L’orologio solare di Magliano Sabina: origini e molte curiosità

orologiosolare orologiosolaremagliano di Renzo Giorgetti

 

La meridiana si trova sulla parete di Palazzo Gori, situato in via Sabina n.19 che è sede del Museo Civico Archeologico.

Il palazzo apparteneva alla famiglia Gori, riferita all’ingegnere Claudio Gori che nel 1922 gestiva una officina meccanica locale.

La meridiana presenta alcune iscrizioni latine parzialmente leggibili, che hanno stimolato la curiosità di conoscere le origini e la storia.

La meridiana è stata collocata circa 15 anni fa, in occasione di una ristrutturazione dell’edificio, e proviene da una abitazione privata situata nella località toscana di Porto Santo Stefano (Grosseto).

Mi viene riferito che essa era stata realizzata nella prima metà del XIX secolo.

Nella parte superiore si legge l’iscrizione: «Lucis diurnae tempora successibus determinans».

Si tratta di un verso dell’Inno sacro intitolato: «Rerum Deus tenax vigor», notoriamente  attribuito a Sant’Ambrogio, che costituisce un inno del sistema Copernicano.

L’altra iscrizione visibile nella parte inferiore della lastra di marmo, purtroppo non risulta del tutto comprensibile e sarà opportuno esaminare qualche foto più ravvicinata.

Per quanto riguarda le caratteristiche della meridiana, ho interessato il professore Nicola Severino esperto di orologi e meridiane, che gentilmente ha fornito la sua consulenza.

Trattasi di un orologio solare verticale da parete costituito da una lastra di marmo rettangolare su cui sono incise sette linee orarie Astronomiche dalle 9 antimeridiane alle 3 pomeridiane.

Le sette libee orarie, in fascio ristretto ed allungato, sono realizzate in colata di piombo fuso.

L’orologio solare risulta declinante di pochi gradi verso Est.

Al centro si osserva la Lemniscata o Analemma terrestre, posta sulla linea di mezzogiorno, ad indicare l’equazione del tempo. Stilo polare in ferro. Con molta probabilità tuttavia lo gnomone doveva avere in origine una placca di metallo con il foro “Eliotropico” fissato sulla cima, come evidenziano i segni sulla lastra di marmo.

Secondo il professore Severino l’orologio risale ai primi del XX secolo.

 

 

 

Logica e metafisica di Antonio Genovesi, Società tipografica de’ classici italiani, Milano 1835, p.207.

 

 

 

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