MIRAGGIO: girata interamente nell’Alta Sabina la terza opera filmica della regista Marianna Adamo

la locandina del cortometraggio girato nel territorio dell’Alta Sabina

di Andrea Moiani

Uno strano episodio accade sull’isola Maggiore del Lago Trasimeno e conquista la fantasia della regista ed attrice napoletana Marianna Adamo. Sull’isola alcuni visitatori, dopo essere entrati nella Chiesa di San Michele Arcangelo, dichiarano di avere avuto visioni, oltre ad un contemporaneo blocco degli apparecchi elettronici in uso. Questa storia, raccontata in un libro anche da Fabio Fornaciari, studioso di discipline esoteriche e di astrologia, diventa con Marianna “un’altra storia”, nasce così la sua terza opera filmica Miraggio”, preceduta da “Alters” (2017) e  dalla web series di 8 episodi “Home banking” (2018). Diversa ma ugualmente misteriosa viene selezionata e proiettata da numerosi festival: Napoli Film Festival; Accordi e Disaccordi Film Festival; Foggia Film festival; Salerno International Film Festival; Cortomontagna; Rieti e Sabina Film festival; Primo Piano sull’ Autore; Pianeta Donna, manifestazione dedicata alla regia femminile e a tematiche dedicate alla donna.

Dopo la Prima del 6 dicembre scorso, nell’ambito della rassegna Cinecircolo Romano gestita dall’ Ingegner Catello Masullo per il Cinema Caravaggio di Roma, viene riprodotta e selezionata anche dal DMF Festival.  

 

la regista Marianna Adamo durante le riprese

Marianna Adamo (che ha anche una lunga esperienza teatrale alle spalle) è da sempre attratta da tematiche connesse al concetto di spazio tempo, dai temi proposti dalla fisica quantistica, dalla capacità di vedere oltre il reale. Ne è testimonianza la trama del corto:”Dalle rive di un lago sorge una collina, solitaria. É un luogo onirico, surreale, abitato da pochi essere umani e da un’entità, una presenza invisibile che accompagna, spia e dialoga con “i pochi eletti” che abitano quei sentieri. L’energia che libera questa presenza crea eventi straordinari che travolgono chiunque approdi lì. Questo è il destino di Sara. Lei arriva su quelle rive invitata da sua nonna. Sara inizia ad esplorare quel luogo e va incontro ad un evento imprevedibile e sorprendente”.

 

 “Miraggio”, prodotta dalla  casa di produzione cinematografica Oro Studios di Marco Monno, ha un grande pregio, quello di contribuire alla valorizzazione dei territori che sono stati location del film e motivo d’ispirazione. Le ricchezze del territorio hanno contribuito ad arricchire la sceneggiatura di dettagli preziosi.

« Nostra intenzione era rendere la produzione operativa sul territorio dell’Alta Sabina, attivando una sinergia. Il coinvolgimento delle amministrazioni e delle maestranze locali è stato fondamentale, non solo dal punto di vista produttivo, ma  per il nostro piacere di far partecipare la comunità ad un’opera cinematografica. Ringrazio il comune di Contigliano per aver concesso il patrocinio, ma anche gli altri comuni per aver ugualmente fornito  un forte supporto », spiega il produttore Marco Monno.

«La scelta del reatino per le riprese è dovuta al fatto che frequento queste zone da diversi  anni, dunque vi sono molto legata – precisa Marianna Adamo -. Ero certa di trovarvi le ambientazioni necessarie al contenuto del film, nonostante ciò il territorio  è stato in grado di sorprendermi,  durante la ricerca delle location sono venuta a conoscenza di angoli meravigliosi, grazie al contributo dei comuni e dei loro sindaci che ci hanno segnalato luoghi suggestivi. Il corto è stato girato oltre che a Contigliano, sul Lago del Salto, a Varco Sabino,  Fontecerro, in borghi e ambienti limitrofi grazie alla collaborazione dei residenti. Un sito che ci ha colpito particolarmente è stato la Chiesa di San Lorenzo di Contigliano, rudere medievale individuato grazie al sindaco”.

 

Rieti  dunque ha un potenziale dal punto di vista cinematografico?

