Su carcere e REMS di Rieti i richiami di Ministro e Prefetto

 Il Garante che esiste ma non c’è su carcere e REMS di Rieti, i richiami di Ministro e Prefetto

                      
La recente pubblicazione delle violenze ai danni dei detenuti nel carcere di Santa Maria Capua Vetere ha acceso una luce su quanto sia avvenuto in quei giorni, non solo lì ma anche a Modena, a Rieti.

Anche da Rieti infatti, dove neppure il numero di decessi fu definitivamente chiarito (organi nazionali di stampa riportarono un successivo decesso rispetto ai tre immediati, mai smentito ma non confermato nei rapporti), fu data notizia da parte di parenti di detenuti di violenze occorse nel post rivolta.

Successivamente alla evidenza “visiva” di quanto accaduto in Campania, giornali nazionali e locali hanno riportato di una inchiesta in corso anche dalla Procura della Repubblica di Rieti.

Questa inchiesta si affianca a quella interna disposta dalla Ministero di Giustizia in tutte le carceri in cui si sono svolte le rivolte, quindi inclusa Rieti.

Sabina Radicale attende le risultanze dell’inchiesta, fiduciosa nel nuovo corso che il Ministero sembra aver intrapreso. Un nuovo corso a cui la Ministra invita tutti a prendere parte, invitando nel suo discorso “chi non è mai stato in un carcere, voi tutti onorevoli lo potete fare, lo faccia, fatelo”[1].

Un invito non retorico, quasi un rimprovero – nonostante l’applauso – giacché le visite in carcere da parte dei parlamentari sono tutt’altro che frequenti. Anche nel nostro istituto, non ricordiamo in questi anni visite di alcuno dei quattro parlamentari che fanno in qualche modo riferimento a Rieti.

In questi giorni è stata inaugurata a Rieti una REMS, che è la struttura sanitaria per gli autori di reato non imputabili, perché affetti da infermità mentale, ma indicati come socialmente pericolosi. Il Prefetto di Rieti, nel suo saluto, ha rimarcato che “un aspetto su cui tutti dobbiamo impegnarci è la percezione, da parte della società, di questo fenomeno”.

E la società, la cittadinanza è in primis rappresentata, oltre che dai parlamentari – assenti perché impegnati in Parlamento proprio sul DDL Giustizia – dal Comune di Rieti, che non abbiamo visto intervenire.

Comune di Rieti che ricordiamo ha istituito oltre otto anni fa il “Garante dei Diritti delle persone private della libertà personale”. Garante istituito con un voto unanime, quindi anche della allora opposizione di destra, ma che il Consiglio Comunale non si è mai dato pena di nominare, nonostante Sabina Radicale periodicamente lo rammenti.

Crediamo allora che questo sia il momento, sia per l’inchiesta in corso in Procura, sia per la istituzione della REMS, che il Consiglio Comunale, ma anche la politica tutta che si prepara alle nuove elezioni, si facciano parte attiva, impegnandosi nel ruolo e responsabilità a cui sono chiamati, come sollecitato dal Signor Prefetto.

 

Dal discorso di Marta Cartabia alla Camera dei Deputati del 21 Luglio nella informativa urgente del Governo sui fatti accaduti nella casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere:

” [..] Chi non è mai stato in un carcere, voi tutti onorevoli lo potete fare, lo faccia, fatelo (Applausi), perché un conto è vedere un reparto di alta sicurezza, un conto è vedere un’articolazione di salute mentale, un conto è vedere il reparto delle donne spesso operose, un conto è vedere le situazioni di marginalità che portano tante persone in carcere, pur avendo commesso delitti o reati di dimensioni e di portata molto diversa da quelle di altri. [..]”

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