l’inchino. Significa che dobbiamo allenare il cuore e il cervello sia riguardo l’allenamento, sia riguardo al fatto che una volta che hai terminato devi mettere a posto gli attrezzi e pulire se vedi sporco. Molti ragazzi che sono venuti da noi sono cambiati dal punto di vista comportamentale. Essendo Poggio Mirteto una piccola realtà, se veniamo a conoscenza di qualcosa di brutto commesso da parte di chi frequenta, ci prendiamo la libertà di vietargli di entrare in palestra per un determinato periodo di tempo affinché capisca dove ha sbagliato.

Un altro pregiudizio vuole che il pugilato venga praticato da soli uomini grandi e muscolosi. I corsi, in realtà, sono frequentati prevalentemente da donne e da ragazze che hanno poi portato con sé amiche e conoscenti dopo aver sciolto un’iniziale perplessità. Nel corso di yoga, per fare un altro esempio, a volte partecipano più uomini che donne. Questo per dire che non esiste la distinzione “gli uomini fanno pugilato e le donne fanno yoga” voluta dagli stereotipi”.

 

Siete in contatto con altre associazioni sportive locali?

“Accogliamo ogni proposta di progetto che possa essere d’aiuto al miglioramento della palestra. Per il momento non abbiamo contatto con altre associazioni sportive, ma spero che si possa concretizzare qualcosa. Il fatto che ormai tutte le organizzazioni ci conoscono può sicuramente far nascere collaborazioni anche se si tratta di realtà non sportive. Questo sarebbe possibile anche grazie al senso di comunità, che può permettere di poter prendere contatti più facilmente e di creare qualcosa assieme. Una collaborazione di questo tipo aiuterebbe sicuramente a valorizzare il nostro territorio. Fare rete è fondamentale. È interessante anche entrare in collaborazione con i commercianti di Poggio Mirteto: la voce sta girando e la gente inizia a venire a conoscenza della nostra iniziativa.  Nella nostra idea i commercianti possono pagare la quota d’iscrizione senza venire ad allenarsi ma pubblicizzando la loro attività con un adesivo sulla porta della palestra. Altri commercianti ci hanno dato una piccola cifra simbolica abbracciando il progetto seppur non fossero interessanti ad allenarsi. In realtà piccole come Poggio Mirteto ci si conosce tutti, ma non si conosce nessuno: si vive molto coi paraocchi. Vogliamo che la palestra non sia fine a sé stessa nella sola attività sportiva, ma diventi un’occasione per parlarsi e conoscersi veramente. Dare alle persone la possibilità di parlarsi può far abbattere (ma anche confermare) i pregiudizi. Potrebbe far trovare un amico e far nascere nuove idee.

Ci piacerebbe anche che il locale della palestra sia a disposizione per organizzare eventi come feste di compleanno, serate di ballo, iniziative culturali. Una palestra sempre occupata a disposizione di tutti sarebbe davvero un sogno”.

 

Tra i vostri progetti c’è anche qualche iniziativa legata al sociale?

“Noi vogliamo creare una “squadriglia”, un gruppo di persone che è presente nel momento in cui si crea la possibilità di fare qualcosa per il paese. Tra le nostre regole c’è l’avere un buon senso civico e quindi saper impegnare il proprio tempo per la comunità. Ce n’è bisogno, ne ha bisogno la gente. Molte persone, quando non possono pagare, ci portano gli strumenti per pulire o pagando pulendo a loro volta. Noi siamo strafelici di ciò, perché è necessario. Stiamo collaborando anche con diverse altre associazioni come, ad esempio, cooperative che si occupano di famiglie in difficoltà ma anche con la scuola. Essere in contatto con queste realtà può far sì che lo sport possa essere un’alternativa per quei ragazzi che non hanno una visione chiara. Lo sport può davvero salvare le persone da situazioni che a Poggio Mirteto esistono. Parlo di droga, estremo abuso di alcool o situazioni familiari spiacevoli che fanno sì che i figli di queste famiglie si comportano nel modo sbagliato”.

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