Il culto di San Giovanni Battista in Abruzzo

di Giorgio Giannini

 

BREVE STORIA DI GIOVANNI BATTISTA

 

I Vangeli Sinottici di Matteo, Marcio e Luca raccontano la nascita, la predicazione e la morte di Giovanni Battista. In particolare, i Vangeli secondo  Marco e secondo Luca iniziano proprio con l’annuncio della sua nascita. 

Giovanni era figlio del sacerdote del Tempio di Gerusalemme Zaccaria (della classe sacerdotale di Abia, una delle 24 che celebravano nel Tempio) e di Elisabetta, che era anziana e sterile e quindi lo generò per volere di Dio. Infatti, l’Angelo Gabriele annunciò a Zaccaria, mentre svolgeva le sue funzioni sacerdotali, la gravidanza della moglie e la nascita di un figlio che avrebbero dovuto chiamare Giovanni (che significa “Dono -o Grazia- di Dio”), che sarebbe stato un nazireo (perché non avrebbe bevuto né vino né altre bevande inebrianti) e che avrebbe avuto una missione molto importante da compiere perché avrebbe ricondotto “molti figli di Israele al Signore, loro Dio” (Lc 1,16).

Poiché Zaccaria non credeva che l’anziana moglie Elisabetta potesse rimanere incinta, l’Angelo gli disse che sarebbe diventato muto, e quindi non avrebbe più potuto parlare, fino all’ottavo giorno dopo la nascita del figlio, quando sarebbe stato portato al Tempio per la circoncisione e per l’imposizione del nome Giovanni.  

Elisabetta rimase incinta e si nascose per cinque mesi, finché la sua gravidanza non fu evidente, per evitare che la gente non ci credesse, dato che era anziana e sterile.

Sei mesi dopo lo stesso Angelo Gabriele annunciò alla cugina di Elisabetta, Maria, la giovane moglie dell’anziano (e vedovo) Giuseppe, che era ancora vergine e viveva a Nazaret, la sua gravidanza e la nascita di un figlio che avrebbe chiamato Gesù. Maria poi andò da Elisabetta e ci rimase tre mesi. 

Giovanni, secondo la tradizione, nacque a Ain Karim (Galilea) il 24 giugno, sei prima di Gesù (che era suo cugino di secondo grado dato che le loro madri, Elisabetta e Maria, erano cugine), considerato che la data tradizionale della sua nascita è il 25 dicembre (Natale). 

Giovanni iniziò la sua predicazione in Giudea quando aveva circa 30 anni (come fece anche Gesù). Andò a vivere nel deserto, coperto con una veste fatta di peli di cammello, legata alla vita con una cintura di cuoio, e si nutriva di  cavallette e di miele selvatico. Praticava il “battesimo di penitenza”, per il perdono dei peccati, nelle acque del fiume Giordano. Per questo è chiamato “Battista”.

Battezzò nel Giordano anche Gesù, al quale, meravigliato disse: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu invece vieni da me?» (Mt 3,14).

Nel Vangelo secondo Marco, Giovanni è detto il Precursore perché predicò prima di Gesù. Infatti al riguardo Giovanni diceva:«Dopo di me viene uno che è più forte di me, a cui io non sono degno di sciogliere i legacci dei suoi calzari. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà con Spirito Santo». (Mc 1,7-8)

Poiché Giovanni criticava pubblicamente ed aspramente il comportamento adulterino e incestuoso del Re della Galilea Erode Antipa (uno dei tre figli di Erode il Grande) perché conviveva con la cognata Erodiade, moglie del fratello Filippo, per amore della quale aveva ripudiato la moglie, Antipa lo fece arrestare e rinchiudere nella fortezza di Macheronte, ma non lo fece uccidere perché temeva lo scoppio di una rivolta per il grande seguito che Giovanni aveva. Quì, in occasione del suo compleanno diede una grande festa, durante la quale la figlia di Erodiade,  Salomè, danzò  affascinando Antipa, che le promise di darle qualsiasi cosa gli avesse chiesto, anche la metà del suo regno. Salomè, istigata dalla madre, che odiava Giovanni, chiese di avere la testa del Battista. Antipa non poté non esaudire la richiesta dato che aveva fatto una promessa  solenne, davanti ai partecipati alla sua festa. Pertanto, Giovanni fu decapitato e la sua testa fu consegnata, su un vassoio, a Salomé. Per questo motivo Giovanni Battista è  celebrato anche come San Giovanni Decollato, il 29 agosto.

