Nel 1441 nasce la REPUBBLICA DI COSPAIA (nell’Alta Valle Tiberina), abolita nel 1826, dopo 385 ANNI

di Giorgio Giannini

 

Nel febbraio 1441 il Papa Eugenio IV cede il territorio  di Sansepolcro (in Toscana)  alla Repubblica di Firenze (costituita come Signoria nel 1434 da Cosimo de’ Medici) per ringraziarla per essere stata la sede del Concilio, convocato a Basilea nel 1431 e   poi svoltosi a Ferrara, Firenze ed infine a Roma, che approva, con il decreto Laetentur coeli del 6 luglio1439, la riunificazione dei cristiani cattolici (latini) e degli ortodossi (greci),  separatisi con lo Scisma del 1054.

Però, per un errore fatto dagli estensori del Trattato riguardo al nuovo confine tra lo Stato Pontificio e la Repubblica di Firenze, una piccola striscia di terreno, di circa 500 metri di larghezza per circa 2 Km di lunghezza, con una superficie di 330 ettari, non è inserita in nessuno dei due Stati. Infatti, nel Trattato il confine è stabilito al limite di un torrente chiamato genericamente Rio. Senonché, a circa 500 metri scorre un altro torrente, anche esso chiamato Rio.  In pratica, i rappresentanti dello Stato Pontificio pongono il confine al Rio che si trova a Sud, mentre quelli della Repubblica  fiorentina pongono il confine al Rio che si trova a Nord. In questo modo, il territorio tra i due torrenti non è assegnato a nessuno dei due Stati e quindi diventa una “terra di nessuno” (terra nullius). Gli abitanti del territorio, circa 250, ne approfittano e si proclamano “indipendenti”, cioè non soggetti né allo Stato Pontificio né alla Repubblica fiorentina, con la conseguenza, molto importante, di non dovere pagare alcun tributo a nessuno dei due Stati. In questo modo, le merci che transitano nel territorio non sono soggette ad alcun dazio. Questo consente agli abitanti di avere un reddito derivante dal libero commercio ed anche dal contrabbando delle merci tra lo Stato Pontificio e la Repubblica fiorentina (diventata Granducato di Toscana con la Bolla pontificia emanata dal Papa Pio V il 27 agosto 1569).

In seguito, quando l’autonomia è riconosciuta nel 1484, il territorio assume la denominazione informale di Repubblica, denominata Cospaia, dal nome dell’abitato che insiste tra i due torrenti (oggi Cospaia è una frazione del Comune di S. Giustino, nella Provincia di Perugia).

Gli abitanti (chiamati cospaiesi) decidono di non eleggere alcuna Autorità di governo, alle quali delegare il potere legislativo, esecutivo e giudiziario. Si danno una forma di “autogoverno”, affidato al Consiglio degli Anziani  e dei Capi Famiglia, con funzioni solo esecutive, che si riunisce all’inizio nella casa della famiglia Valenti (che è la più importante del piccolo borgo) e poi, dal 1718, nella Chiesa della Annunziata, dove dal 1613 esiste la omonima Confraternita. Sull’architrave del portone di ingresso c’è la scritta Perpetua et firma libertas (Perpetua e sicura libertà), ancora oggi visibile, che è il motto della Repubblica.  La scritta è anche incisa sulla campana della Chiesa.

Le riunioni sono presiedute da un membro della famiglia Valenti e dal curato di San Lorenzo (forse perché era l’unico che sa leggere e scrivere).

I cospaiesi adottano anche una bandiera, un campo nero ed un campo bianco divisi diagonalmente. Nello stemma è raffigurato un piccolo borgo (Cospaia) tra due corsi di acqua, con due pesci nella parte destra e la pianta di tabacco nella parte sinistra, in quanto nel territorio si coltiva liberamente il tabacco, senza dover pagare alcun tributo. Sopra è scritto il motto Perpetua et firma libertas ed è indicato l’anno della fondazione della Repubblica.

In seguito l’uso del tabacco, da fumo o da fiuto, è proibito dalla Chiesa, che impone anche la scomunica ai produttori, abolita nel 1724 dal Papa Benedetto XIII.

Inoltre nel territorio si rifugiano molte persone che hanno commesso reati nei due Stati vicini, le quali, in questo modo, sfuggono alla giustizia, dato che a Cospaia non ci sono  né giudici, né carceri, né poliziotti e militari.

Con il tempo, la Repubblica acquista all’esterno la fama negativa di luogo di anarchici, di contrabbandieri e di criminali, ance se continua ad attirare persone per fare affari commerciali. 

Il 26 giugno 1826  i rappresentanti delle 14 famiglie più importanti di Cospaia  fanno “atto di sottomissione” allo Stato Pontificio, che pertanto annette il territorio della Repubblica, che così si estingue dopo ben 385 anni. 

Come risarcimento per la perdita della indipendenza, ogni capo famiglia riceve una moneta di argento (detta “papetto” perché raffigura il Papa leone XIII) e l’autorizzazione a continuare la coltivazione del tabacco, che poi si estende a tutta l’Alta Valle Tiberina.

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