Leonessa chiede e merita la Medaglia d’oro al Valor Militare

IL  COMUNE  DI LEONESSA HA CHIESTO   LA MEDAGLIA D’ORO AL VALOR MILITARE PER GLI ECCIDI DELL’APRILE 1944

 

di Giorgio Giannini

 

Il 5 settembre 2005 il Sindaco di Leonessa, Alfredo Rauco, ha chiesto di nuovo alla Presidenza della Repubblica la commutazione della Medaglia d’argento al Valore Civile in Medaglia d’Oro al Valore Militare al Merito per la Resistenza, per i tragici fatti di sangue causati dai nazifascisti nel territorio comunale nella “settimana santa” della Pasqua 1944. Infatti furono  barbaramente trucidate 51 persone ( 23 delle quali  il Venerdi Santo del 7 aprile 1944). Ci furono, inoltre, 3 dispersi, 18 feriti, 405 deportati. Due frazioni ( Cumulata e Villa Pulcini) furono incendiate  e distrutte. Fu anche distrutto il patrimonio zootecnico della zona, razziato dai nazisti.

E’ la terza volta in trenta anni che il Comune avanza questa richiesta  su sollecitazione della locale sezione dell’ANFIM ( Associazione Nazionale tra le Famiglie dei Martiri caduti per la libertà della Patria), retta dall’infaticabile leonessano  Vitaliano Felici.

La richiesta è  stata sostenuta dalla Prefettura di Rieti con lettera del  4 novembre 2005 e pochi giorni dopo, martedì 8 novembre,  anche dal Presidente della Provincia, Fabio Melilli,il quale, nel suo discorso  di saluto, al Teatro Flavio Vespasiano di Rieti, al Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi in visita ufficiale a Rieti, accompagnato dalla consorte Signora Franca, ha affermato che il conferimento della Medaglia d’Oro al valore Militare “ è un giusto riconoscimento per l’alto tributo di vite umane pagato dalla città dell’Altopiano per conquistare la libertà e la democrazia”.

La nuova richiesta di conferimento della Medaglia d’Oro al Valore Militare per la resistenza  è supportata da una ventina di nuovi documenti rinvenuti nell’ Archivio di Stato italiano e soprattutto in quello Militare tedesco di Friburgo,dal Generale Enzo Climinti, membro della Società di Storia Militare, che nel secondo conflitto mondiale era sottotenente e dopo l’8 settembre 1943 ha operato nella Resistenza proprio nella zona di Leonessa. In generale Climinti, in particolare,ha trovato dei documenti, risalenti al Comando della 14a Armata tedesca, che dimostrano l’importante ruolo avuto dalle bande partigiane operanti nel primo Territorio Libero d’Italia ( costituito  solo per poche settimane, dal 16 marzo 1944 al 9 aprile 1944).La ricerca commissionata al Generale Climinti dal Comune di Leonessa con la Delibera 123 del 27.9.2000 è stata pubblicata nel 201  in una monografia intitolata “Leonessa 1943-1944”. In particolare,in un documento classificato “segreto”, datato 7 aprile 1944  ed intitolato “Punto strategico delle bande”, è scritto che il Comando Supremo Tedesco in Italia, retto dal Feldmaresciallo Kesselring, fu costretto a distrarre ingenti truppe dai fronti di Anzio e Cassino per riprendere il controllo dell’intera zona tra il Lazio e l’Umbria, controllata dalle bande partigiane, dove era stato costituito  appunto il primo Territorio Libero d’Italia  (vedere cartina).  In particolare, furono inviati nella zona, oltre a vari reparti  della Wehrmarcht,appartenenti  alla Piazza (PlazKommandatur) di Rieti, anche  alcuni reparti corazzati della 3a e 90a Divisione, appartenenti alla 14a Armata, quali il 69° Reggimento Corazzato, al comando del Colonnello Ludwig Schanze, Comandante dell’Operazione, il 103° e 190° Reparto Esplorante Corazzato ( appartenenti, rispettivamente alla 3a ed alla 90a Divisione Panzer –Corazzata- Grenadier), il 2° Battaglione del 3° Reggimento Brandenburg, 1 Battaglione del 20° Reggimento di Polizia SS, Unità di Allarme  del Quartier Generale della 14° Armata e Unità di Allarme  della Piazza di Rieti ( compresa la Luftwaffe-Aereonautica Militare). I tedeschi erano supportati da reparti fascisti  della 116a Legione della Guardia Nazionale Repubblicana, di stanza a Rieti, inquadrati in una Compagnia della Flak ( la contraerea tedesca), e dal Battaglione  Ordine Pubblico di Rieti.

Così,nella notte tra il 31 marzo ed il 1 aprile 1944, iniziò la “Grande Operazione contro le bande partigiane” (Grossunternehmen gegen die Banden), denominata Uovo di Pasqua (Unternehmen Osterei), chiamata anche Unternehmen Oberst Schanze (Operazione Colonnello Schanze), dal nome del Colonnello Ludwig Schanze, comandante dell’Operazione.

