Virginia Raggi, sarà un sindaco all’amatriciana?

Virginia-RaggiCosa c’entra l’amatriciana con gli scambi di accuse e polemiche nella campagna elettorale in vista del ballottaggio per le elezioni a Sindaco di Roma?

E’ quello che chiede a Virginia Raggi la Città di Amatrice e un’intera comunità di amatriciani, molti dei quali residenti proprio nella Capitale.

«Qui a Roma fanno il patto del Nazareno all’amatriciana» questa è la frase pronunciata da Virginia Raggi nel corso della trasmissione In Mezz’Ora di Lucia Annunziata, che ha fatto sobbalzare sulle poltrone migliaia di amatriciani, Sindaco in testa.

«Sgradevole e inaccettabile l’uso dispregiativo del termine amatriciana»  dichiara il Sindaco della Città di Amatrice Sergio Pirozzi «sarebbe ora che la politica inizi veramente a fare le cose all’amatriciana, cioè bene» continua Pirozzi «non è la prima volta che politici, giornalisti, soubrette televisive usano il termine “all’amatriciana” in senso negativo, ricordo che ci risentimmo anche con il premier Renzi quando utilizzò il termine “tangentari all’amatriciana” per riferirsi a Mafia Capitale».

La città di Amatrice è patria degli spaghetti all’amatriciana,  e gli amatriciani sono un popolo molto orgoglioso, fiero custode della propria identità e delle tradizioni secolari, tra cui proprio quella della famosa salsa, un prezioso brand del Made in Italy, famosissimo in tutto il mondo.

«Fare le cose all’amatriciana vuol dire fare le cose per bene» incalza il Sindaco Pirozzi «la Città di Amatrice è un angolo d’Italia in fermento che ha saputo valorizzare il proprio patrimonio artistico, culturale, gastronomico, naturalistico, con azzeccate politiche di sviluppo che forse non hanno eguali. E’ la Città che ha saputo unire in Associazione i Comuni dimenticati d’Italia per rivendicare il loro diritto di esistere, che ha saputo difendere il proprio ospedale, il liceo scientifico, l’Istituto alberghiero dalle politiche dei tagli e degli accorpamenti, è uno dei Borghi più belli d’Italia, ha percentuali da record nella raccolta differenziata, un trend positivo nel settore del turismo, ha ricevuto tanti premi e riconoscimenti, insomma fare le cose all’amatriciana è sinonimo del fare le cose per bene».

Certo è che Roma deve molto ad Amatrice e a quegli amatriciani che, fin dall’800, emigrarono nella Capitale lavorando nei ristoranti locali e che pian piano aprirono tanti nuovi locali dando lustro e diffondendo la ricetta dell’amatriciana, ormai simbolo turistico anche della Città eterna.

Non dimentichiamo, infatti, che sono migliaia gli amatriciani residenti a Roma e che i principali ristoratori romani sono, appunto, amatriciani.

«A Virginia Raggi voglio dire che mi auguro che il suo sia stato semplicemente un lapsus, sicuramente sarà così» prosegue il Sindaco Pirozzi «e anzi, la invito ad Amatrice affinché possa, con i suoi occhi, rendersi conto che ad Amatrice si fanno le cose per bene, e con l’occasione potrà assistere alla preparazione dei veri spaghetti all’amatriciana, preparati dagli Chef dell’Istituto alberghiero di Amatrice».

«Se diventerà Sindaco di Roma» chiude Pirozzi «il mio augurio, per lei, è proprio quello che possa essere un Sindaco all’amatriciana».

 

Author: redazione