Per gli esclusi nasce Terzo Millennio, piattaforma interattiva UIL

Si chiama Terzo Millennio. E’ la prima piattaforma interattiva che un sindacato ha messo in piedi. A crearla è stata la Uil con l’obiettivo di utilizzare i nuovi strumenti digitali per dare voce a chi non ce l’ha, a chi si sente escluso. Ci sono infatti persone che non hanno voce, che non si sentono rappresentate, che non trovano luoghi di aggregazione. Possono vivere nelle periferie delle città o nei tanti e piccoli paesi sparsi anche sul nostro territorio. Con la piattaforma Terzo Millennio – fortemente voluta dal segretario generale Pierpaolo Bombardieri – la Uil vuole intercettare e rappresentare anche queste donne e questi uomini e portare le loro istanze sui tavoli della politica.

“Stiamo parlando di uno strumento innovativo– spiega Alberto Paolucci, segretario della Uil di Rieti e della Sabina romana – che non vuole sostituire il nostro modo di stare tra la gente e di fare sindacato, ma che vuole rafforzare la nostra capacità di dare voce a chi non ce l’ha. La piattaforma è uno spazio di dialogo, supporto, informazione, aperto a tutte e tutti, a giovani e meno giovani. Terzo Millennio vuole implementare la partecipazione, utilizzando il linguaggio e la tecnologia contemporanea. Un canale di aggregazione, dibattito, confronto per stare sempre più vicino alle persone e ai propri bisogni”.

Terzo Millennio coinvolge associazioni e cittadini e chiede loro di segnalare storie, eventi, situazioni. La nuovissima e interattiva piattaforma è arricchita dall’assistente digitale UILLI: uno sportello virtuale di prossimità, a disposizione di tutti, per risolvere i tanti piccoli e grandi problemi di tutti i giorni o sul lavoro, oppure in famiglia, e più in generale nel rapporto con la società e con la burocrazia. Basta lasciare un messaggio e il team di Terzo Millennio prenderà in carico la richiesta e la sottoporrà alla nostra struttura competente. E poi ancora: formazione, convenzioni, blog, approfondimenti sulla campagna #ZeroMortiSulLavoro.

“L’obiettivo – conclude Paolucci – è di intercettare la diffusa necessità di partecipazione e condivisione di idee e ragionamenti attorno alle principali questioni che investono la nostra società in continuo mutamento”.

 

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