UGHETTO L’ULTIMO EROE DELLA RESISTENZA ROMANA

UGHETTO L’ULTIMO EROE DELLA RESISTENZA ROMANA

 

di Giorgio Giannini

 

Ugo Forno, chiamato Ughetto dai suoi compagni di scuola e dagli amici, è nato a Roma il 27 aprile 1932. Ha appena 12 anni, il 5 giugno 1944, quando muore combattendo contro un reparto di guastatori tedeschi che stanno minando il ponte in ferro sul fiume Aniene, della linea ferroviaria Roma-Firenze.

Abita con i genitori (il padre Enea Angelo, invalido di guerra, che  lavora all’Intendenza di Finanza, e la  madre Maria Vittoria Sartori) in via Nemorense 15 ed ha finito di frequentare, alla metà di maggio, la Seconda Media, Sezione B, alla Scuola Luigi Settembrini di via Sebenico.

Ughetto è un ragazzo intelligente, vivace, generoso, che frequenta la scuola con entusiasmo, come si legge nel “giudizio finale” su di lui scritto da un suo docente.

La mattina del 5 giugno 1944 (il giorno dopo l’ingresso a Roma, dalla Via Casilina, delle prime truppe della V Armata statunitense, comandata dal generale Clark), Ughetto esce di casa molto presto,  dicendo alla mamma che va da un suo amico che abita nello stesso palazzo. Torna a casa un’ora dopo e va subito nella sua stanza per nascondere sotto il letto due pistole lanciarazzi tedesche ed alcuni caricatori di cartucce. Quindi esce di nuovo e va a vedere i soldati americani arrivati a Piazza Verbano.

Poi va a Piazza Vescovio, dove una trentina di persone stanno parlando tra di loro in modo concitato perché un reparto di guastatori tedeschi sta minando il ponte ferroviario in ferro, sul fiume Aniene, della linea Roma-Firenze. Ughetto si allontana con alcuni amici per andare a bloccare la distruzione del ponte ferroviario.

In una vicina grotta si procurano delle armi abbandonate dai soldati italiani dopo l’Armistizio dell’otto settembre 1943. Ughetto prende un fucile e una bandoliera con diverse cartucce. Verso le ore 9,  i giovani guidati da Ughetto entrano in un podere della Tenuta Senigallia, in Vicolo del Pino, dove ci sono cinque giovani contadini (Antonio e Francesco Guidi- figli del proprietario del podere-, Luciano Curzi, Vittorio Seboni e Sandro Fornari- tre braccianti agricoli- ed un altro giovane rimasto sconosciuto).  Ughetto li convince ad armarsi per andare con lui e gli altri ragazzi ad attaccare i guastatori tedeschi per impedire che distruggano il ponte ferroviario. I giovani si fanno convincere ad agire e, armati di due mitra, di due fucili e di due pistole, seguono Ughetto, che guida il gruppo verso il ponte ferroviario.

Arrivati all’altezza dell’Aniene, i giovani vedono una decina di guastatori tedeschi, vestiti nelle loro divise mimetiche di colore verde e marrone, guidati da un Tenente, che stanno collocando l’esplosivo sotto le tre arcate del ponte ferroviario che sorregge i binari della linea ferroviaria Roma-Firenze, vicino al Ponte Salario (il ponte stradale della Via Salaria sull’Aniene).

I giovani aprono il fuoco sui soldati tedeschi, costringendoli a ripararsi. Dopo un breve combattimento i tedeschi decidono di abbandonare l’azione e di ritirarsi a bordo di due camionette. Per coprirsi la ritirata sparano tre colpi con un mortaio. Le schegge del primo colpo colpiscono Francesco Guidi, che, gravemente ferito, cade per terra. Le schegge del secondo proiettile feriscono ad una coscia a Luciano Curzi ed a un braccio Sandro Fornari. Le schegge del terzo proiettile colpiscono Ughetto al petto e alla testa, uccidendolo. Da pochi minuti è passato mezzogiorno.

Il loro sacrificio permette la salvezza del ponte ferroviario sull’Aniene, che rimane intatto.

Dopo poco giunge un gruppo di partigiani “gappisti” della VIII Zona del PCI, guidato dal sottotenente paracadutista Giovanni Allegra, il quale avvolge il corpo di Ughetto in una bandiera italiana e lo fa trasportare, con un carretto,  insieme con i tre feriti, alla Clinica INAIL di via Monte delle Gioie.  I medici constatano la morte di Ughetto ed operano i tre feriti. Purtroppo Francesco Guidi, 21 anni, non riesce a sopravvivere all’estremo tentativo chirurgico di salvargli la vita.

I genitori di Ughetto sono informati da alcuni conoscenti che un ragazzo è morto in uno scontro con i tedeschi e che il suo corpo è stato portato alla Clinica INAIL.  Presagendo la sciagura, dato che il loro figlio non è tornato a casa per il pranzo, corrono alla Clinica e nella camera mortuaria riconoscono Ughetto, ancora coperto dalla bandiera italiana. Per il dolore la mamma sviene, mentre il padre piange disperato, con la testa tra le mani.

La morte di Ughetto suscita grande impressione tra gli abitanti del Quartiere. Molti cittadini si recano a casa della famiglia Forno per portare conforto ai genitori affranti dal dolore.

