La Festa della Befana in origine risaliva ai riti propiziatori agricoli pagani

 

di Giorgio Giannini

Il 6 gennaio ricorre la festa della Befana, il cui termine è la corruzione lessicale di Epifania, che è la festa della Chiesa Cristiana Cattolica nella quale ricorre la “manifestazione” di Gesù, che all’inizio coincideva con la sua nascita e successivamente con la visita e l’adorazione da parte dei tre Magi (anche se nel Vangelo di Matteo non è indicato il loro numero) Melchiorre, Baldassarre e Gaspare, che guidati dalla Stella arrivano a Betlemme e portano a Gesù, rispettivamente, l’oro (simbolo  della sua regalità. Infatti è ritenuto dai Magi “Re dei Giudei”), l’incenso (simbolo della sua divinità) e la mirra (simbolo della sua umanità, in quanto era usata nella unzione dei defunti).

Nella Chiesa Cristiana Ortodossa, che segue il calendario giuliano (adottato da Giulio Cesare nel 46 a. C., che ha uno sfasamento di 13 giorni rispetto al calendario gregoriano adottato in Occidente nel 1582), la festa della Epifania ricorre il 19 gennaio.

La festa della Befana è tipicamente italiana. Secondo la tradizione, la Befana è una vecchia, vestita di stracci che vola a cavallo di una scopa e porta ai bambini, nella notte tra il 5 ed il 6 gennaio, regali vari (in genere dolciumi, frutta secca e piccoli giocattoli, ma anche il carbone ai bambini che non sono stati buoni durante l’anno) che infila nelle calze appese al camino o ad una finestra.  Però in alcune Regioni italiane, i regali sono portati da Santa Lucia (il 13 dicembre) in Sicilia, o dai Re Magi in Sardegna.  Da alcuni decenni però i doni vengono portati, ai bambini da Babbo Natale, in occasione del Natale, il 25 dicembre. In quella occasione anche gli adulti si scambiano doni. In altri Paesi invece i regali ai bambini sono portati da San Nicola (Santa Claus nei Paesi del Nord Europa e dell’America del Nord,  il 5 o 6 dicembre).

In origine la festa risaliva ai riti propiziatori agricoli pagani, per assicurare una buona produzione agricola ed un anno propizio.  I Romani celebravano questi riti alla fine dell’anno solare, dopo il Solstizio d‘inverno (il 21 o 22 dicembre), quando il Sole aumenta il suo irraggiamento, con l’aumento delle ore di luce giornaliere e la ricorrenza del Sol Invictus (25 dicembre). La dodicesima notte dopo il Solstizio invernale si celebrava la morte e la rinascita della natura, attraverso la Madre Natura, identificata nella dea Diana, protettrice della vegetazione, degli animali selvatici, delle sorgenti ed anche delle donne alle quali assicurava parti non dolorosi. Inoltre i Romani, alle calende di gennaio, cioè nel primo giorno del mese, in occasione della festa del dio Giano (da cui deriva il nome del primo mese dell’anno, gennaio) e della dea Strenua (da cui deriva il termine “strenna”), si offrivano a vicenda ramoscelli di alloro e ulivo con fichi e mele con l’augurio che l’anno nuovo potesse essere dolce come quei frutti.

La Chiesa Cristiana ha ripreso le feste romane celebrando il Natale (la nascita di Gesù) il 25 dicembre (in coincidenza con la celebrazione del Sol Invictus) e la Epifania il dodicesimo giorno successivo.

La Befana è rappresentata come una vecchia, con la gobba ed il naso adunco molto pronunciato, con i capelli bianchi e spettinati, raccolti con un fazzolettone annodato sotto il mento (non porta quindi il cappello a cono, come è rappresentata normalmente, che invece è indossato dalla strega), con la gonna lunga e rattoppata (e spesso con un grembiule) ed uno scialle pesante di lana colorata sulle spalle, con le scarpe rotte. Si sposta cavalcando una scopa, tenendo le ramaglia davanti a sé (non dietro, come la strega). Porta i regali per i bambini in un sacco di iuta o in una gerla tenuta sulle spalle.

Secondo una leggenda del XII secolo, i Re Magi, non riuscendo a trovare la strada per Betlemme per rendere omaggio a Gesù “Re dei Giudei” e per portargli i doni, chiesero informazioni ad una signora anziana. I Magi per ringraziarla, le chiesero di accompagnarli, ma la signora rifiutò. In seguito, pentitasi  di non essere andata con loro, decise di andare a cercarli. Preparò un sacco pieno di regali da portare a Gesù e si mise alla loro ricerca, senza trovarli. Pertanto, decise di bussare ad ogni casa che incontrava lungo il cammino  e di dare i doni ai bambini che vi abitavano, nella speranza che uno di loro fosse Gesù. Da allora, nella notte tra il 5 ed il 6 gennaio giro per il mondo portando doni a tutti i bambini.

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