La proposta di Nome per la Mensa di Santa Chiara

La situazione della Mensa di Santa Chiara che da anni svolge l’attività di sostegno dei più deboli, di volta in volta in condizioni pericolose, disagevoli, inappropriate, si risolverà definitivamente solo quando verranno messi finalmente a disposizione i locali dell’ex seminario, intervento voluto dal Vescovo Pompili per accogliere le attività caritative della diocesi.

 

Nella situazione attuale, addirittura i volontari svolgono la distribuzione dei pasti senza dotazione di cucina e refettorio: occorre che il Comune si faccia carico di questa emergenza, non essendo né dignitosa né efficace la soluzione attualmente offerta presso i locali (meglio, le aree all’aperto) di via S. Agnese.

 

In un’ottica di responsabilità condivisa tra amministrazione, volontari, finanziatori, cittadini, sarebbe importante la messa a fattore comune del censimento del patrimonio comunale disponibile.

 

Prendiamo il caso dei locali di proprietà del Comune di Rieti, in pieno centro, destinati per anni a ristorante, pertanto dotati di tutte le strutture e certificazioni previste per legge. Parliamo del Bar Ristorante Edoardo in via Potenziani, punto di riferimento gastronomico per reatini e non solo, il cui titolare ha deciso, dopo tanti anni di attività, che fosse giunto il momento di andare in pensione.

 

Si tratta di locali che sarebbero nella piena disponibilità del Comune, ora che l’attività di impresa è cessata. Peraltro, si tratta di un immobile su cui non potranno sussistere attività commerciali profittevoli fino alla conclusione dei lavori promessi dalla attuale Giunta, afferenti il finanziamento Rieti2020.

 

NOME Officina Politica chiede pertanto pubblicamente se questa soluzione sia stata prospettata alla Mensa di Santa Chiara, e, in caso negativo, il motivo per cui tale soluzione temporanea non sarebbe percorribile.

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