L’ufficio per le notizie alle famiglie dei militari nella Grande Guerra

di Giorgio Giannini

 

L’Ufficio è stata la più importante Associazione di volontariato, quasi tutta al  femminile, operante  nella Grande Guerra, che dava informazioni alle famiglie sulle condizioni dei militari, attraverso la collaborazione di migliaia di  “operatori sul campo”, in primis i Cappellani Militari e le “dame visitatrici”, che operavano negli Ospedali  militari.

 

L’Ufficio  è stato costituito nel giugno 1915, su modello dell’analogo ufficio francese,  per iniziativa di un gruppo di nobildonne bolognesi guidate dalla Contessa Lina Bianconcini Cavazza, che ne assunse la Presidenza, con lo scopo di accelerare le comunicazioni relative ai militari al fronte, tra le loro famiglie ed il Ministero della Guerra.
L’Ufficio era organizzato in modo gerarchico. C’era un Ufficio Centrale, con sede a Bologna per i militari di terra e a Roma per i militari di mare. C’erano Uffici di Sezione nelle sedi dei Comandi Territoriali d’Armata e nelle città vicine alle zone di guerra (Catanzaro, Cagliari, Venezia e Udine per i militari di terra e Brindisi, Maddalena e Tropea per quelli di mare), con il compito di aiutare l’Ufficio Centrale.
C’erano anche Uffici di Sottosezione in tutte le città sedi di Distretto Militare e sedi di Depositi militari ed anche Uffici o Gruppi di Corrispondenza, con lo scopo di favorire le comunicazioni tra le famiglie dei militari e le Sezioni o Sottosezioni per le richieste di informazioni e le risposte.
Lo scopo principale dell’Ufficio era quello di raccogliere, attraverso le sue strutture locali, tutte le informazioni  sui militari in guerra, attraverso i vari Comandi e Distretti militari e di conservarle  nello schedario generale, con schede di colore diverso secondo la tipologia di informazioni, presso l‘Ufficio Centrale e negli schedari tenuti dalle Sezioni locali.

Le “notizie ufficiali” sui militari erano fornite all’Ufficio Centrale dal Ministero della Guerra, ma, per accelerare l’informazione, si raccoglievano “notizie ufficiose” grazie alla collaborazione dei Cappellani Militari operanti presso i Reggimenti e nei vari ospedali militari ( ospedali da campo, ospedali territoriali, treni ospedale…), delle infermiere della Croce Rossa e soprattutto grazie a centinaia di “dame visitatrici”, che si recavano sia nei Comandi e Uffici militari, registrando  gli arrivi e le partenze dei soldati, che negli ospedali militari, per informarsi sulle condizioni di salute dei ricoverati, ed anche nei vari Comuni  per cercare i familiari e le fidanzate dei militari, per soddisfare le richieste di informazione dei soldati.
Nelle varie sedi dell’Ufficio (8.400 in tutto il Paese) operavano 25.000 persone, in gran parte donne.

La sede dell’Ufficio Centrale bolognese, con 350 tra volontarie e volontari, fino al 1916 era al primo piano del Palazzo dei Conti Cavazza, poi fu trasferito presso la sede delle Poste centrali in Via Farini.
L’Ufficio continuò ad operare oltre la fine della guerra, fino al 1919, per la ricerca dei dispersi e dei prigionieri di guerra.

L’attività fu  presentata alla Mostra Nazionale delle Opere di Assistenza all’Esercito, che si svolse nel 1919 a Bologna.

Nel 1929, l’Archivio dell’Ufficio Centrale fu versato all’Archivio Centrale del Regno (ora Archivio Centrale dello Stato) a Roma per volontà della contessa Cavazza,

 

 

 

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