La Giornata Mondiale dell’acqua ha compiuto 30 anni

di Giorgio Giannini

Il 22 marzo  si è celebrata la Giornata Mondiale dell’Acqua (Wordl Water Day), istituita dalle Nazioni unite nel 1992, sulla base dell’Agenda 21, approvata dalla Conferenza sull’ambiente e lo sviluppo, tenutasi a Rio de Janeiro.

Questo anno il tema della Giornata è stato il rapporto tra l’acqua ed i cambiamenti climatici e con una particolare attenzione all’uso delle riserve idriche sotterranee, che rappresentano il 99 % delle risorse idriche dolci e che attualmente coprono la metà del fabbisogno umano e circa un quarto del fabbisogno dell’agricoltura.

Con l’aggravarsi del “cambiamento climatico”, che è sotto gli occhi di tutti, e con l’aumento della popolazione mondiale  e dell’agricoltura, l’accesso alle acque sotterranee sta diventando sempre più critico. Già oggi si estrae dalle falde acquifere più acqua di quella che si rigenera con le piogge e la neve.

Cosa si può fare? Innanzitutto si deve agire subito per eliminare lo spreco dell’acqua, attraverso la diffusione di alcuni “comportamenti virtuosi”, quali: l’uso della lavatrice e della lavastoviglie solo a pieno carico (peraltro non massima temperatura, per risparmiare l’energia elettrica) e lavarsi con la doccia (in tempi brevi) e non nella vasca. Al riguardo, noi italiani siamo degli “spreconi” di acqua, consumandone circa 220 litri a persona (più di 500 litri a famiglia) mentre la media europea è di 165 litri. Sicuramente, per acquisire la consapevolezza della necessità di non sprecare l’acqua è necessaria non solo un’ampia campagna di informazione, specie sui mass media, ma anche una adeguata azione di sensibilizzazione verso le nuove generazioni, a partire dalle Scuole materne perché le  “buone abitudini” si imparano da piccoli.

Un’altra cosa da fare è eliminare le perdite degli acquedotti, che in Italia sono in media del 30 %, con punte di oltre il 50 % proprio nelle zone dove c’è carenza di acqua, specie al Sud e nelle Isole. Al riguardo il Governo e le Regioni dovrebbero destinare risorse adeguate per aiutare i Comuni ad ammodernare gli acquedotti.

Per sottolineare l’urgenza di queste azioni, dobbiamo sapere che circa il 20% del nostro Paese è a rischio siccità e desertificazione e che attualmente circa 2 miliardi di persone nel Mondo, secondo i dati dell’ONU, non hanno accesso all’acqua potabile.

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