Tutti i muri prima o poi crollano

di Giorgio Giannini

I muri sono da sempre il simbolo della separazione tra le Nazioni ed i Popoli. Sono stati costruiti proprio per assolvere a questa funzione, con la giustificazione di proteggere il proprio Paese da eventuali invasioni dall’esterno.

Il 13 agosto si è ricordato il 60° anniversario della costruzione del Muro di Berlino (Berliner Mauer), che è stato il simbolo della divisione, per 28 anni, tra la Germania Ovest (Repubblica Federale Tedesca- RFT), con un ordinamento democratico, e la Germania Est (Repubblica Democratica Tedesca- DDR), governata da un regime comunista filosovietico, ed anche l’emblema della cosiddetta “Guerra Fredda”, tra l’Occidente filoamericano ed i Paesi filosovietici.  Non a caso nella DDR il Muro era chiamato “Barriera di protezione antifascista”.

La sua costruzione iniziò il 13 agosto 1961. All’inizio era una barriera di filo spinato, perchè realizzata in fretta, ma poi divenne un vero e proprio muro di pietra e successivamente di lastre di cemento armato. Era lungo circa 155 Km. In realtà i muri erano due, separati dalla “striscia della morte”, larga 10 metri, così chiamata perchè circa duecento persone vi morirono, uccise dai Vopos (i poliziotti di frontiera della DDR) nel tenativo di attraversarla per passare dalla parte orientale di Berlino (filosovietica) e quella occidentale.

Il 9 novembre 1989, con l’apertura della frontiere tra le due parti di Berlino, iniziò il suo abbattimento, che segnò l’inizio della fine del regime comunista non solo nella Germania Est, ma anche negli altri Paesi dell’Est Europa, filosovietica, grazie alla nuova politica della “perestrojka” (ristrutturazione) e della “glasnost” (trasparenza) inaugurata dal leader russo Michail Gorbaciov, salito al potere nel 1985 come Segretario Generale del Partito Comunista dell’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche -URSS, che  stabilì la “non ingerenza” dell’URSS negli affari politici interni dei Paesi dell’Est, che prima erano “satelliti”. 

Il Muro è stato abbattuto quasi completamente, ma alcuni brevi tratti sono diventati delle opere d’arte all’aperto, essendo ricoperti da graffiti e disegni.

Nella storia dell’Umanità ci sono stati altri “muri”. Ne ricordiamo i più famosi.
Il Vallo di Adriano (Vallum Hadriani), nella odierna Gran Bretagna, che fu fatto costruire, nella prima metà  del II secolo d.C., dall’imperatore romano Adriano per proteggere la Britannia dalle incursioni delle popolazioni autoctone della Scozia (i Pitti). Era il confine più fortificato dell’Impero romano, lungo circa 117 km ed attraversava l’intera isola inglese da una costa all’altra. Pertanto è stato per quasi due millenni (prima del Muro di Berlino) il muro più lungo esistente in Europa. Dal 1987 è patrimonio dell’Unesco.

La Grande Muraglia Cinese è stata costruita, a partire dal 215 a.C. dall’imperatore  Qin Shi Huang, per prevenire le incursioni dei Mongoli. È lunga oltre 8.500 Km ( ma secondo alcuni storici cinesi misura oltre 21.000 Km). Solo una parte è stata restaurata e resa fruibile a scopi turistici, dato che è considerata una delle Sette Meraviglie del Mondo moderno ed è patrimonio dell’Unesco.

Il Reticolato tra la Libia e l’Egitto (chiamato anche “reticolato confinario”)  è stato costruito dal governo fascista in appena sei mesi (dal 15 aprile all’11 settembre 1931) lungo il confine con l’Egitto, dal porto di Bardia all’oasi di Giarabub (circa 270 Km), con il duplice scopo di impedire ai resistenti libici (chiamati “ribelli”) della Cirenaica di fuggire in Egitto e di ricevere gli aiuti militari.

