Da rivedere il tema della legittima difesa in Italia

Gentile Direttore,

i recenti fatti di cronaca inerenti almeno due gravi episodi di omicidio ripropongono il problema ed il tema della legittima difesa in Italia. Uno si è verificato in provincia di CUNEO, dove il titolare di una gioielleria ha ucciso due ladri, e ferito gravemente un terzo. La sparatoria, degna dei migliori film Western, ha ovviamente gettato nel panico gli abitanti della piccola città piemontese. L’altro episodio, in prima battuta, appare incredibile. Si è verificato ad Ercolano nell’Hinterland napoletano, dove un uomo pare abbia sparato dalla sua abitazione ed ucciso due giovani che erano in macchina a parlare tra di loro, dopo una partita di calcetto. Un episodio che se confermato, appare allucinante. Io non vorrei che questi eventi siano il frutto del dibattito politico, spesso fomentato da incompetenti del diritto, nato dallo scontro di chi ha sostenuto che la difesa è sempre legittima anche se non proporzionata, e chi ricorda che ancora non siamo ancora nel FAR WEST, e che non ci si può fare giustizia da soli. Da un punto di vista giuridico la legittima difesa è una causa di giustificazione in presenza della quale non è (era ) punibile chi commette (va) un fatto che costituisce reato per difendere un diritto proprio oppure altrui dal pericolo attuale di una offesa ingiusta. Il bene messo in pericolo e quello contro il quale si reagisce devono essere proporzionati (all’uopo). La legge n.59-2006 ha introdotto la possibilità di utilizzare le armi per difendere i propri beni, oltrechè l’incolumità. L’articolo 52 del codice penale è stato ulteriormente ampliato con la legge n.36 del 2019. L’articolo 1  cambia la denominazione in difesa legittima, introduce il richiamo all’articolo 614 CP, non meramente letterale, e sostanzialmente afferma che sussiste sempre il rapporto di proporzione tra il 1 comma e l’uso dell’arma per difendersi. La norma originaria del vecchio codice Rocco era semplice e chiara. Spettava poi al Giudice, valutare caso per caso. Così sulla scorta ancora una volta del modello americano, si cambia una norma nata si nel ventennio, ma da un grande Giurista, per andare sempre di più verso mutazioni frutto spesso di compromessi politici che poco hanno a che vedere col diritto. Sia chiaro che ognuno si deve assumere le proprie responsabilità per tali scelte e che ne risponderà davanti a DIO ed agli uomini. Da un punto di vista GIUDIZIARIO, sarò attento e curioso di analizzare i due processi riguardanti i casi di cui sopra, per vedere e capire, l’impatto pratico che le locuzioni inserite hanno avuto ed avranno nella realtà. Staremo a vedere. Intanto in pochi giorni sono morte 4 persone, di cui 2 ragazzi, proprio per l’uso di armi. Non vorrei difatti che per taluni incompetenti del diritto, che fomentano sempre più l’uso delle armi, già in possesso di moltissimi Italiani, proprio noi Italiani ci dovremmo, a breve termine, pentire di tale scelta, …per cui, come in un vecchio film western di Sergio Leone, arma chiamerà arma, e :  l’uomo con la pistola difronte all’uomo col fucile….. E’ un uomo morto “…nel segno di una escalation senza fine nell’uso delle armi, grazie a politici anche in mala fede che sono prezzolati e pagati proprio dalle fabbriche di questi oggetti di morte.

Andreani avvocato Adalberto

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