A Massa d’Albe durante l’occupazione nazista c’era il Comando della X armata tedesca

A Massa d’Albe durante l’occupazione nazista c’era il Comando della X armata tedesca

 

di Giorgio Giannini

 

Dopo l’Armistizio dell’8 settembre 1943 i tedeschi disarmano le nostre truppe, incontrando pochissima resistenza, e circa 650.000 nostri militari sono deportati in centinaia di Campi di concentramento ubicati in Germania ed in Polonia.    

La parte centrale e settentrionale del nostro Paese è occupata militarmente dai tedeschi anche se formalmente esiste il governo fascista della Repubblica Sociale Italiana-RSI, con a capo Mussolini.

L’Italia è divisa dall’ottobre 1943 in due parti dalla Linea Gustav, che è  uno sbarramento difensivo, fortificato anche con bunker, realizzato dai tedeschi dalla foce del fiume Garigliano, al confine tra il Lazio e la Campania, ad Ortona, a circa 25 Km a sud di Pescara (Abruzzo), passando per Montecassino, le montagne Mainarde (Frosinate), gli Altopiani Maggiori e la Majella in Abruzzo. La Linea è sfondata dagli Alleati il 18 maggio 1944, che arrivano il 4 giugno a Roma e liberano poi la Marsica a metà giugno. I tedeschi si attestano su altre linee difensive realizzate più a Nord.

Il 4 ottobre 1943 i tedeschi allestiscono a Masse d’Albe il Comando  generale della loro X Armata impegnata nella difesa della Linea Gustav. Ci sono circa 600 militari, che si insediano in tante case del paese.  Il palazzo del Comune è adibito a sede delle SS e della  Polizia politica (Gestapo). Nell’edificio della Scuola elementare è installata la centrale telefonica, collegata  direttamente con il Comando Supremo della Wehrmacht (l’esercito tedesco) a Berlino e con tutti i Comandi delle varie Unità militari dislocate lungo la Linea Gustav. Un’altra centrale telefonica è installata in un bunker sotterraneo costruito dietro la Scuola, che doveva entrare in funzione quando la prima  era danneggiata o distrutta in seguito ad un bombardamento o un sabotaggio da parte dei partigiani.

L’edificio dell’asilo è adibito a mensa  degli Ufficiali ed a luogo per le riunioni del Consiglio di guerra.

Il Palazzo del marchese Paternò-Fusco è adibito a residenza degli Ufficiali e nel sotterraneo  è costruito un bunker, con telefoni e sistemi di ventilazione, da utilizzare in caso di necessità.

La villa Cialente  è usata come residenza dal Comandante della X  Armata.

Da Massa d’Albe si coordinano le operazioni militari sulla Linea Gustav, in particolare quelle sul fronte di Anzio e Nettuno, dopo lo sbarco degli Alleati del 22 gennaio 1944, e su Montecassino, fino allo sfondamento di metà maggio.

Gli abitanti del paese (massetani) non collaborano in massima parte con gli occupanti e nascondono le cose che possono essere razziate, realizzando nascondigli sia sotterranei che nelle case, costruendo intercapedini e chiudendo locali domestici.

Dall’altra parte i tedeschi trattano discretamente la popolazione locale per evitare  rappresaglie ed atti di sabotaggio da parte dei partigiani operanti nella zona.

La presenza dell’Alto Comando tedesco è comunicata agli Alleati, che per distruggerlo bombardarono più volte il paese. L’attacco più devastante è operato il 12 maggio 1944, in preparazione dello sfondamento della Linea Gustav,  con due raid: la mattina con 56 “fortezze volanti” ed il pomeriggio con altri 46 bombardieri pesanti, tutti partiti da un aeroporto in Puglia. Il Paese viene quasi completamente distrutto, compresa le Chiesa parrocchiale di Santa Maria. Ci sono un centinaio di morti tra i tedeschi e 41 tra gli abitanti del paese.  

Un mese dopo, a metà giugno 1944, sfondata la Linea Gustav e liberata Roma,  arrivano nella Marsica i militari inglesi della VIII Armata britannica del generale Montgomery ed anche Massa d’Albe è liberata.

Per le tragiche conseguenze del bombardamento del 12 maggio 1944 e per la grande solidarietà dimostrata nei confronti dei militari alleati (soprattutto inglesi) fuggiti dai campi di concentramento, allestiti ad Avezzano ed a Sulmona, dopo lo sbandamento dei nostri soldati conseguente all’Armistizio dell’8 settembre 1943, è stata conferita al Comune di Massa d’Albe il 18 giugno 2002 la Medaglia d’Argento al valore Civile (consegnata l’11 maggio 2003) con la seguente motivazione: “Comune scelto, all’indomani dell’armistizio, come sede del quartier generale della  X  Armata tedesca, subì due violentissimi bombardamenti che procurarono quarantuno vittime civili, tra cui sette bambini, e la quasi totale distruzione dell’abitato. Durante l’occupazione la popolazione offriva altresì un’ammirevole prova di generoso spirito di solidarietà, prodigandosi in aiuto dei numerosi prigionieri alleati fuggiti dai vicini campi di concentramento. 1943-1944”.

Presso  il Weltfilmerbe-World Film Heritage di Colonia (Germania), un archivio specializzato nella conservazione e valorizzazione dei filmati storici, è conservato un breve ma importantissimo documentario, di circa 6 minuti, intitolato Italien 1943- Italy 1943-Italia 1943.  Monte Velino,  girato a Massa d’Albe dal Comando della Armata Tedesca nei mesi in cui è stato operativo nel paese marsicano.  Il filmato, che si può vedere anche su You tube, inizia con la partenza dei tedeschi da Sora, il transito a Balsorano e l’arrivo a Massa d’Albe. Sono ripresi: alcuni alti ufficiali  tra i quali il generale Heinrich von Vietinghoff, comandante della X Armata e poi del  Gruppo di Armate C (che comprende anche la XIV Armata), operante in Italia, in sostituzione del Feldmaresciallo Albert Kesselring, che era rimasto infortunato in un incidente automobilistico; vari momenti della vita dei soldati tedeschi;  alcuni edifici distrutti da un bombardamento, forse quello devastante del 12 maggio 1944.

Notizie dettagliate si trovano nel sito della Piccola biblioteca marsicana di Avezzano.

 

 

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