Incendi: pene blande inutili e formali, passare al risarcimento e detenzione

GENTILE DIRETTORE,

Abbiamo ricordato più volte come l’articolo 1 della Costituzione Italiana, sancisca che la nostra Nazione è una Repubblica democratica fondata sul LAVORO. Abbiamo anche ricordato il successivo articolo 27 inerente i principi di umanità e di finalità rieducativa della pena. Nell’estate che sta finendo abbiamo assistito nuovamente alla triste e devastante consuetudine degli INCENDI DOLOSI e COLPOSI, puniti anche in modo considerevole dal codice penale  dagli articoli 423 – 423 bis e successivi. Orbene, se oggi vivesse un Giurista illuminato come BECCARIA, constaterebbe l’inutilità sostanziale di queste pene, che restano solo meramente formali e studierebbe un sistema pratico per applicare una sorta di risarcimento pecuniario e detentivo a favore della Collettività alla quale per esempio viene meno, per un gravissimo incendio criminale, la storica pineta cosiddetta Dannunziana di PESCARA. Esempio della pena..10 anni di reclusione notturna…con lavoro diurno presso la stessa pineta, consistente nel ripiantare alberi e quant’altro. Lavoro del detenuto, gratuito a vantaggio dello Stato, e poi pernottamento in carcere oppure ai domiciliari, a secondo della gravità del reato. Beccaria studierebbe tale ipotesi e troverebbe la soluzione Giuridica e pratica. Gli attuali GIURISTI…?

Distinti Saluti.

Andreani Adalberto avv. RIETI.

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