Makeroad: vincono Civico Smart e Help my Car

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Non poteva essere più difficile il compito del Comitato tecnico del MakeRoad in veste di giuria, perché al termine della tre giorni di lavoro si è trovato davanti 10 progetti, ad un diverso grado di elaborazione ma di un livello qualitativo d’eccezione.
E così Andrea Di Benedetto, Giovanni Re e Linda Di Pietro non potendo venir meno al compito che era stato loro assegnato, ma non volendo rinunciare nemmeno a valorizzarne il maggior numero possibile, si sono inventati una menzione speciale per due progetti: “Civico Smart” e “Help my Car”.
Il primo è il progetto del gruppo formato da Bio Impianti Srl, rappresentata da Danilo Imperatori, FabLab Green Tales Terni, e dagli studenti Giuseppe Poscente e Letizia De Marco.
“Civico Smart” è un dispositivo incorporato appunto nel numero civico che può contenere una serie di informazioni che riguardano l’edificio e i suoi abitanti che possono essere di grande aiuto per il controllo ma anche in caso di emergenza non solo per le cose ma anche per le persone. Un esempio di che cosa significa o può significare Smart City.

L’altra menzione speciale è andata la progetto del gruppo Fratelli Serva che aveva abbinato il FabLab Zona Franca Creative Labs di Falconara Marittima e due studenti entrambi dell’ITIS, Pierpaolo Totti e Tiziano Amadei ai quali il gruppo ha assegnato quasi per intero l’onere della presentazione del lavoro, un vero successo per la loro esposizione oltre che per il contenuto dell’App attraverso la quale il cliente può seguire il percorso della sua macchina in riparazione e non solo.

Il pubblico presente ha pensato che a questo punto fosse finita la suspance e che fosse arrivato il momento di conoscere finalmente il progetto vincitore, e invece no.
Altri tre progetti citati entro i quali il Comitato tecnico si era orientato per la scelta: “ELMETT”, “CIOCIA” e quello senza nome del gruppo formato dall’azienda Chitarra Antica di Paola Simeoni. Un progetto, quest’ultimo, davvero molto bello, nato come soluzione ad alcuni problemi posti al gruppo dall’impresa e che il gruppo ha brillantemente risolto: un nuovo packaging per la nuova linea cibo pronto da mangiare dell’azienda, un involucro con le posate per chiusura, che diventa un bel piatto, interamente riciclabile, anzi compostabile nel proprio giardino dove può essere interrato per far germogliare il seme in dono nella confezione. Queste ed altre le caratteristiche di un nuovo packaging che non costa di più di quello attualmente in uso nell’azienda.

Grande apprezzamento della giuria anche per “ELMETT”, il dispositivo che aggiunto ad un casco da cantiere può aiutare ad aumentare la sicurezza nei luoghi di lavoro e che, grazie al software open source, può essere realizzato con costi bassissimi.
Il gruppo costituito dall’impresa Costruzioni Boccanera Ivo e F.lli Snc, qui rappresentata da Tiberio, dal FabLab Toscana e dagli studenti del Liceo Scientifico Jucci, Vittorio D’Antico e Flavio Mancosu, il più piccolo di tutti che ha incantato il numerosissimo pubblico presente per la naturalezza, la proprietà di linguaggio con le quali ha illustrato alla platea come “ELMETT” fosse stato progettato.
E finalmente è arrivata la comunicazione del progetto vincitore “CioCia” dell’azienda Servizi Integrati, la scuola di sartoria di Gabriella Grenna, con il FabLab FAMO di Macerata e i ragazzi Andrea Speranza e Beatrice Liberati dell’Istituto IPSSCS corso odontotecnici. In realtà la presentazione è uno show con Isabettini di FAMO nel ruolo di showman, un fiume in piena che illustra il nuovo prodotto già creato, appunto le “ciocie”, distribuite in sala perchè tutti possano toccarle, complete di accessori, programma di marketing, logo e pagina facebook già aperta. Un successo di critica e di pubblico e alla fine per loro l’oscar.
Non meno interessanti gli altri 5 progetti che per ragioni di spazio non possiamo qui raccontare.
Alla fine per gli organizzatori CNA Rieti e Fondazione Varrone, rappresentati dai Presidente Arnaldo Cesarini e Antonio Valentini, un successo molto al di là delle loro aspettative.
E soprattutto il riconoscimento di un metodo per suscitare l’innovazione nelle microimprese che tutti vogliono esportare, sia i FabLab nelle realtà di provenienza che la CNA Nazionale nelle altre CNA territoriali.
Questa volta Rieti disegna il futuro e non solo il proprio!

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