La ferocia dei nazifascisti, che non riuscirono a scovare i partigiani, si accanì contro i cittadini inermi, accusati di averli protetti e nascosti. Così’, il 1 aprile una persona fu fucilata sul Monte Cambio, altre 6 il giorno seguente a  Villa Carmine ed un’altra a Villa Pulcini il 4 aprile. Il 5 aprile fu incendiata e distrutta la frazione di Cumulata, dove furono massacrate 12 persone. Il 7 aprile, 2 persone furono uccise in località Rio Valle. L’Eccidio più grande ed efferato fu compiuto lo stesso 7 aprile ( Venerdì Santo di Pasqua) a Leonessa capoluogo, dove furono catturate, con la delazione della collaborazionista Rosa Cesaretti, 23 persone, poi fucilate  alla periferia dell’abitato. Tra di loro c’era anche don Concezio Chiaretti, di 27 anni, già Tenente e Cappellano del 9° Reggimento Alpini della Divisione Julia, cofondatore e Presidente del Comitato di Liberazione Nazionale di Leonessa ( i cui componenti furono tutti fucilati dai nazifascismi in varie rappresaglie).Lo stesso 7 aprile, altre 3 persone furono uccise in località Terreto. Con le 2 persone fucilate  il 31.10.1943 nella frazione di Villa Gizzi, il totale dei martiri trucidati dai nazifascisti  è di 51.

Per questi eccidi, al Comune di Leonessa è stata conferita, con Decreto del Presidente della Repubblica Gronchi,l’8 luglio 1959, ai sensi  della Legge  13.1.1958, relativa alle “Norme per la concessione di ricompense al Valor Civile”, la Medaglia d’Argento al Valor Civile, con la seguente motivazione: Resisteva con intrepido coraggio allo straniero occupoante in armi il sacro suolo della Patria, offrendo la vita di numerosi suoi figli per la causa della libertà.

Nel 1946, per iniziativa delle famiglie dei  51 patrioti, fu realizzato un monumento “Ai martiri del 7 aprile 1944”, che versa da molti anni in stato di abbandono e di degrado. Dopo una lunga  battaglia condotta dal Sig. Vitaliano Felici, Presidente della locale sezione dell’ANFIM, è stato finalmente  riconosciuto, con  la Legge 31.3.2005 n. 48 (approvata all’unanimità dalle Commissioni Difesa della Camera e del Senato in Sede Deliberante) Sacrario Militare e quindi  è stato preso in carico dall’Onorcaduti ( la Direzione Generale del Ministero della Difesa competente per  Sacrari Militari ubicati nei luoghi in cui hanno combattuto e sono caduti i nostri soldati). L’Onorcaduti si è fatto carico anche del 50% delle spese per il restauro del Monumento.

Il 3 giugno 2003 una cinquantina di Deputati, primo firmatario l’On Pistone, hanno presentato  la Proposta di Legge n. 4031 per la “ Riapertura dei termini previsti dall’art. 1 della Legge  11 maggio 1970 n. 290, per la presentazione di proposte di ricompense al Valor Militare per la Resistenza “ da parte dei Comuni e delle Provincie. Infatti, il termine previsto dalla Legge 290 del 1970 era scaduto  il 31 dicembre 1970 e la precedente istanza del Comune di Leonessa del 12. 1.2002 era stata respinta appunto per “scadenza dei termini”.

In particolare, nella Proposta di Legge “Pistone” si citano i casi singolari di Leonessa e di Barletta, entrambe decorate con la medaglia  d’Argento al valore Civile. In particolare, nella città pugliese, il Presidio militare, comandato dal Colonnello Grasso resistette, insieme a reparti di vigili urbani ed a gruppi di civili che avevano impugnato le armi, all’occupazione tedesca per 4 giorni, dal 8 al 12 settembre 1943, e poi fu costretto a capitolare. La reazione tedesca fu brutale e portò alla fucilazione di 14 vigili urbani. Per l’eroico comportamento della sua popolazione, il Comune di Barletta ha ricevuto, in occasione della solenne celebrazione del 25 aprile 2005 al Quirinale, la Medaglia d’Oro al Valor Militare per la Resistenza.

Un uguale riconoscimento chiede, giustamente,  anche  il Comune di Leonessa. In particolare, la locale sezione dell’ANFIM ha dimostrato che  molti ufficiali e soldati tedeschi hanno ricevuto ricompense militari, compresa la Croce di Ferro, per aver combattuto nella zona di Leonessa. Pertanto, ci auguriamo che la nuova richiesta avanzata dal Sindaco di Leonessa possa finalmente essere recepita. Al riguardo, ci fa ben sperare il fatto che l’istanza è stata trasmessa all’inizio di novembre 2005, per le opportune valutazioni, dal Segretariato Generale della Presidenza della Repubblica alla Commissione per le ricompense al valore e Merito Civile del Ministero dell’Interno, “ai fini della elevazione in Oro  della Medaglia d’Argento al Merito Civile”. Ci auguriamo che  da questo Ministero venga trasmessa, per competenza, al Ministero della Difesa, al quale compete la concessione  della Medaglia al Valor Militare per la Resistenza e la redazione della relativa Motivazione.

 

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