“Assolutamente sì. Anche se in questa provincia  sono stati girati diversi film,  non tutto è stato mostrato: alcuni luoghi devono essere valorizzati e scoperti, soprattutto sposando lo spirito dell’avventuriero e del pellegrino. Io stessa mi considero una regista “atipica”: essendo una camminatrice vado personalmente alla ricerca delle location per i miei lavori. Questo atteggiamento di ricerca  è l’aspetto più importante per la realizzazione di storie, foriero di nuove idee. Ad esempio, una montagna   potrebbe nascondere un rifugio appartenuto in passato ad un pittore o ad un fotografo, il che lo trasformerebbe in un pezzo di storia da raccontare. Visitando ed apprezzando la Sabina durante i diversi soggiorni nelle vacanze estive e invernali, inoltre, mi sono resa conto che ci sono molti talenti entusiasti di lavorare nel e per la propria terra. Se l’amore per il territorio e per  il proprio lavoro riescono a coniugarsi, può uscirne una motivazione personale importantissima. Personalmente come regista e l’Oro Studios, come società di produzione, siamo fortemente interessati nel continuare ad operare sul posto,  l’intento di scoprire “risorse locali” nasce proprio da questa esigenza. Alcune personalità individuate sono state già coinvolte nella troupe e nel cast  di “Miraggio” e sono molto felice della loro partecipazione”.

 

Torniamo  al tema del cortometraggio, se dovesse riassumerlo in una frase quale sarebbe?

“L’energia universale che si rinnova e che si manifesta in altre forme” è la frase idonea ad indicarne il motivo ispiratore. È il movimento e rinnovamento dell’energia in un ciclo continuo ed universale, che ci permette di rinnovarci ed incontrarci. In generale mi interessano soprattutto i temi proposti dalla fisica quantistica e dell’evoluzione dell’uomo nel senso più ampio del termine. La mia poetica si basa sulla convinzione che guardare “al di là” permette di accedere a maggiori informazioni e quindi di evolversi. Potremmo riassumerla con il concetto di “Guardo oltre”. È un pensiero  non  religioso, ma puramente spirituale. Questo interesse mi ha spinto a leggere tantissimi libri che trattano questo tema, come quelli di Deepak Chopra, o testi riguardanti la meditazione . Mi interessa moltissimo anche il concetto di “metaverso”, che inizia ad essere importante nella nostra realtà e  ci permette di rafforzare le nostre ipotesi riguardanti l’esistenza di un’altra dimensione”.

 

Si dà ampio spazio all’elemento della natura. Quale ruolo ha?

” La natura è la vera protagonista, è l’entità che crea gli eventi. Non è solo un paesaggio bello  da vedere, ma un corpo vivente dotato di una propria personalità. Questa entità nasce dalle viscere della terra, percorre i sentieri, incontra gli abitanti della collina ed ha una sua voce espressa attraverso la musica e i suoni creati dal Maestro Alessandro D’Agostini”.

 

Rimanendo sull’aspetto tecnico, spicca un ampio utilizzo del drone. Perché questa scelta?

“In “Miraggio”  ho alternato due modi diversi di “vedere” la storia: uno descrittivo e oggettivo e l’altro soggettivo. Il primo tipo è puramente descrittivo ed è stato espresso tramite l’utilizzo della macchina da presa e di un drone classico. Grazie ad esso ho potuto dare spazio ai meravigliosi ambienti del reatino e rimarcare il ruolo da protagonista della natura. Il drone acrobatico, invece, ha avuto il compito di rappresentare l’entità, diventando di fatto il personaggio stesso che si muove. Grazie al drone acrobatico possiamo notare come l’entità sia un’anima libera e allegra, possiamo seguire i suoi movimenti e respirare le sue emozioni. Utilizzare il drone acrobatico è stata una sfida difficile ma molto soddisfacente: inizialmente non sapevo a cosa andassi incontro, il fatto di doverlo guidare in mezzo agli alberi mi spaventava un po’. Alla fine questa sfida è risultata essere vincente, il pubblico riesce a cogliere l’esistenza di due mondi diversi, che volevo raccontare”.

 

Qualche ringraziamento in particolare?

“Tengo a ringraziare innanzitutto Marco Monno per l’impegno e per l’investimento. Ringrazio tutti i professionisti che hanno lavorato con noi, i comuni che ci hanno aiutato, in particolare il comune di Contigliano per il patrocinio e il sindaco Paolo Lancia. Un ringraziamento va anche a Catello Masullo, per la riuscita presentazione del corto, nel dicembre scorso, presso   il Cinema Caravaggio di Roma”.

Author: redazione