Lorena Paris racconta la poetessa romana Laura Pugno

 Una poesia della scrittrice romana Laura Pugno 

Sarà ovunque, /

verde e verde gemmato,/

il ritornare/

sui tuoi passi nel mondo,/

compiuto come meraviglia, distruzione/

e dare tempo/

a questo pensare col peso del corpo,/

la mente/

come una chiazza d’acqua che s’allaga. /  

Una penna quella di Laura Pugno che “definisce”  la natura, la naturalità delle cose, temi   a lei molto cari e che ricorrono spesso nella sua scrittura: l’essenza, la vita che si trasforma

in ri-congiunzione con la  profonda appartenenza ad essa. 

La relazione tra le “cose e la vita” del mondo  dentro un ineludibile disegno universale. 

I versi della Pugno riflettono la percezione, la osservazione/meraviglia, la necessità di essere in sintonia con le  forze naturali, dentro  la  regia magnifica  del  movimento, del moto del tempo, del cambiamento. Il corpo è  interconnesso con  il “resto”,  in anima, mente e fisicità. È proprio la mente una delle potenze   che riunisce, che congiunge. La similitudine  dell’ultimo verso della poesia,  ne  è  la estrema asserzione.  

Per conoscere meglio Laura Pugno, poliedrica artista, consiglio il 

 il  suo sito 

http://www.laurapugno.it/

Laura  Pugno, nata a Roma,  autrice di poesia, prosa, saggi e testi teatrali. Tra gli ultimi  suoi libri: 

“L’alea” (Perrone 2019) 

“I legni” (LietoColle/Pordenonelegge 2018). 

Nel 2020 pubblica

“Oracolo manuale per poete e poeti” (Sonzogno) insieme a Giulio Mozzi. 

 sempre nel 2020 la silloge poetica”Noi” (Amos Edizioni) 

Dal 2015 al 2020 ha diretto l’Istituto Italiano di Cultura di Madrid. 

Ha vinto il Premio Campiello Selezione Letterati, il Frignano per la Narrativa, il Premio Dedalus, il Libro del Mare e il Premio Scrivere Cinema per la sceneggiatura. È una firma de “L’Espresso”. 

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