In merito al negazionismo sul tema foibe e shoah

NO ALLA PROPOSTA DI LEGGE PER EQUIPARARE

LA NEGAZIONE  E LA MINIMIZZAZIONE DELLE FOIBE  E  DELLA SHOAH

 

di Giorgio Giannini

 

La Regione Friuli, con la Mozione 50, approvata il 26 marzo 2019,  ha sospeso  “ogni contributo finanziario, patrocinio o concessione a beneficio di soggetti pubblici e privati che, direttamente o indirettamente, concorrano con qualunque mezzo a negare o ridurre il dramma delle Foibe e dell’Esodo”. 

Successivamente, anche la Regione Veneto ha adottato un provvedimento simile, con la Mozione n. 29, approvata il 23 febbraio 2021, sospendendo “ogni tipo di contributo a favore di tutte quelle associazioni che si macchiano di riduzionismo o di negazionismo nei confronti delle foibe e dell’esodo istriano, fiumano e dalmata”.

Nel febbraio 2021 è stata approvata dal Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, su iniziativa dei Consiglieri di Fratelli d’Italia, la Proposta di Legge nazionale, che è stata inviata alla Camera alla Deputati, di integrazione dell’art. 604 Bis del Codice Penale, relativo a reato di “Propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa” (introdotto nel nostro Ordinamento dalla Legge 16 febbraio 2016 n. 115, che ha ratificato la Convenzione internazionale sull’eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale e che è stata attuata con il Decreto Legislativo 1 marzo 2018 n.21), che prevede la reclusione da due a sei anni per la negazione o la minimizzazione della Shoah e dei crimini di genocidio, dei crimini contro l’umanità e dei crimini di guerra (definiti dagli art. 6,7 e 8 dello Statuto della Corte Penale Internazionale, ratificato con la Legge 12 luglio 1999 n. 232). In pratica, si vuole equiparare  “ i massacri delle foibe” alla Shoah  ed ai crimini di guerra e contro l’umanità, mettendoli tutti sullo stesso piano.

Sullo stesso argomento, il 29 aprile 2021 il Sen. Luca Ciriani, di Fratelli d’Italia, ha presentato il Disegno di legge n. 1255 allo scopo di “rafforzare gli strumenti di contrasto dei crescenti e preoccupanti fenomeni di negazionismo, giustificazionismo e riduzionismo del massacro  delle foibe,  che continuano reiteratamente a manifestarsi in occasione di pubbliche celebrazioni e commemorazioni storiche, con grave offesa per la dignità umana, al coscienza collettiva e la memoria storica del nostro Paese”. In definitiva si ritiene che la previsione del reato “è necessaria e indispensabile al fine di condannare e contrastare, con assoluta fermezza, chiarezza e coerenza, il fenomeno del negazionismo di una delle pagine più tragiche della storia del nostro Paese”.

Lo stesso Senatore aveva presentato in precedenza, il 31 gennaio 2019, il Disegno di legge n. 1038  per la modifica della Legge 30 marzo 2004 n. 92, che ha istituito il Giorno del Ricordo,  per sostituire  la parola “vittime” delle foibe, con la parola “martiri” delle foibe, affermando che “il numero degli infoibati e dei massacrati nel lager (titini N.d.A) fu superiore alle 20.000 persone”.  

Il 16 novembre 2021 alcuni Deputati hanno presentato alla Camera la Proposta di Legge n. 3372 (primo firmatario l’On. Edmondo Cirielli di Fratelli d’Italia)  per introdurre  nel Codice Penale l’art. 604 quater, che prevede come reato “la negazione, la grave minimizzazione o l’apologia dei massacri delle foibe”, punito, se non costituisce un reato più grave, con l’ammenda da 3.000 a 7.00 euro.

 

Ha suscitato molte polemiche il manifesto, adottato per le celebrazioni del Giorno del Ricordo di questo anno dalla Regione Piemonte, governata da una Maggioranza di centro-destra, che raffigura dei soldati titini, rappresentati come giganteschi mostri, che inseguono alcuni civili terrorizzati, che è stato duramente criticato dai Partiti di opposizione e dall’Anpi. In particolare, il Presidente del Gruppo consiliare regionale di Liberi e Uguali- Verdi, ha affermato che il manifesto “ha l’aspetto di un manifesto di propaganda nazista” e che continuano le “manipolazioni legate al Giorno del Ricordo”, dopo la pubblicazione, lo scorso anno, di un fumetto “farcito di errori storici”. Inoltre, ha affermato che nonostante esistano “testi rigorosi e ben fatti” ed iniziative che fanno luce sulla tragedia delle foibe,  la Maggioranza che governa di Regione “non perde occasione per aggredire verbalmente e minacciare chi li promuove”.

Il 31 gennaio 2022 la Segreteria Nazionale dell’Anpi ha emanato una dichiarazione nella quale si afferma, in modo netto e chiaro, che il manifesto è “una vergogna”.

È invece lodevole l’iniziativa congiunta dell’ANPI Nazionale e dell’Associazione dei partigiani sloveni, denominata “La storia insieme”, che si è svolta  il 5 febbraio 2022 a Gorizia (città divisa fino all’ingresso della Slovenia nella UE) allo scopo di “affrontare insieme, con serietà storica, le drammatiche vicende del confine orientale”.

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