La solidarietà tra pastori sardi, abruzzesi, laziali ed umbri

di Giorgio Giannini

 

In Sardegna esiste la tradizione secolare della sa paradura” (“la riparazione”), che dimostra la grande solidarietà tra i pastori. In origine, nacque allo scopo di aiutare un pastore a ricostituire il suo gregge quando usciva dal carcere, per commesso un reato. In seguito fu estesa  al pastore che si trovava in grande difficoltà economica, tale da non poter mantenere dignitosamente la famiglia, per avere perso completamente o in massima parte il gregge a causa di una calamità naturale (ad esempio una grave malattia del bestiame,  l’incendio della stalla o il furto dei capi). In questi casi, i compaesani e\o i familiari gli donavano alcune pecore, prendendole dal proprio gregge, in modo che lo “sfortunato” potesse ricominciare subito a lavorare  La “sa paradura” era quindi un aiuto immediato per ricominciare a produrre latte e formaggio, con la cui vendita si poteva vivere dignitosamente con la famiglia.

Nell’ultimo decennio, in occasione dei terremoti che hanno sconvolto nell’aprile 2009 l’Abruzzo, con il sisma “dell’Aquila”, e nell’agosto 2016 il Reatino e l’Umbria, con il sisma “di Amatrice”, la pratica della “sa paradura”  ha oltrepassato il mare Tirreno e la grande solidarietà dei pastori sardi è arrivata nell’Appennino Centrale.

Infatti, in occasioni dei due terremoti i pastori sardi si sono mobilitati a sostegno dei loro colleghi delle Regioni colpite, che avevano perso in tutto o in gran parte il loro gregge, donando ad essi migliaia di capi di bestiame per consentire loro di riprendere l’attività. In particolare,  nel 2009  i pastori sardi hanno donato 1000 pecore ai pastori abruzzesi delle zone terremotate. Lo stesso hanno fatto nel 2017 donando altre 1000 pecore ai pastori di Amatrice (Rieti).

Inoltre, il primo aprile 2017 una delegazione di pastori sardi è arrivata a Cascia (Umbria) per consegnare ai pastori locali 1000 pecore. L’anno seguente i pastori umbri hanno ricambiato l’aiuto ed hanno portato a Nuoro 1000 agnelli, nati dalle pecore donate l’anno precedente.

Nei giorni scorsi l’Oristanese (Sardegna) è stato devastato da vari incendi e migliaia di animali, soprattutto pecore, sono morti. Ci auguriamo che ci sia la “sa paradura” dall’Abruzzo, dall’Umbria e dal Reatino verso i pastori sardi, per dimostrare che ormai i pastori di queste Regioni sono “affratellati” nella solidarietà reciproca in caso di calamità naturali. C’è stata finora molta disponibilità ad aiutare i pastori sardi, anche da parte di non allevatori, che  hanno proposto di raccogliere fondi per acquistare le pecore da donare. Confidiamo che ora si provveda rapidamente all’attuazione della “sa paradura” verso i pastori sardi in difficoltà.

 

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