Latte Clar: continua l’impegno per salvare il mercato a discapito del bilancio

di Catiuscia Rosati

Con un’articolata relazione, il Presidente Lorenzoni ha aperto la conferenza stampa nella sala del Consiglio di Amministrazione dell’azienda reatina che dal 1955 è un punto di riferimento per la trasformazione del latte locale, con una rilevante penetrazione nel mercato nonché nel tessuto sociale ed economico del territorio.

Annus horribilis” – ha spiegato Marco Lorenzoni per descrivere il contesto dell’attività aziendale relativa al 2022. Il bilancio approvato la scorsa settimana, chiude un triennio devastante per l’economia italiana, caratterizzato da tragici eventi susseguitisi senza sosta; da 3 anni di pandemia agli oltre 2 del conflitto russo-ucraino, alla gravissima siccità del 2022, la peggiore degli ultimi 70 anni, tutti eventi che hanno contribuito a determinare un aumento esponenziale dei costi delle materie prime, dell’energia, del carburante, dei trasporti. Una perdita di 350 mila euro che il Presidente Lorenzoni ha spiegato attraverso cause esogene ed endogene.

Le strategie aziendali

Sarebbe stato logico e certamente comprensibile aumentare i prezzi dei nostri prodotti, in modo da poter coprire tutti i pesanti aumenti subiti su pressoché tutti gli input produttivi. Il Consiglio di Amministrazione, pur sapendo che ciò avrebbe certamente generato una pesante perdita d’esercizio, in un momento così delicato, ha optato di tutelare l’intera filiera locale del latte fresco, a partire dai produttori, anello fondamentale di qualunque filiera locale.  Abbiamo poi voluto salvaguardare il nostro mercato, che da 68 anni è la nostra priorità e che unitamente al personale dell’azienda, ne costituisce il patrimonio più importante. L’azienda infatti, anche nel 2022 ha continuato, nonostante le grandi difficoltà, a crescere sia in volumi che in fatturato del 20%. Siamo convinti inoltre che dalle difficoltà possano nascere grandi opportunità, la perdita di bilancio registrata, in tal senso, va “catalogata” quale un coraggioso investimento che ci permetterà di riprendere il nostro lento ma costante percorso di crescita anche dal punto di vista dei risultati di bilancio e con esso di recuperare, negli anni, tali perdite.

 

 

Filiera corta e strategie aziendali.

Il Presidente ha poi fatto un rapido excursus sulla storia e le scelte imprenditoriali della Centrale che è parte integrante della nostra città ed ha proseguito raccontando in particolare una ben precisa scelta aziendale : “Questo C.di A. in 32 anni ha diviso solo tre volte gli utili, – perché del doman non v’è certezza- continua il dott. Lorenzoni che poi si è reso disponibile alle domande dei giornalisti presenti, – proprio grazie a questa prudente scelta, non abbiamo avuto alcun problema a fronteggiare una delle peggiori crisi che l’azienda si sia trovata ad affrontare, in quanto generata da tutta una serie di fattori assolutamente esterni al nostro controllo. Il Presidente Lorenzoni continua facendo un quadro della situazione che caratterizza il mercato del latte in Italia. Le grandi aziende del settore, hanno orientato le proprie scelte produttive, sempre più verso le tipologie di latte  a media e lunga scadenza.  La Centrale di Rieti ha nel latte fresco il proprio core business,  un elemento identificativo, un valore aggiunto che distingue la Clar dai grandi operatori del settore valorizzando la materia prima locale e quindi i prodotti.
La nostra scelta di trasformare il buon fresco della nostra provincia – spiega Lorenzoni – ci consente di dar corpo ad una privilegiata filiera corta locale che unisce di fatto la produzione primaria (gli allevamenti), Centrale del latte di Rieti, distribuzione e trasformazione (bar, gelaterie, pasticcerie, alimentati e supermercati), ai consumatori finali che, in parte, sono costituiti anche gli allevatori, coloro che lavorano in Centrale del latte, coloro che lavorano presso le attività di trasformazione e di commercializzazione.

Economia circolare:

Tutto dipende dalla scelta che essi compiono, negli acquisti che effettuano, le essa ricade su prodotti locali, il denaro generato da quella vendita permarrà nell’ambito del territorio che l’ha generata, se la scelta ricadrà su prodotti che provengono da altro territori, il reddito generato, in parte lascerà il nostro territorio, per andare a generare nuova ricchezza in quello ove sarà affluito.Per noi italiani, concetto di freschezza è di fondamentale importanza nella nostra cultura alimentare. Più è corta la filiera che unisce la produzione alla trasformazione ed alla commercializzazione, tanto più rapidamente il prodotto potrà giungere sulla tavola del consumatore me tanto più verificabile sarà il percorso che la materia prima compie dalla produzione alla nostra tavola.

 

 

Difesa dei  marchi italiani

Conclude Lorenzoni –Molti brand italiani sia nel settore della moda che in quello alimentare nonché alberghiero, sono stati ceduti e sono entrati a far parte di grandi gruppi stranieri, società che operano sul mercato con un diverso approccio, quello della standardizzazione dell’offerta e della razionalizzazione dei siti produttivi, non quello di valorizzare delle peculiarità locali. Diventa di fondamentale importanza tutelare le aziende locali ed italiane, ad ognuno di noi, in qualità di consumatori, parità di qualità del prodotto, di contribuire a questo importante percorso di valorizzazione, per mezzo di ben precise scelte consapevoli.

foto di Maurizio Festuccia

Author: redazione