Elezioni a Rieti: per il futuro si apre una occasione per il Psi

GENTILE DIRETTORE,

Le elezioni a Rieti, quelle comunali del 2022, hanno registrato la vittoria della destra, la dura sconfitta del candidato di segno opposto, ed una discreta affermazione del terzo polo composto da una lista di medici-operatori sanitari, da altra laica-repubblicana-radicale, e dalla terza del PSI. In altre parole la coalizione del novizio e giovane SINIBALDI ha sconfitto per usare un termine mutuato dal pugilato, per KO tecnico SIMONE PETRANGELI, che era appoggiato da varie liste, tra cui quella del PD, anch’essa LISTA sconfitta ineluttabilmente a Rieti ed in controtendenza ,dato INVECE il buon successo avuto dal PD nazionale ( sempre più filo USA ) PERSINO NELLA LEGHISTA VERONA, col bravissimo ex calciatore (anche) della ROMA DAMIANO TOMMASI. Qualcuno, reatino di SX all’indomani delle elezioni ha tuonato ..” si ma Rieti non è di destra “. Questa affermazione è smentita dalla storia reatina. Rieti è una delle città più di destra d’ITALIA. Me lo confessò ad un premio letterario un MAGISTRATO non reatino, che ci aveva vissuto nel dopoguerra e ne era rimasto colpito. Rieti col TERMINILLO, era GIA’ negli anni 30 del novecento, un posto prediletto dal DUCE Benito che vi si recava spesso in vacanza. Da Rieti-CITTADUCALE, era partita più tardi, nel dopoguerra, la famosa spedizione su Roma, per un presunto GOLPE di un famoso COLONNELLO. A Rieti dagli anni 90, la destra ha vinto e governato a lungo. Sempre a Rieti dagli anni 90, si sono svolte LE FESTE NAZIONALI DEL SECOLO, con tutti i leader e gli intellettuali e politici di destra del tempo da FINI a BAGET BOZZO. Rieti è stato ed è un centro di potere della destra, non so se pure all’uopo neofascista…ma si dice che molti personaggi reatini di spicco, abbiano a casa il busto del DUCE dallo sguardo fiero e dalla mascella dura e di ferro romagnolo, come il profilo del MONTE GIANO, che sovrasta Antrodoco, ma che già si vede sulla SS4 da poco dopo ROMA….Rieti era negli anni 60 ed inizio 70, pure una roccaforte del PSI e non del PCI come Terni. Sempre Rieti contribuiva decisamente alla elezione in PARLAMENTO del candidato SOCIALISTA, come VIGLIANESI ( FINANZIAVA IL CIRCOLO CULTURALE reatino CESPIS-IL DIALOGO  ) e MANCA ( PRESIDENTE RAI-TV ) nell’ambito del Collegio elettorale UMBRO-SABINO di PERUGIA-TERNI-RIETI. Va da se che il cosi detto terzo polo laico di UBERTINI, dovrà ripartire proprio da quella eredità socialista, che non può storicamente appartenere al PD reatino, partito caratterizzato da personaggi illustri più o meno della ex democrazia CRISTIANA di un tempo o dai loro eredi. Per far ciò il PSI reatino deve però svolgere una poderosa opera culturale per lungo tempo e con impegno tenace, alla riscoperta di quei valori, che non possono certo appartenere neanche alla DX dei neoeletti che pure sono stati appoggiati da una non meglio chiarita lista di socialisti-riformisti, alleanza che farebbe politicamente rabbrividire in molti…a parte i martiri socialisti veri…..GIACOMO MATTEOTTI, i fratelli Rosselli,  SANDRO PERTINI e tutti gli altri…

avvocato  Adalberto ANDREANI. RI.

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