Pier Paolo Pasolini protagonista di “Terra di poesia”

di Lorena Paris

“Terra di poesia” dedica la sua pagina di oggi alla testimonianza d’amore per i luoghi dell’Alto Lazio di un grande intellettuale e versatile artista quale fu Pier Paolo Pasolini.

“Ebbene ti confiderò, prima di lasciarti che io vorrei essere scrittore di musica, vivere con degli strumenti dentro la torre di Viterbo che non riesco a comprare, nel paesaggio più bello del mondo…”

Scriveva così Pasolini nell’opera autobiografica “Poeta delle ceneri”.

La Torre di Viterbo è la Torre di Chia, nei pressi di Bomarzo, che in seguito, peraltro, egli acquistò. Varie volte ho visitato quella magica torre, dalla particolare pianta pentagonale, che si staglia alta e severa sopra ciò che rimane del Castello di Colle Casale. Pasolini scelse  di vivere e dedicarsi alle sue arti e ai suoi studi, proprio lì, tra le memorie antiche come incastonate nel paesaggio. Un luogo che appare sospeso sulle forre, tipiche della zona. Territori naturali ricchi di ruscelli, piccole cascate e antichi mulini di pietra. Gli alberi secolari e rigogliosi sembrano bucare le rocce vulcaniche. Gli arbusti che svelano e velano quello che resta della vita e delle opere degli Etruschi, lì insediatisi.

E’ amore quello di Pasolini per questa terra che scelse di abitare e che traspare dalle parole che egli dedica al paese di Chia, frazione di Soriano nel Cimino.

 

“Il Sole indora Chia

con le sue querce rosa

e gli Appennini

sanno di sabbia calda

(…)

Il sole taglia la vallata

piena di querce di un rosa di paradiso;

i due piccoli fiumi si riuniscono

in fondo

mormorano come spiriti beati.

Anche il verde del vischio qua e là

è un verde di paradiso”.

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