A Casperia: “Pecunia Il Valore della pecora”

di Elisa Sartarelli
 
“Pecunia: il valore della pecora” è il progetto realizzato dall’associazione culturale “8 Settembre” di Casperia, con il contributo della Regione Lazio e dell’Arsial, per la promozione e la valorizzazione dei prodotti agroalimentari. 
Per la parte culturale del progetto, Lorenzo Capanna ha intervistato gli ultimi depositari dell’arte pastorale. La frazione di Santa Maria in Legarano è una parte del territorio di Casperia che arriva sulla montagna, fino ai confini con il Comune di Contigliano. Un tempo, il 10 agosto, ci si arrivava a piedi per partecipare alla fiera di San Lorenzo.
La parte gastronomica del progetto, invece, riguarda una degustazione di vari tipi di pecorino a chilometro zero. Un prodotto offerto ai partecipanti della tradizionale festa a Santa Maria in Legarano nei giorni a cavallo dell’8 settembre, per la Natività della Beata Vergine Maria. Proprio da questa giornata prende il nome l’associazione.
“Il titolo del progetto – si legge in una nota – trae origine dalla parola latina che per gli antichi romani aveva un doppio significato: gregge ma anche ricchezza; era ricco chi possedeva un cospicuo quantitativo di bestiame. Oggi l’allevamento è praticato da un numero sempre minore di persone e vive le alterne fortune dell’intero settore agricolo, che deve fare i conti insieme con la globalizzazione, le avversità climatiche, il proliferare dei lupi, le epidemie. Attualmente a Casperia ci sono ventidue allevamenti che sommano 764 pecore, il 40 per cento in meno rispetto al 1887, primo dato disponibile. Sono solo due gli allevamenti numericamente rilevanti: uno con 360 pecore e l’altro con 151, che insieme possiedono i due terzi di tutte le pecore di Casperia; il terzo allevamento più numeroso ne conta 38 e il quarto 35. Dunque il 33 per cento delle pecore censite è suddiviso tra venti allevamenti, sette dei quali sono di tipo familiare cioè per autoconsumo”.
Il libro “Pecunia: il valore della pecora” è distribuito gratuitamente presso il bar S. Maria di Casperia. Le sue pagine contengono i racconti di Geltrude D’Ippoliti (71 anni) e Candido Polidori (75 anni), Ivana Sielli (76 anni), Luigi Petrucci (86 anni) e Antonia Pezza (77 anni), Pino Natalizi (63 anni) e Rina Ruggieri (62 anni), e Adolfo Gemma (88 anni). Nel testo si trovano fotografie d’epoca e notizie sui formaggi tipici della Sabina. Inoltre, le pagine contengono la ricetta della pecora “au callaru”. Questa specialità è simile alla pecora “alla cottòra” del Cicolano, che di recente è stata inserita nell’elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali.
 
 
 

Author: redazione