A Poggio Mirteto presentati i risultati di Impact Lazio

di Andrea Moiani

Lunedì 14 giugno, presso la Biblioteca “Peppino Impastato” di Poggio Mirteto (RI), la Cooperativa Nuove Chimere ha presentato i risultati della ricerca azione riguardanti il progetto Impact Lazio. Il progetto rientra nelle attività del FAMI (Fondo Asilo, migrazione e integrazione) ed è volto a conoscere più a fondo il fenomeno migratorio e a facilitare politiche utili per integrare i cittadini provenienti da Paesi terzi e residenti nel territorio. Hanno collaborato, assieme alla cooperativa Le Nuove Chimere, anche la Cooperativa Folias e la Cooperativa Magliana ’80.

«Oggi concludiamo un progetto di ricerca iniziato a marzo 2020 proprio con l’avvio dell’emergenza sanitaria» ci spiega Flavia Braconi, ricercatrice del progetto per conto della cooperativa Nuove Chimere. «La mia ricerca, che avrebbe dovuto essere una ricerca sul campo, in realtà è diventata sin dall’inizio una ricerca a tavolino perché avrei dovuto raccogliere dati qualitativi e quantitativi. Significava andare a relazionarsi con gli uffici pubblici per chiedere dati dell’anagrafe comunale ma voleva dire anche realizzare interviste attraverso il rapporto empatico che si sviluppa tra ricercatore e informatore. Tutto ciò è impossibile in tempo di pandemia. Questa ricerca che nasceva su questi criteri è stata rimodulata.»

“Vittime” della rimodulazione sono stati i tre workshop territoriali, inizialmente ideati come incontri in presenza e trasformati in video che vertono sulle tematiche emerse nel corso della ricerca. I video sono visualizzabili nei link sottostanti.

  • Educazione ed inclusione(https://youtu.be/MV9Ef-YcJlo): intervista doppia con protagonisti genitori italiani e stranieri che approfondisce la tematica del rapporto con la scuola e si servizi offerti dal territorio. Vengono messi in luce i differenti punti di vista.

 

  • Famiglie straniere, possibilità di vita in Italia(https://youtu.be/R-qldQUS9jk): tre educatori professionali (Marco Rossetti, Elena Andreucci e Irina Bonifazi) parlano della loro attività e di come essa li abbia resi anelli di congiunzione tra la ricercatrice e le famiglie straniere oggetti dell’indagine.

 

  • Cosa bolle in pentola?” :https://youtu.be/Apn2xkiVSNQ vengono approfonditi e messi a confronto le feste e i loro menù tipici, con un approfondimento relativo alle ricette tradizionali.

 

 

I tre workshop sono anche un modo per abbattere alcuni stereotipi che continuano a colpire i residenti stranieri. Ci racconta Flavia Braconi: «Nella ricerca emerge il fatto di sentirsi vittima di pregiudizi e stereotipi. Alcuni membri di una comunità di filippini ci hanno spiegato che per loro l’unico lavoro possibile è quello di domestici. Alcuni ragazzi rumeni, nel focus group, dicono che c’è un momento in cui sei etichettato perché “il rumeno fuma e beve”. Ritengo che negli ultimi tempi, anche per via della propaganda politica che ha usato l’immigrazione come scudo per ogni male, l’uso dello stereotipo ha sicuramente inciso fortemente sia nei confronti delle persone locale, sia degli stranieri.»

Un lavoro soddisfacente, dunque, ma che si è scontrata con le difficoltà dettate dalla pandemia che però non ferma l’entusiasmo e la voglia di fare molto altro. Lucia Chiancone, presidente della cooperativa Le Nuove Chimere: «È la prima volta che la nostra cooperativa si affaccia al fenomeno migratorio. Partecipare a questa ricerca, per noi, significava avere una conoscenza del fenomeno sul territorio in cui abbiamo già attività assistenziali e sociali. Questa ricerca ci arricchito non solo per la ricerca in sé ma anche perché ci apre la strada in questo ambito e rispetto a quello che facciamo. È un progetto che speriamo di portare avanti. La pandemia ci ha rallentato molto ed è stato un grande ostacolo, ma nonostante tutto la ricercatrice ha fatto un buon lavoro. Speriamo di poter continuare in futuro in piena libertà e con più fondi a disposizione.»

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