Tre organari dell’Ottocento per i due grandi organi di Sant’Oreste

di Renzo Giorgetti

Una serie di documenti conservati in un fascicolo dell’archivio storico comunale illustra le riparazioni del grande organo della Collegiata di Sant’Oreste e la costruzione di uno strumento nel santuario della Madonna delle Grazie sul Monte Soratte, mettendo in luce gli interventi di tre organari attivi nel Lazio.

I documenti sono stati cortesemente inviati in copia dalla signora Barbara Bordi dipendente del Comune di Sant’Oreste, che ringrazio vivamente.

Uno dei tre artisti, assai noto, fu Pietro Pantanella di Roma. Gli altri due, meno conosciuti, sono risultati dalla lettura dei documenti come abili esecutori. Si tratta di Giovanni Suarez e  di Ferdinando Gennari.

Il Suarez, di origini straniere, era residente a Roma.

La sua presenza a Sant’Oreste viene citata in un articolo di don Mariano De Carolis, pubblicato nel 1931.

Ferdinando Gennari invece non è altrimenti noto e potrebbe essere discendente di Giacomo Lodovico Gennari organaro attivo nella Provincia di Roma ed in Sabina. La famiglia Gennari, era originaria di Rovigo.

 

Veniamo ai fatti che riguardano i restauri al grande organo della collegiata costruito nel 1638 da Ennio Bonifazi.

Nel 1828 l’arciprete inviò una richiesta di contributo al Comune per un restauro del valore di 25 scudi da eseguire a cura di un artista non precisato. Non conosciamo gli ulteriori sviluppi della richiesta.

Il primo artista che incontriamo è Giovanni Suarez di Roma, che era capitato a Sant’Oreste nell’anno 1847 quando stava ultimando la costruzione di un nuovo strumento per la chiesa della Madonna delle Grazie al Monte Soratte, come attesta una lettera in data 20 marzo 1847:

 

«Io qui sottoscritto di professione organaro, in occasione di essermi portato a dar compimento all’organo da me costruito nella venerabile chiesa della Madonna delle Grazie nel Monte Soratte abitato dai RR.PP.Trinitari Scalzi, sono stato chiamato dall’Illustrissimo Magistrato della Commune di S.Oreste per accordare l’organo della chiesa Colleggiata di S.Lorenzo in S.Oreste ed essendomi portato sulla faccia del luogo ed avendo il tutto bene osservato ho trovato non potersi accordare detto organo se non vengono prima a rinuovarsi li tre mandici con oltre palmi quindici di conduttura per essere il tutto consumato e dal tempo corrosi dal tarlo per il quale lavoro occore la somma di scudi quaranta. E questo è quanto posso riferire secondo la mia arte e perizia e coscienza. Questo dì venti marzo in Sant’Oreste del 1847. Giovanni Suarez fabricatore organaro.»

 

 

La notizia è molto importante poichè attribuisce la paternità di uno strumento per il santuario di S.Maria delle Grazie sul Monte Soratte. Il Santuario era stato ricostruito nel 1835, con l’arrivo dei padri Carmelitani Scalzi. Il parroco attuale mi riferisce che oggi non esiste più alcun organo nella chiesa. Una foto mostra due cantorie ai lati del presbiterio, che purtroppo sono vuote. [vedi foto]

La riparazione progettata all’organo di S.Lorenzo subì vari ritardi e Suarez dovette sollecitare varie volte i committenti.

Finalmente il Comune decise di dar corso alle operazioni di restauro, stipulando una scritta privata con l’artista:

 

«Comune di S.Oreste, colla presente si conviene fra l’infrascritto signor Priore Comunale ed il signor Giovanni Suarez organaro di ricostruire nuovamente i tre mantici dell’organo di questa chiesa parrocchiale, servendosi de fusti antichi. Il Suarez dovrà a tutto suo carico, rischio e pericolo, provvedere i necessarii materiali e quindi costruire i mantici suddetti ad uso e stile d’arte ed in compenso e pagamento totale riceverà e le verranno pagati scudi dieci per mantice, compreso materiale e lavoro. Il pagamento si sborserà: scudi dieci appena lavorato e messo in attività ciascun mantice. Ciò seguito dovrà il detto Suarez, accordare completamente e ripulire l’oprgano suddetto, ponendo ciascuna canna nel giusto tono, ridando il debito tuono ai Controbassi e facendo a ciascuna canna e Controbasso quanto sarà necessario per dargli la voce conveniente e dovrà pure rifare il pezzo di conduttura dell’aria, con tavola di buona qualità a tutta sua spesa e per tutta l’accordatura e conduttura si stabilisce il compenso di scudi cinque, da pagarsi il tutto compito.

Qualora il lavoro non fosse secondo l’arte, da farsi conoscere da qualche persona prattica, non verrà sborsato il pagamento del terzo mantice e per questo si destina il Reverendo Confessore delle Monache oppure il signor Arciprete coll’attuale organista. Fattto nmella Residenza Municipale di S.Oreste 29 decembre 1848. Giovanni Suarez organaro mi obbligo come sopra.

 

Specifica de lavori fatti nell’organo della chiesa parrocchiale:

 

per rinnuovare tre mantici fracidi per l’antica costruzione scudi 30

per costruire un nuovo registro di trombe del quale era l’organo mancante scudi 25

per ripolitura ed accordatura scudi 5

per rifare l’antica conduttura fracida per l’antica costruzione scudi 5

per fare quattro bassi attese quattro canne di pessima costruzione e per fare nove controbassi in ottava per la troppa antica costruzione de controbassi antichi scudi 13

In tutto scudi settantotto scudi 78.