Il reticolato (che in realtà era doppio, con una zona intermedia di circa 4 metri) era sostenuto da paletti di ferro con la base di calcestruzzo. Nella costruzione sono stati  impiegati circa 2.500 lavoratori libici internati nei Campi di internamento della Sirtica e della zona a sud di Bengasi, che erano sorvegliati da circa 1.200 tra carabinieri e truppe indigene. Il costo complessivo è stato di circa 19 milioni di lire dell’epoca.

Il reticolato era presidiato da tre “ridotte” (dalla costa verso l’interno: Amsèat, Scègga e Giarabub), e da sei “ridottini” (Ràmla, Sidi Omàr, Scefèrzee sud, Uèscechet. Garn ul-Grèin, el Aàamra), tutti collegati con una linea telefonica e presidiati da reparti mobili di ascari eritrei e di volontari libici. Inoltre, c’erano tre campi di aviazione.

Le Peace Lines, costruite a partire dal 1969, sono tuttora una serie di muri di separazione situati nell’Irlanda del Nord, soprattutto nelle città di Belfast e di Derry, con lo scopo di separare le zone in cui risiedono i cattolici e i protestanti, dato che spesso ci sono stati conflitti tra di loro.

Il Muro del Sahara, detto anche “Muro marocchino”, è stato costruito dal Regno del Marocco nella parte occidentale del Paese per difendersi dalle incursioni del Fronte Polisario, che rivendica il controllo del Sahara Occidentale, che è stato proclamato indipendente dal Regno il 27 febbraio 1976 con il nome di Repubblica Democratica Araba Sahraui. È lungo circa 2.720 km ed è fortemente militarizzato, con bunker, fossati e campi minati (con circa 10 milioni di mine). È quindi è il muro più lungo del mondo dopo la Grande Muraglia Cinese.

Il Muro tra Israele e Cisgiordania (chiamato anche Barriera di separazione israeliana) è  un sistema di barriere fisiche, in muratura o con reticolati, con porte ad apertura elettronica, realizzate a partire dalla primavera del 2002 dal Governo israeliano per “motivi di sicurezza”, per difendersi dall’ingresso di  quelli che sono considerati “terroristi”, mentre i palestinesi lo chiamano Muro dell’apartheid o della segregazione razziale. Ha una lunghezza di circa 730 Km,  il cui tracciato è stato  modificato più volte per le forti pressioni internazionali sul governo israeliano.  

Il Muro tra gli Stati Uniti ed il Messico è uno sbarramento (in gran parte in cemento e metallo, alto anche 12 metri, ma anche con reticolato) voluto dal Presidente USA Donald Trump (per questo è chiamato anche Muro di Trump) per bloccare l’ingresso clandestino dei messicani. Comunque, il confine con il Messico era già stato “protetto” in vario modo dai tre precedenti Presidenti USA Bill Clinton, George W. Bush e Barack Obama. Trump ha deciso di costruirlo pochi giorni dopo il suo giuramento, il 25 gennaio 2017, su almeno la metà dei circa 3.200 Km di confine tra i due Paesi. Fino al 5 gennaio 2021, quando Trump ha terminato il suo mandato, erano stati costruiti  727 Km, con un costo di circa un miliardo e mezzo di dollari. Nel dicembre 2018 il Congresso (il Parlamento Federale), in seguito alla forte opposizione del Partito Democratico non ha approvato il Bilancio Federale che prevedeva anche lo stanziamento di 5,7 miliardi di dollari per la sua la costruzione. Pertanto il Governo Federale  è andato “in blocco” (shutdown) e l’attività amministrativa federale è rimasta bloccata per 35 giorni.

Il Muro tra la Turchia e l’Iran, di cui è iniziata recentemente la costruzione dal Governo turco per bloccare l’ingresso dei profughi, soprattutto afgani. Ne sono stati costruiti finora 156 Km sui 243 Km previsti. 

 

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