In Sabina esistono ben sei orologi a sei ore

di Renzo Giorgetti

 

La numerazione a sei cifre sopra i quadranti è dovuta al sistema orario, detto anche alla romana o alla italiana, in cui vengono segnate le ore italiche, iniziando il computo dall’Avemaria della sera, poco dopo il tramonto. Le ore vengono indicate da uno fino a sei, ripetendo quindi 4 volte nell’arco delle 24 ore. Tale computo fu in uso forse inizialmente in ambito romano o laziale, ma poi diffusa in tutta Italia e si sviluppò nei secoli XVII e XVIII.

Fu soppressa in molti casi dall’introduzione dell’Uso Oltramontano cioè alla francese, in cui il quadrante era diviso in 12 ore, avvenuta intorno al 1750, ed anche nel periodo Napoleonico.

Nel sistema a sei ore la lancetta era sempre unica ed aveva un fuso centrale a forma di sole raggiato.

Sulla facciata della Basilica Vaticana si trovano due orologi pubblici con diversa numerazione realizzati nel 1788 come indica lo studioso Francesco Cancellieri: “Nuova situazione delle campane con due orologi italiano e francese all’estremità nella facciata”.

Per quanto riguarda gli orologi pubblici della Sabina, ho individuato alcuni esempi ancora visibili per documentare questo sistema orario.

 

Francesco CANCELLIERI, Le due nuove campane di Campidoglio benedette alla Santità di N.S. Pio VII P.O.M., con varie notizie sopra i campanili e sopra ogni sorta di orologi, Antonio Fulgoni, Roma MDCCCVI”.

 

 

 

Casperia, torre

 

Il quadrante sulla parete della porta è uno dei pochi ancora con la numerazione a sei ore. Un disco di marmo presenta sei cifre romane incise e ripassate in vernice scura.

Le cifre romane sono ancora indicate da una sola lancetta di lamiera.

La facciata dell’orologio è stata ripristinata nel 2000 a spese dell’Amministrazione Comunale a cura dei maestri Perrucci e Caffarelli, come attesta la lapide marmorea posta sotto il quadrante: “Magistri Elio Perrucci et Osvaldo Caffarelli cura et sumptibus Communis Casperiae fecereunt A.D. MM”.

[foto 1]

 

 

Collalto Sabino, castello baronale

 

Nel XVI secolo il castello apparteneva al feudatario Soderini. Nel 1641 Nicola Soderini lo vendette al cardinale Francesco Barberini senior. Il cardinale Francesco Barberini junior (1662-1738) lo fece ristrutturare ed abbellire intorno al 1712.

Fu quasi sicuramente allora che venne abbellita la facciata con la torre dell’orologio in marmo.

Il quadrante in marmo presenta sei cifre romane in bronzo di cui oggi ne rimane solo una, cioè il sei.

Manca la lancetta di lamiera. Sulla torretta si vede una campana sormontata da una banderuola e sfera di ottone.

[foto 2, 3]

 

 

 

Tarano, S.Maria Assunta

 

Sul bellissimo campanile della chiesa si vede un quadrante ancora a sei ore indicate da sei cifre romane in metallo. Sono però indicate da due lancette di lamiera che hanno il centro a forma di sole raggiato. Evidentemente la seconda lancetta per il computo dei minuti è un’aggiunta posteriore.

[foto 4]

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