La Cisl-Rieti denuncia la macchina organizzativa post-terremoto

È arrivata la neve sui territori colpiti dal terremoto del 24 agosto e 30 ottobre, con questa sono fioccati anche i disagi che dovevano essere previsti ed evitati, a dichiaralo è il Segretario Provinciale della CISAL, Marco Palmerini.

Iniziamo con il segnalare le difficoltà che rendono le condizioni dei Vigili del Fuoco a dir poco surreali, prosegue il sindacalista, infatti, come denunciato nei giorni scorsi anche da un Sindacato di categoria, questi lavoratori oltre a non avere la giusta assistenza per le attrezzature e macchine, non hanno neanche il vestiario adatto alle temperature rigide, tipiche di questo periodo e di quelle zone. Inoltre, dopo pesanti turni di dodici ore si ritrovano alloggiati in containers scarsamente coibentati e isolati, all’interno dei quali anche l’acqua delle docce ghiaccia. Non va meglio per gli operatori dell’esercito che dormono in tenda con temperature sotto lo zero.

Un’ingente macchina burocratica, prosegue il Sindacalista, è stata allestita per supportare gli Enti Locali, ora nei fatti ci si aspetterebbe che le ordinanze comunali e le autorizzazioni vengano emanate e rilasciate con celerità! Così non è, ascoltiamo e leggiamo le lamentele di alcuni Sindaci che si ritrovano con solo due impiegati per sbrigare tali pratiche.

Insomma, Esercito e Vigili del fuoco operano in condizioni surreali, gli Amministratori locali fanno l’impossibile per garantire la funzionalità dei Municipi, però il risultato è che almeno le persone colpite dal sisma, hanno un adeguato alloggio e ristoro; MAGARI!!! Lamenta Palmerini, chi è restato perché non può allontanarsi dalla propria residenza, alloggia ancora in tenda o roulotte, gli allevatori non hanno un ricovero per i propri animali, il bestiame ancora sotto la neve e senza cibo, le attività produttive quasi tutte ferme.

Dalla CISAL chiediamo ad alta voce una maggiore attenzione per gli operatori impegnati nelle zone del sisma, pretendiamo uno slancio nell’attività amministrativa propedeutica alla realizzazione di infrastrutture, seppur provvisorie ma, necessarie a garantire dignità e confort alle persone, oltre che al riavvio delle attività produttive.

Infine, conclude il Segretario della CISAL, chiediamo uno strumento di trasparenza amministrativa, accessibile a tutti coloro che vorranno conoscere come sono e saranno spesi i soldi raccolti con le donazioni insieme a quelli stanziati dallo stato. La domanda è: quanto il Dipartimento della Protezione Civile spende per le singole voci che vanno dal vitto, alloggio e trasporto fino all’acquisto dell’infrastrutture, passando per le spese del personale e della logistica. è possibile saperlo?

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