A Sant’Oreste con i Fratelli Moiani fino al 18 settembre

LOCANDINA MOSTRA MOIANI - CopiaDal 9 Luglio al 18 di Settembre, al museo-pinacoteca comunale di S.Oreste (palazzo Caccia), saranno esposte opere pittoriche di Vincenzo e Franco Moiani: artisti sabini.

Un itinerario che con 40 lavori si propone di esplorare e descrivere il territorio che circonda il monte Soratte, esso stesso soggetto centrale.

Un cammino di ricerca intrapreso da due fratelli pittori, due artisti che, con stili diversi, hanno voluto rappresentare questo paesaggio naturale con l’intento di valorizzarne visualmente il patrimonio intrinseco.

Scorci poetici che danno la misura dell’appartenenza a questa terra, un’escursione sentimentale che va oltre il realismo pittorico; una proposta d’arte per sensibilizzare e guidare a un’attenzione mirata dentro luoghi e paesaggi unici.

L’esposizione (abbastanza unica nel suo genere) è un canone a due voci, un viaggio per attraversare quell’ecomuseo naturalistico che è poi l’insieme di quell’enclave dove si eleva, imponente con tutta la sua storia e il suo incanto, il monte Soratte.

La mostra sarà inaugurata sabato 9 Luglio alle ore 17.30 con la presenza degli artisti espositori.

 

 

 

Mitologia di un territorio

 

Presentare un’esposizione d’arte, a volte può comportare delle sorprese.

Allora immaginiamoci questa, che l’artista si accinga a dipingere un soggetto con la prima intenzione di volerlo soltanto rappresentare, pertanto sarà l’artista ad appropriarsi dell’immagine per trasporla poi su un supporto idoneo. Immaginiamo però un altro svolgimento, che non sia più l’artista ma il soggetto a suggerire tutt’altro percorso; messa così, la cosa cambia.

Ecco, questa è la sintesi di ciò che chiamo sorpresa.

Quando gli artisti, che qui espongono una serie dei lavori, iniziano l’itinerario guardando al monte Soratte, conoscono bene il soggetto (sono sabini che affacciano su questo panorama e dunque ne hanno una vista privilegiata

e congenita), pensano dunque a quanto il territorio geomorfologico sia influenzato da questo monte, ne hanno non solo familiarità ma affinità prospettica, dunque, il primo impatto naturale è sostanzialmente figurativo, pittorico. Le cose però cambiano quando il Soratte, svelando aspetti più inquietanti e nascosti, carica il lavoro di ricerca ed espressione che prende il sopravvento sull’estetica,  che non sarà più preminente, lasciando trasalire ben altra linfa d’arte.

Saranno le fasi alterne delle stagioni, delle ore del giorno come della notte, gli eventi atmosferici, a dirci di una storia trascritta qui con segni e colori. Nozioni ed emozioni che porteranno a ben altre attrazioni figurative. Il paesaggio è vissuto come un nudo integrale, dove la presenza umana è quasi assente: una visione carica di atmosfere surreali. Suggestioni emotive.

I fratelli Moiani, pittori, hanno cercato di raccontare da una stessa visuale, due visioni diverse che, forse proprio per questo, si completano in virtù della stessa sinergia che li distingue ma al tempo stesso li accomuna.

Detto ciò, la sorpresa potrebbe anche essere un’altra, che il percorso non sia ancora del tutto chiuso, così come può succedere dentro un cerchio magico nel quale la fine coincide con il punto d’inizio.

 

 

 

 

 

 

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