 

LE INIZIATIVE  PER RICORDARE UGHETTO

 

Nell’ottobre 1944, alla ripresa dell’anno scolastico, nella Classe III B della Scuola Media Settembrini, che avrebbe dovuto frequentare Ughetto, il Preside prof. Luigi Cozzolengo organizza la commemorazione per ricordare il giovane patriota, che è l’ultimo caduto nella Resistenza romana. Su una parete dell’aula scolastica è posta una grande bandiera nazionale e sulla lavagna, vicino alla cattedra, c’è una grande foto di Ughetto, e sotto un grande cartello, con scritto in stampatello l’elogio di Ughetto elaborato da Mons. Cosimo Bonaldi, Parroco di Santa Maria degli Angeli. 

Luciano Cirri, compagno di classe ed uno degli amici più cari di Ughetto, pronuncia un discorso in ricordo di Ughetto.

L’8 dicembre 1944 il giornale socialista Avanti! pubblica il primo articolo su Ughetto, con il titolo L’eroismo di un dodicenne.

Il 9 novembre 1946 la Commissione regionale laziale per il riconoscimento della qualifica di partigiano e di patriota riconosce Ughetto “partigiano combattente isolato, caduto per la lotta di liberazione” e lo propone per la Medaglia d’Oro al Valore Militare alla Memoria, che però non gli è assegnata, perché non faceva parte di una formazione partigiana, in base al Decreto Legislativo Luogotenenziale n. 518 emanato il 21 agosto 1945 dal Luogotenente Generale del Regno, Umberto di Savoia, che disciplina la materia.

Il 5 giugno 1947 Il Popolo, organo della Democrazia Cristiana, pubblica un articolo, scritto da Franco Maria Frattini futuro Ministro), che racconta la storia di Ughetto.

Il 15 maggio 1974 il Sindaco del Comune di Roma Clelio Darida firma la Delibera  per  intitolare una strada a Ugo Forno. Tre anni dopo una piccola strada è intitolata a Ughetto nel quartiere di Casal Bernocchi, anche se molto distante dal quartiere in cui era nato e vissuto Ughetto ed in cui è morto combattendo.

Nel 1997 Francesco Forno, fratello di Ughetto, segnala al Cerimoniale del Comune di Roma l’opportunità di ricordare il fratello come eroe, ma non ottiene alcuna risposta.

Il 4 giugno 2005 il Sindaco di Roma Walter Veltroni  inaugura una lapide in ricordo di Ugo Forno in una aiuola nel Parco  Nemorense (o Parco Vigiliano) nel Quartiere Trieste, vicino alla casa di Ughetto. 

Il 15 ottobre 2008 è intitolata a Ughetta l’aula multimediale della Scuola Settembrini.

Il 10 novembre 2009 è inaugurato il Circolo ANPI  dell’Istituto Superiore di Sanità, in Viale Regina Elena, intitolato a Ugo Forno.

Il 5 giugno 2010 è intitolato a Ughetto da Rete Ferroviaria Italiana- RFI, su proposta dell’ANPI di Roma e di Legambiente Lazio,  il ponte ferroviario sull’Aniene della linea Roma-Firenze, apponendo una targa di marmo per ricordare che era stato salvato dalla distruzione da parte dei guastatori tedeschi da Ughetto il 5 giugno 1944.   

Il 16 gennaio 2013 il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, al quale l’Anpi aveva presentato una istanza con nuova documentazione, conferisce la Medaglia d’Oro al Merito Civile alla Memoria con la seguente motivazione: Giovane studente romano, durante i festeggiamenti per la liberazione della città di Roma, appreso che i tedeschi, battendo in ritirata, stavano per far saltare il ponte ferroviario sull’Aniene, con grande spirito di iniziativa, si mobilitava, unitamente ad altri giovani, e con le armi impediva ai soldati tedeschi di portare a compimento la loro azione. Durante lo scontro a fuoco veniva, tuttavia, colpito perdendo la vita. Fulgido esempio di amor patrio ed encomiabile coraggio. (5 giugno 1944-Roma).

La Medaglia è consegnata il 23 aprile dal Prefetto di Roma a Francesco Forno, fratello di Ughetto.

Nel contempo l’ANPI di Roma e Lazio, Legambiente Lazio e l’Associazione Familiari e Amici di Ugo Forno (presieduta da Fabrizio Forno, nipote di  Ughetto essendo il figlio di suo fratello Francesco), indicono il concorso letterario Il coraggio di scegliere per gli studenti delle Scuole Medie del Municipio II di Roma, con il sostegno del Corriere della Sera. I vincitori sono premiati il 18 marzo 2013.

Il 25 aprile 2015, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ricorda Ughetto durante la cerimonia per la Festa della Liberazione al Quirinale.

Il 29 aprile 2015 il Municipio II di Roma  intitola a Ugo Forno un giardino pubblico in Via Pietro Mascagni, vicino al luogo in cui è caduto combattendo. 

Il 30 aprile 2016 è scoperta una lapide, patrocinata dalla Associazione Familiari  ed Amici di Ugo Forno, sul muro del palazzo di Via Nemorense n. 15 in cui ha vissuto, con la seguente scritta: Quì trascorse la sua breve vita/ Ugo Forno/ martire  della libertà/ Medaglia d’Oro al Merito Civile7 27.4.1932 – 5.6.1944>>.

Il 27 gennaio 2019, in occasione delle iniziative organizzate dal Municipio II di Roma per ricordare il Giorno della Memoria, è inaugurato, lungo la pista ciclabile dell’Aniene, il Belvedere della Memoria, realizzato dal II Municipio, su iniziativa  dell’Anpi e della Associazione Familiari e Amici di Ugo Forno.

Sulla storia di Ughetto, il regista teatrale Stefano Reali ha scritto lo spettacolo Amici per la pelle ed il cantautore Claudio Giurato ha composto il brano Ponte Salario, mentre il giornalista  Lorenzo Grassi cura il Sito www.ugoforno.it

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