Selci omaggia Dante Alighieri con le sculture di Felice Rufini

di Andrea Moiani

Seppur non risulti sia stata visitata da Dante Alighieri, anche la Bassa Sabina ha deciso di omaggiare il Sommo Poeta con una serie di iniziative in occasione dei 700 anni dalla sua morte. Una di queste è il progetto “Dante nel borgo di Selci”, inaugurato sabato 31 luglio. Curato dalla direzione artistica di Luciano Fabrizi, il progetto riguarda l’installazione di sette opere dello scultore reatino Felice Rufini negli scorci più caratteristici del centro storico di Selci, dove saranno ammirabili fino al 5 settembre 2021. La visita inaugurale è stata presenziata dai rappresentanti dell’amministrazione comunale nelle figure del sindaco Egisto Colamedici, del vice-sindaco Alfredo D’Antimi e della consigliera delegata alla scuola Fabiana Conti.
Le sette opere che compongono il percorso ripercorrono, in chiave astratta e concettuale, la vita e le opere di Dante Alighieri partendo da materiali di riciclo che vanno dal marmo al legno passando per il ferro e il rame. Nato a Cittaducale nel 1958, Felice Rufini entra nel mondo dell’arte nel 1981 realizzando migliaia di opere diventate installazioni permanenti o inserite in esposizioni o concorsi di prestigio internazionale a partire dal 2016. Degne di nota, ad esempio le partecipazioni alla Biennale di Milano (2019) e alla Biennale Internazionale di Palazzo Venezia a Napoli (2020). Di non minore importanza la pubblicazione sull’Enciclopedia dell’Arte Italiana nel 2019 e nel 2020. «Dante è uno di quei personaggi senza tempo che non possono avere un volto – dichiara Rufini – Ad avermi dato ispirazione sono state le vie e le piazze del borgo di Selci, così come i bassorilievi che si possono trovare nei muri dei palazzi o nelle chiese. È stata un’ispirazione immediata che mi ha portato a realizzare le varie opere sin da subito e in pochissimo tempo.»
Luciano Fabrizi, direttore artistico dell’iniziativa, commenta così il progetto: «L’idea mi è venuta dopo aver riscontrato una certa sensibilità del comune di Selci nei confronti del mondo dell’arte. Lo si vede, ad esempio, nel progetto di street art realizzata anni fa e che ha arricchito il paese. La stessa operazione, in ambito scultoreo, si è voluta realizzare per omaggiare un poeta che appartiene non solo all’Italia, ma a tutto il mondo. Ho scelto Rufini perché il suo lavoro rappresenta un viaggio nell’interiorità come quello che fece Dante Alighieri nel suo viaggio descritto nella “Divina Commedia”. In Felice Rufini ho riscontrato una proliferazione interiore che ho ritenuto giusto omaggiare. La sua bellezza scultorea sta nel poter vedere le sue opere in varie sfaccettature quando sono installate all’aperto in base all’ora del giorno.»
Riguardo il futuro delle opere, Luciano Fabrizi non esclude un percorso itinerante in altri borghi della Sabina del quale Selci sarebbe la prima tappa. «Tutto dipende dalla sensibilità e dall’interesse dei vari comuni. È da considerare anche l’ipotesi di un’installazione fissa per iniziativa delle amministrazioni o dei comuni o dei privati che mostrano interesse alla sensibilità espressa dallo scultore.»

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