Il sottoscritto organaro certifica vera ed eseguita la detta costruzione, S. Oreste 6 aprile 1849

Giovanni Suarez organaro attesto come sopra in fede li 5 aprile 1849.»

 

Suarez fu poi incaricato di mantenere efficiente lo strumento annualmente con lo stipendio di scudi tre, mediante lettera del 7 aprile 1849. L’incarico durò fino al 1863 come attestano alcune lettere di quietanza.

Nel 1857 l’organo venne riparato da Pietro Pantanella di Roma, che chiedeva un compenso di 13 scudi.

L’organaro dovette inviare due lettere di sollecito per essere saldato del suo avere. Le lettere furono scritte da Roma da un certo Innocenzo Guidi al Priore del Comune di Sant’Oreste.

 

«Il signor Pietro Pantanella organaro, mi ha pregato ricordarvi il suo credito di scudi 13, che ha verso cotesto Comune, prezzo convenuto per l’accomodo dell’organo della Collegiata. Mi dice che doveva essere sodisfatto entro maggio. Vi prego scusarmi ed in attesa di una riga di riscontro per mia giustificazione ho il piacere di ripetermi vostro affezionatissimo servitore ed amico Innocenzo Guidi, Roma 23 agosto 1857.»

 

Pietro Pantanella era noto come “organaro della Basilica di S.Pietro in Vaticano” ed era autore di alcuni strumenti tra i quali ricordo quelli delle chiese romane di S.Maria dell’Orto (1861) e di S.Girolamo della Carità (1884).

Nel 1868 venne fatto esaminare l’organo all’organaro Ferdinando Gennari, consigliato dal marchese Canali, per un restauro radicale. La richiesta di contributo economico fu inoltrata in data 30 marzo 1868 al cardinale Giuseppe Milesi Pironi Ferretti, abate delle Tre Fontane:

 

«Lo stato deplorabile in cui è ridotto l’organo di questa venerabile Collegiata e parrocchiale ha deciso la sottoscritta alla Magistratura di venire ad un solido restauro.

A questo fine l’illustrissimo signor marchese Canali si è compiaciuto indicarci un tal signor Ferdinando Gennari, molto noto in diverse città per la sua valentia in tal professione. Accaduto quanto all’esame ho trovato indispensabile un lavoro che, secondo perizia già consegnata, ammonta alla spesa di scudi centocinquanta. Essendo il nostro organo stato fatto dalla grandiosità dell’eccellentissimo cardinale Aldobrandini e poi restaurato in diverse epoche da altri eccellentissimi Abbati, crederemmo di mancare al nostro dovere se del divisato urgente restauro non rendessimo consapevole l’eccellenza vostra reverendissima umiliandole viva preghiera di degnarsi di continuare la memoria di tal beneficenza per la quale l’eccellenza vostra coopererebbe eziandio a rendere più splendida la musica del Centenario del Santo Patrono S.Nonnoso che, a Dio piacendo, si celebrerà in quest’anno.»

 

La perizia prevedeva una serie di lavori di modifica e riparazione per un importo di 155 scudi:

 

«Lavori da farsi nell’organo della Collegiata di S.Oreste.

Tastiera nuova bianca di osso ad uso pianoforte scudi 10.

Riduzione e pedaliera nuova estesa scudi 15.

Meccanismo del forte alla pedaliera scudi 5.

Registro della Terza mano scudi 5.

Accomodatura de mantaci e avvicinamento dei medesimi al bancone, condotto, rotoni nuovi per avvicinar l’aria scudi 15.

Accomodare i Controbassi e bancone di detti scudi 10.

Accomodatura del bancone grande scudi 20.

Accomodatura delle Trombe lingue e registro scudi 5.

Accomodatura di tutte le canne del pieno, ripulitura ed accordatura scudi 15.

Accomodatura dei registri, pometti nuovi e tutte le ferrature, spese di pelli, ferro filato, falegname e tutto ciò che occore scudi 20.

Fisarmonica nuova a tutta la tastiera scudi 35.

Ferdinando Gennari.»

 

Un foglio privo di datazione attesta l’intervento di restauro un certo “Zoccolotti Antonio organaro ed orologiere abitante in Campagnano di Roma”. Egli aveva anche un domicilio in Roma in “Via de Staderai n.18”.

L’organo di S.Lorenzo si conserva tuttora nello stato in cui venne lasciato dopo i tre interventi sopra indicati. Purtroppo è scomparso invece quello del Santuario di S.Maria delle Grazie sul Monte Soratte, fabbricato verso il 1847 da Giovanni Suarez, come abbiamo visto dal primo documento.

 

 

Mariano DE CAROLIS, La Cappella Musicale della Venerabile Collegiata di S.Lorenzo Martire in Sant’Oreste sul Monte Soratte, in “Note d’Archivio per la Storia Musicale”, anno VIII ((1931), n.2, pp. 114,115.

 

Eleonora SIMI BONINI, L’organo di S.Girolamo della Carità, in “Amici dell’organo della città di Roma”, Bollettino, II serie, n.5 (1986), p.144.

 

 

 

 

 

 

 

 

Author: redazione