É quindi l’unico Santo (oltre a Maria Vergine, la madre di Gesù), di cui la Chiesa Cattolica celebra sia la nascita (il 24 giugno) che la morte (il 29 agosto). Però questa seconda ricorrenza non è altrettanto importante come quella del 24 giugno, tre giorni dopo il Solstizio d’estate, quando le ore di luce hanno la massima durata e quelle di buio la minima. É quindi il giorno con più luce e con la notte più breve.

A livello religioso si festeggia anche la festa di San Giovanni Evangelista, uno dei quattro autori dei Vangeli Canonici, che ricorre il 27 dicembre, sei giorni dopo il Solstizio d’inverno, quando le ore di luce hanno la minima durata e quelle di buio la massima. É quindi il giorno con meno luce e con la notte più lunga.

La figura dell’Evangelista è collegata a quella del Battista. Infatti,  il Battista anticipa Gesù Cristo (il Messia), mentre l’Evangelista diffonde (tramite il suo Vangelo) la parola di Gesù.

In Italia si trovano varie reliquie di Giovanni Battista: il cranio, privo della mandibola, è conservato nella Chiesa di San Silvestro in Capite a Roma; la mandibola si trova nella Cattedrale di San Lorenzo a Viterbo; parte delle ceneri, con il vassoio (sul quale fu consegnata a Salomè la testa del Battista) si trovano nella cattedrale di San Lorenzo a Genova; altre ceneri si trovano nella Monastero di Loano (Savona); un dito è conservato nel Museo dell’Opera del Duomo di Firenze, di cui il Battista è Patrono. In passato, la sua testa era conservata nella Chiesa dedicata al Battista, poi trasformata nella Moschea degli Omayyadi.

A Giovanni Battista sono attribuiti  molti “patronati”. Infatti è considerato il patrono: – dei compari e delle comari di battesimo (in ricordo del battesimo di Gesù);

  • dei compari e delle comari “di San Giovanni” perché istituiti il 24 giugno;
  • dei pellicciai, dei conciatori di pelli e dei sarti, per l’abito di peli di cammello che portava;
  • dei fabbricanti di spade, coltelli e forbici per la spada con cui fu decapitato;
  • degli albergatori per via della festa organizzata per il suo compleanno dal Re di Galilea Erode Antipa nella fortezza di Macheronte;
  • dei trovatelli, in quanto battezzatore;
  • dei cantori perché un inno in suo onore ha dato a Guido d’Arezzo lo spunto er assegnare i nomi alle note musicali.

É anche patrono dell’Ordine dei Cavalieri di Malta e della Massoneria.

Nelle opere d’arte è raffigurato in genere mentre battezza Gesù nel Giordano. Talvolta è anche raffigurato bambino, vicino a Gesù, con il nome di San Giovannino. 

 

IL CULTO DI SAN GIOVANNI BATTISTA IN ABRUZZO

 

In Abruzzo è molto sentita la festa di San Giovanni Battista (San Giu’anne o Sangiuanne), che ricorre il 24 giugno, ed è il patrono di vari paesi: Cansano, Castelvecchio Subequo, Civitella Roveto, Collepietro, Lucoli, Opi in Provincia de L’Aquila; Monteferrante, in Provincia di Chieti; Pescosansonesco, in Provincia di Pescara. Invece a Canistro (L’Aquila), Ari (Chieti) e Villa Celiera (Pescara) si festeggia San Giovanni Decollato, il 29 agosto.  Infine, a Castelnuovo (L’Aquila) si festeggiano entrambe le date.

Infine in altri paesi, oltre a quelli dei quali San Giovanni Battista è patrono, ci sono Chiese (anche di conventi) a lui dedicate: Bisegna, Celano, Luco dei Marsi, Ortona dei Marsi, Pereto, Scanno (L’Aquila); Castel di Sangro, Fossacesia, Guardiagrele, Monteodorisio, