La eliminazione dei disabili e dei malati incurabili da parte del Regime Nazista

 

di Giorgio Giannini

 

 

LA STERILIZZAZIONE OBBLIGATORIA

 

Il regime nazista, pochi mesi dopo il suo insediamento al potere nel gennaio 1933, recependo le “teorie eugenetiche e utilitaristiche” elaborate alla fine dell’Ottocento emana dei provvedimenti per escludere dalla comunità nazionale coloro che possono minare la purezza della razza ariana e che rappresentano un peso economico insostenibile per la Società.

Il primo importante provvedimento è la Legge per la prevenzione di nuove generazioni affette da malattie ereditarie, emanata il 14 luglio 1933, che costituisce il provvedimento fondamentale nella legislazione eugenetica e razziale nazista, introducendo la obbligatorietà della sterilizzazione, dato che può essere richiesta non solo dagli stessi disabili e dai loro familiari, ma anche dai medici del Servizio sanitario e dai direttori degli ospedali civili e psichiatrici, qualora lo ritengano opportuno.

Sono istituiti i Tribunali per la salute ereditaria, annessi ai Tribunali Civili, composti da tre membri,  due dei quali sono  medici di provata fede nazista, con il compito di decidere i casi controversi.  Contro le loro decisioni si può ricorrere alle Corti d’Appello per la salute ereditaria, le cui sentenze sono definitive.

La Legge entra in vigore il 1 gennaio 1934 e nel primo triennio di applicazione (1934-1936)  vengono eseguiti circa 160.000 interventi di sterilizzazione.

Il 18 ottobre 1935, un mese dopo l’emanazione delle Leggi razziali antiebraiche di Norimberga, è emanata la Legge  per la protezione della salute ereditaria del popolo  tedesco, che  impone una seri di controlli eugenetici e di limitazioni alle coppie che intendono sposarsi.

Tra il 1934 e il 1945 circa 370.000 persone sono sottoposte al Programma di sterilizzazione obbligatoria: non solo i disabili, i malati di mente ed i malati incurabili, ma anche gli alcolisti e le persone considerate “asociali”.

 

L’AKTION  T4

IL PROGRAMMA NAZISTA DI EUTANASIA

PER  LA “PURIFICAZIONE” DEL REICH

 

Nel 1939, il Programma di sterilizzazione obbligatoria, avviato con la Legge del 1933, non appare più sufficiente per salvaguardare la purezza della razza ariana. Si organizza quindi, in grande segreto, dal 1 settembre, su ordine di Hitler, l’Aktion (Operazione)  T4 (cosiddetta dall’indirizzo dell’Ufficio preposto, che dipende direttamente dalla Cancelleria del Reich ed ha sede al numero 4 della Tiergartenstrasse, a Berlino, in una villa confiscata ad una famiglia di religione ebraica), per l’eliminazione delle persone che costituiscono una minaccia per la “purezza della razza ariana”. E’ questo il primo progetto di eliminazione di massa, che sarà poi attuato nei Campi di sterminio.

Così il 1 settembre 1939 (lo stesso giorno in cui inizia la seconda guerra mondiale) Hitler  invia una breve lettera al Capo della Cancelleria  del Reich, Philip Bouhler, ed al Commissario  per la Sanità Pubblica del Reich, Karl Brandt (già medico personale del Fuhrer e generale delle SS), con la quale si autorizzano i direttori degli ospedali psichiatrici a concedere una “morte pietosa” ai disabili ed ai malati incurabili. È il cosiddetto Decreto  Eutanasia, che dà inizio al Programma di eutanasia per  avviare il “processo di purificazione” della razza tedesca, attraverso l’eliminazione fisica dei malati  incurabili, che sono considerati “vuoti involucri umani”, “persone indegne di vivere”, “fardelli viventi” e sono anche elementi economicamente dannosi per il Reich, dato che il loro mantenimento costa molto alla Società. Al riguardo, un libro di testo di matematica, edito nel 1941 per le scuole primarie, riporta un problema che invita i bambini a calcolare il costo economico sopportato dallo Stato  per il mantenimento di un malato mentale o di un malato incurabile ricoverato in un ospedale e di un criminale detenuto. 

Il 21 settembre 1939 è emanata la Circolare  Registrazione degli ospedali di Stato e delle case di cura private, per censire gli istituti, pubblici e privati, che ospitano pazienti gravemente malati ed incapaci di lavorare.

Nel settembre 1939, con l’occupazione della Polonia, inizia anche l’eliminazione dei malati gravi ricoverati negli ospedali psichiatrici polacchi.

Nel gennaio 1940 inizia la soppressione dei malati ebrei ricoverati negli ospedali psichiatrici del Governatorato Generale (la Polonia occupata militarmente).

 

LA PROCEDURA PER L’EUTANASIA

 

Il Programma di Eutanasia dell’Aktion T4 inizia nel dicembre 1939 e si cerca di tenerlo segreto.

Le persone ricoverate negli ospedali psichiatrici  vengono schedate  su una apposita scheda  nella quale, oltre ai dati anagrafici ed a quelli relativi alla data di ricovero ed all’ospedale, c’è una descrizione  particolareggiata della malattia, con la spiegazione delle conseguenze che ne derivano, delle possibilità di cura e di miglioramento e della speranza di vita per il malato. Le schede sono inviate all’Ufficio di Berlino, che ha sede al numero 4 della Tiergartenstrasse.

Una Commissione composta da medici e da ufficiali delle SS (denominata Esperti T4) esamina le schede per scegliere le persone da eliminare: all’inizio si tratta dei malati mentali incurabili, poi si passa ai disabili, ai portatori di malattie congenite ed ereditarie ed infine agli anziani infermi ed anche agli “asociali”. Vengono eliminati anche molti invalidi, persino decorati, della Prima Guerra Mondiale.

Per la eliminazione si utilizzano all’inizio le compresse di barbiturici, quali il Luminal ed il Veronal, e le iniezioni  di  Scopolamina e di Morfina.

L’Ufficio di Berlino, con sede al numero 4 della Tiergartenstrasse, prepara le liste di trasferimento dai singoli ospedali psichiatrici ad uno dei  sei Centri per l’eutanasia, appositamente istituiti e ubicati a Grafeneck (nel Wurttenberg), Brandenburgo (vicino a Berlino), Hartheim (vicino a Linz in Austria), Sonnenstein  e Bernburg (in Sassonia) e Hadamar (vicino  ad Hessen). Nel contempo si avvisano gli ospedali di preparare i malati per il trasferimento. Insieme con i pazienti vengono trasferite anche le loro cartelle cliniche.

Il giorno stabilito si presentano all’ospedale gli uomini della Società di Pubblica Utilità per il trasporto degli ammalati, che caricano i pazienti, in gruppi numerosi, anche di decine di persone, su pullman con i finestrini oscurati e li avviano ad uno dei sei Centri, dove sono sommariamente visitati da un medico psichiatra. Quindi sono denudati, numerati e fotografati. Tutte queste operazioni sono svolte  simulando una normale routine medica, in modo che i pazienti non si accorgano di nulla e quindi non facciano alcuna opposizione. Alla fine sono chiusi in una stanza, che è la camera a gas, e vengono eliminati con il monossido di carbonio contenuto in bombole prodotte dalle IG- Farben. Il primo esperimento di gassazione  è attuato in una prigione dismessa di Brandeburgo.  I cadaveri, dopo aver  estratto gli eventuali denti d’oro, vengono cremati e le ceneri raccolte in un’urna.    

Le famiglie ricevono una breve comunicazione standard con la notizia del decesso del loro congiunto in seguito ad una epidemia, per cui il suo corpo è stato cremato per evitare “i rischi di contaminazione”. Se lo desiderano, i familiari possono avere l’urna con le ceneri del congiunto.

Una Commissione è incaricata di fare ispezioni nei sei Centri per controllare che il personale collabori al Progetto.

Nonostante l’Operazione T4 debba rimanere segreta, delle notizie trapelano ad opera del personale operante nei Centri. Infatti, in alcuni casi, dei medici ed infermieri consigliano i familiari dei ricoverati di portare a casa il loro congiunto. In altri casi, i familiari, avvisati di quanto sta accadendo nell’ospedale, rifiutano di ricoverare i loro congiunti.

Per giustificare l’eutanasia, nel 1940 è girato il documentario Essere o vivere, interpretato da veri disabili e malati gravi, che dichiarano di voler morire piuttosto che vivere in quelle condizioni.

 

LA SOSPENSIONE DEL L’AKTION  T 4

 

In seguito alla diffusione delle notizie su quanto avviene nei Centri del Programma di eutanasia, le Chiese tedesche, sia protestanti che cattoliche, protestano e vari Vescovi attaccano apertamente il Governo. In particolare l’Arcivescovo di Munster, Clemens August von Galen, detto il Leone di Munster per la sua ferma opposizione al nazismo, il 3 agosto 1941 pronuncia una dura omelia nella Cattedrale. Hitler, quindi, il 24 agosto 1941, sospende ufficialmente l’Operazione T 4, che comunque ha già provocato la morte di circa 70.000 persone, dei quali circa 5.000 sono bambini.

In realtà il Programma di eutanasia prosegue, di nascosto, fino alla fine della guerra, con la nuova denominazione di Aktion 14 F 13, che riguarda in particolare, attraverso la eliminazione indiretta con  la “dieta di fame”, i neonati ed i bambini gravemente malati ed i deportati nei Lager che non sono più in grado di lavorare.

Negli ultimi anni di guerra, in 15 Istituti psichiatrici sono allestiti appositi reparti per la eliminazione  dei pazienti in situazioni particolari, con Barbiturici e con iniezioni di Scopolamina e di Morfina. E’ la cosiddetta Eutanasia selvaggia.

Alla fine della guerra, le persone eliminate sono oltre 100.000.

Poiché nell’Operazione T 4 è sperimentata l’eliminazione nelle camere a gas, una parte del personale dell’Aktion T 4 è impiegato nei Campi di sterminio istituiti per la “soluzione finale del problema ebraico”: prima in quelli dell’Operazione Reinhard (Belzec, Chelmo, Sobibor e Treblinka), operanti tra la primavera 1942 e l’autunno 1943, ed in seguito negli altri, in particolare ad Auscwhitz-Birkenau.

 

 

I PROCESSI AI MEDICI

 

Il Processo ai medici che hanno partecipato all’Aktion T 4  o hanno effettuato esperimenti  sui deportati nei Lager o sui prigionieri di guerra, si svolge nel Palazzo di Giustizia di  Norimberga, subito dopo il processo contro i gerarchi nazisti.

L’atto di accusa contro 22 imputati (20 medici e 2 ufficiali delle SS) è presentato  il 25 ottobre 1946. Il processo si svolge dal 9 dicembre 1946 a 18 luglio 1947, con  la testimonianza di alcuni malati sterilizzati. Non ci sono invece testimonianze di familiari di persone  uccise con il Programma Aktion T 4.

La sentenza è pronunciata  il 20 agosto 1947 con l’irrogazione di severe condanne, compresa la pena di morte per alcuni di loro.

È il primo di 12  procedimenti celebrati davanti ad una Corte Militare Americana, dato che la Russia, la Gran Bretagna e la Francia hanno lasciato Norimberga dopo la fine del processo contro i gerarchi nazisti accusati di crimini di guerra.  

Ai processi partecipano, come osservatori, alcuni medici tedeschi, su incarico dell’Ordine federale dei medici, presieduto dal Prof. Mitscherlich, docente dell’Università di Heidelberg, che ha raccolto un’ampia documentazione  sull’Aktion T 4. Uno di questi medici, Alice Ricciardi von Platen, scrive il libro Il nazismo e l’eutanasia  dei malati di mente, che però non ha diffusione perché la comunità medico-scientifica tedesca cerca di rimuovere il problema confidando nel silenzio e nell’oblio.

In Germania si celebrano una quarantina di altri processi contro medici accusati di aver partecipato all’Aktion T 4 o di aver effettuato esperimenti su cavie umane nei Lager, che però si concludono spesso con l’assoluzione degli imputati (medici ed infermieri), i quali si difendono sostenendo di aver agito per  eseguire gli “ordini  dei superiori”.

Soltanto negli anni ottanta, nell’ambito della riforma psichiatrica che investe gli ospedali dei Paesi Occidentali, alcuni giovani medici iniziano a  interessarsi delle vicende accadute negli ospedali psichiatrici e raccolgono una vasta documentazione, utilizzata in pubblicazioni, a partire dagli anni novanta, contenenti anche  testimonianze dei familiari delle vittime del Programma di eutanasia.

In particolare il Prof. Michael von Cranach, primario della Clinica di  Psichiatria del’Università di Kaufbeuren,  all’inizio degli anni novanta effettua  una vasta ricerca  negli archivi di diversi ospedali e raccoglie una notevole documentazione, che presenta all’11° Congresso Mondiale di Psichiatria, tenutosi ad Amburgo nel 1999, nel corso del quale è allestita anche una mostra  fotografica e documentale  con il materiale raccolto.   

 

Bibliografia.

 

Giorgio Giannini, VITTIME DIMENTICATE. Lo sterminio dei disabili, dei Rom, degli omosessuali e dei Testimoni di Geova, Nuovi Equilibri-Stampa Alternativa, Viterbo 2011

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