I più celebri campanari romani per la collegiata di S.Lorenzo a Sant’Oreste

di Renzo Giorgetti

 Parlando delle campane di Sant’Oreste e trarre l’ideale ispirazione, quale testo migliore poteva essere se non quello che narra le vicende delle reliquie si San Nonnoso abate?

Una significativa citazione delle campane della Collegiata di S.Lorenzo, risale infatti alla cerimonia per il ritorno delle reliquie di San Nonnoso all’eremo di Monte Soratte, svoltasi nel 1664.

Il celebre testo del 1675, scritto da Antonio Degli Effetti, riferisce un particolare che mi stimola a studiare i bronzi della Collegiata:

 

«Concorse la domenica a matina 8 d’aprile più che mai numeroso e sollecito il popolo, dalla voce di bronzo di più sonore squille dalle torri e campanili invitato, alla chiesa Collegiata di S.Lorenzo»

 

Un libro intitolato edito nel 2003 indica alcune fasi storiche della fusione di campane e mostra una bella foto di una di esse [Archivio CRD n.3744].

Nel campanile vi sono quattro campane, tutte firmate. Mostrando il nome dell’autore, esse forniscono pertanto un importante contributo alla conoscenza di artigiani non del tutto conosciuti. La mia ricerca ha lo scopo di ampliare la conoscenza dei fonditori di campane romani presenti a Sant’Oreste, con ulteriori informazioni sulla loro attività.

 

 

 

A – La campana da morto venne fusa nel 1527 da un certo Giovanni Francesco di Spoleto non meglio identificato:

 

«Gio Franciscus spoletanus faciebat liberationem A.D. MDXXVII.»

 

B – Il campanone o campana di S.Silvestro venne fusa nel 1727 da Filippo e Santo Marini a Roma in sostituzione della antica fusa nel 1691 che era stata rovinata da un fulmine. Essa presenta la seguente iscrizione:

 

«Philippus Marini et Sanctus eiusdem filius fuderunt Anno Domini 1727 Romae.»

 

La popolazione di Sant’Oreste nel 1727 si era rivolta al cardinale Doria delle Tre Fontane per ottenere un sussidio necessario alla rifusione, come indica un sito della Pro-loco.

La campana presenta le effigi di Maria, di S.Giuseppe e S.Silvestro. Si trovava fino al 1801 sulla torre di S.Silvestro. Vi si nota anche lo stemma del Cardinale Paluzzo Altieri (1623-1698). Evidentemente lo stemma del Cardinale è riferito alla memoria della fusione della precedente campana del 1691, che veniva sostituita.

 

C – Nel 1825 vennero fuse due campane utilizzando il metallo di una precedente, costruita nel 1761, che si era rotta. Vennero fuse dai fratelli Luigi e Raffaele Lucenti di Roma e presentano entrambe la seguente iscrizione:

 

«Opus fratrum Lucenti fund. Anno Jubilei MDCCCXXV.»

 

 

 

Fonderia Marini

 

Aveva sede a Roma nella prima metà del XVIII secolo. Il titolare, Filippo Marini, era aiutato dal figlio Santo.

Una loro campana, fusa nello stesso anno di quella di Sant’Oreste, è situata nel campanile della basilica di S.Maria degli Angeli e dei Martiri a Roma. Presenta la seguente iscrizione:

 

«Christus vincit, Christus regnat, Christus imperat- S.Mariae Angelorum ad Thermas Diocletiani dominus Vincentius Dinelli procurator generalis totius ordinis Cartosianorum Philippus Marini et Sanctus eiusdem filius fuderunt Ann: MDCCXXVII»

 

La notizia è indicata nel sito web della parrocchia.

 

 

Fonderia Lucenti

 

La più antica notizia dell’attività della fonderia risale al 1550 come attesta una campana posta nel campanile della chiesa dei padri Cappuccini dedicata alla Immacolata Concezione in via Veneto a Roma.

La notizia appare in uno studio a cura di Paola Staccioli e Stefano Nespoli dal titolo “Roma Artigiana”. La fonderia per molti secoli ha avuto la sede in Borgo Pio.

Nella prima metà del XIX secolo la fabbrica era gestita dai fratelli Luigi e Raffaele Lucenti. Le due campane di Sant’Oreste sono appunto state realizzate dai suddetti fratelli nel 1825.

Una campanella fusa nel 1825 da Luigi si trova nel campanile della basilica di S.Pietro a Roma.

Una campana fusa nel 1807 da Raffaele si trova nel campanile della chiesa dI S. Maria Assunta ad Anguillara Sabazia. Essa mostra la seguente iscrizione:

 

«Lucenti Raffaele A.D. MDCCCVII opus Anguillariae Deo Maximo Uno et Trino et Deiparae Sanctae»

 

Una campana di medie dimensioni, uscita dalla fonderia Lucenti nel 1817, si conserva nel campanile della chiesa domenicana di S.Sisto vecchio a Roma, come indica un volume di Paolo Russo.

 

 

 

Riferimenti bibliografici:

 

Memorie di S.Nonnoso abbate del Soratte e de luoghi convicini e loro pertinenze, discorso d’Antonio degl’Effetti, Nicolò Angelo Tinassi, Roma 1675, p.179.

 

 

Sant’Oreste e il suo territorio, Rubbettino editore, Soveria Mannelli 2003, p.194.

 

Paolo RUSSO, Un apostolo del nostro secolo P. Giocondo Lorgna fondatore delle Suore Domenicane della Beata Imelda, Edizioni Studio Domenicano, Bologna 1993, p. 703

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