Clelia Di Carlo di Verrecchie ricorda il fidanzato, stalliere di Mussolini

di Giorgio Giannini

La Sig.ra Clelia Di Carlo, nata a Verrecchie (Frazione di Cappadocia, in provincia de L’Aquila), che ho già intervistato (vedere le altre due interviste pubblicate il 30 ed il 31 agosto) mi ha anche raccontato che il suo fidanzato Giuseppe Gattinari (detto Peppino, figlio di Luigi e  di Vesprina Di Benedetto, che hanno ospitato la famiglia di Rossellini tra l’autunno 1943 e la primavera 1944), nato il  14 maggio 1914, per lo svolgimento del servizio militare di leva, prestato in un reggimento di Dragoni a cavallo, era stato inviato ad Alessandria, dove era diventato attendente del generale Alberto Trevi, che lo aveva preso a benvolere. Infatti il generale gli propose, per stare più vicino alla sua famiglia ed alla sua fidanzata (la Sig.ra Clelia), di andare a Roma per accudire come stalliere uno dei tre cavalli, con il mantello di colore bianco, marrone e nero, che Mussolini aveva nella sua residenza privata, a Villa Torlonia, sulla Via Nomentana, e che cavalcava a turno, quando ne aveva il tempo, nel galoppatoio della Villa, attrezzato anche con gli ostacoli che il cavallo doveva saltare. Giuseppe doveva accudire il cavallo dal mantello bianco, che si chiamava Ardena. La foto messa sotto il titolo rappresenta Giuseppe mentre sta saltando un ostacolo con il cavallo, per  tenerlo in esercizio.

Giuseppe ogni giorno, oltre a tenere in esercizio il cavallo, doveva strigliarlo accuratamente, sia la mattina che la sera. Pertanto si è stancato presto di fare questo lavoro, che non apprezzava perché era abituato a non prestare tutte quelle attenzioni ad un cavallo, dato che a Verrecchie questi animali, come i muli e gli asini, erano usati per fare i lavori agricoli e non ricevevano tante “attenzioni” da parte del proprietario. Così Giuseppe ha chiesto al generale di ritornare a fare l’attendente e così è stato anche durante la guerra mondiale, nella quale non ha mai combattuto. Solo per un breve periodo, verso la metà di giugno 1940, appena dichiarata la guerra alla Francia, è andato con il generale sul fronte delle Alpi piemontesi, dove si combatteva, senza però partecipare agli scontri.

Nel dopoguerra il generale ha proposto a Giuseppe di rimanere con lui come attendente, a Roma, dove aveva avuto un incarico.  Purtroppo, pochi giorni dopo il generale è morto e quindi Giuseppe ha lasciato l’Esercito ed è ritornato a Verrecchie, dove ha continuato a fare l’agricoltore e l’allevatore Al riguardo, nel paese aveva allestito una “stazione per la monta”, per ingravidare le mucche, utilizzando un grande toro di razza marchigiana, che aveva comprato alla fiera di San Benedetto del Tronto. 

 

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