Rieti: l’assessore al bilancio Claudio Valentini sulla questione TARI

TARI, Valentini: “ennesimo primato per Rieti, quello dell’opposizione più ‘originale’ d’Italia. Ci attaccano perché abbiamo concesso due mesi in più per pagare un tributo”

 

 

In merito ad alcune recenti polemiche sulla TARI, di seguito una dichiarazione dell’assessore al bilancio e all’ambiente del Comune di Rieti, Claudio Valentini.

 

“I dati non sono ufficiali ma non credo che esista un’altra Città nella quale sia emersa una reazione contro un’Amministrazione che ha prorogato senza interessi il pagamento di un tributo. Mi riferisco alla ormai famosa quarta rata della TARI.

La tassa sui rifiuti ogni anno viene inviata con la possibilità di pagare in un’unica soluzione o in quattro rate. L’opposizione ha criticato il fatto che nel 2020 la scadenza dell’ultima rata coincideva con la fine dell’anno e, a dire loro, avrebbe incupito il Natale dei reatini. Alla singolare posizione della minoranza consiliare si è associato un oppositore ormai storico dell’attuale amministrazione e di tutto ciò che non è riconducibile al suo operato da ex Presidente di ASM. Tutti, però, hanno omesso di ricordare le scadenze degli anni precedenti: nel 2016 e nel 2017 (con delibera della precedente giunta comunale) l’ultima rata scadeva il 30 settembre, nel 2018 e nel 2019 con la nostra Giunta la scadenza era al 30 novembre. Quest’anno, scadenza al 31 dicembre ma con possibilità di pagamento senza sanzioni e/o interessi fino al 31 gennaio. Quindi riassumendo, una parte minoritaria della Città, rappresentata dalle varie opposizioni, si è risentita per la possibilità data dalla nostra giunta Comunale, in considerazione della straordinarietà del periodo storico, di pagare un tributo due mesi dopo. Contenti loro…

Quanto agli importi, occorre sottolineare che sono invariati dal 2013.

Tornando poi alle saccenti dichiarazioni dell’oppositore solitario di cui sopra, alle quali da mesi evito di rispondere per l’ovvietà delle argomentazioni poste, che rendono evidente più la ricerca di visibilità che non la volontà di un serio confronto, è bene sottolineare che l’azione amministrativa e gestionale ha già ampiamente superato molte delle elementari e reiterate mozioni esposte. Nonostante queste premesse, questa volta ho deciso di entrare nel merito, dal momento che non si capisce per quale logica giornalistica le dichiarazioni di un semplice cittadino campeggiano con grande visibilità su alcuni media locali. Deve essere evidentemente una linea editoriale quella di ascoltare gli ex assessori o ex presidenti e quindi, essendo assessore in carica, spero almeno che le mie parole abbiano la stessa visibilità. Altrimenti pazienza, spiegherò la bontà della nostra azione appena diventerò ex anch’io.

Ciò premesso, andiamo ai fatti: mi si rimprovera di citare con enfasi il dato della differenziata (57%), in quanto non sufficiente a raggiungere il punto di pareggio. Dispiace per alcuni, ma Rieti è la prima città del Lazio in questa speciale classifica. La differenziata non è un vezzo ma, al contrario, un obiettivo comunitario. Tutte le Città cercano di raggiungere il famoso punto di pareggio ma le difficoltà sono molte e per quanto ci riguarda, tra le principali gli impedimenti che incidono sul nostro impianto in relazione alla possibilità di valorizzazione le frazioni di rifiuto differenziate. Bisogna ricordare, infatti, che il nostro impianto di trasferenza di “Casapenta” è sotto sequestro a causa di condizionamenti del passato che hanno dato vita ad una vicenda giudiziaria non ancora conclusa. Ciò nonostante, questa Amministrazione ha avviato lavori di adeguamento che a breve daranno di nuovo la possibilità di procedere con alcuni tipi di trattamento del rifiuto indispensabili per la riduzione dei costi e, elemento non trascurabile, già inseriti nel piano provinciale.

In conclusione, appare chiaro il tentativo di criticare chi sta cercando di risolvere problemi enormi ereditati dal passato anziché puntare il dito su chi li ha causati. Un giochino al quale rispondiamo con la doverosa distinzione tra la politica del fare e la censurabile pratica del guardare con una lente deformante il lavoro altrui al solo scopo di criticarlo”.

 

 

 

 

07_01_2021

Author: redazione