Un secolo di attività per l’orologio pubblico di Rocchette

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 di Renzo Giorgetti

 

Sono circa 100 anni precisi che l’orologio civico del paese batte ed indica le ore quasi senza interruzione, dalla facciata della cappella di San Sebastiano situata in piazza Maggiore.

Un fascicolo dell’archivio storico comunale di Torri in Sabina, indica alcune notizie in merito all’impianto dell’orologio pubblico della frazione Rocchette.

Il carteggio dell’anno 1915, sezione Lavori Pubblici, indica “Progetto per la costruzione della torre per l’orologio nella frazione di Rocchette”.

Considerando i tempi per la costruzione della torre e per l’installazione dell’orologio il lavoro dovrebbe essere avvenuto intorno al 1916.

Sarebbe auspicabile che qualche studioso potesse accedere a questo fascicolo per conoscere meglio i particolari dell’opera.

Partendo da questa fondamentale indicazione storica, mi sono attivato interpellando persone che potevano fornirmi qualche informazione storica o qualche dettaglio tecnico.

Grazie alla collaborazione del professore Emmanuele A.Jannini, docente presso l’Università di Tor Vergata di Roma, peraltro appassionato orologi meccanici, ho potuto acquisire varie fotografie del meccanismo del 1916, ancora in uso, e leggere un articolo di Romano Stentella che descrive le caratteristiche della macchina oraria. Il meccanismo al momento risulta anonimo, salvo ulteriori approfondimenti.

 

 

 

Scheda:

 

Un quadrante composto da un cristallo opaco su cui sono fissate 12 cifre romane a rilievo in ghisa. Le ore sono indicate da due lancette di lamiera.

Il congegno meccanico ha un telaio orizzontale in stampo di fusione di ghisa, che presenta una torretta centrale rialzata e sagomata. Sul telaio sono fissate tre ruote di bronzo che fanno azionare un ruotismo di bronzo. L’orologio suona le ore da 1 a 12 ed i quarti d’ora.

Sopra la torretta centrale si trova un quadrantino di regolazione delle lancette in ottone smaltato con 12 cifre romane.

Ognuna delle due suonerie ha una ventola composta da due alette di lamiera.

Lo scappamento è a caviglie di Amant con ruota cicloide di ottone. Il pendolo ha una lunga asta di legno ed una lente di ghisa.

Secondo gli articoli pubblicati e l’attenta osservazione delle foto inviatemi, non sembra che il telaio presenti qualche marchio di fabbrica, ma può essere che un attento esame ravvvicinato delle componenti metalliche possa rivelare il nome della fabbrica costrutttrice.

Il congegno non ha più la carica manuale a manovella per la ricarica dei tre contrappesi, bensì sfrutta tre motorini elettrici applicati recentemente.

Viene mantenuto efficiente ed oliato frequentemente da persone capaci e diligenti che se ne prendono cura.

 

Un sentito ringraziamento al citato professore Jannini che ha cortesemente fornito l’ampia documentazione inerente il pubblico orologio in questione.

 

Riferimenti bibliografici:

 

Romano STENTELLA, L’orologio di Rocchette. Tesori nascosti, in “Cento%Rocchette, n.12 (2014).

 

 

Author: admin

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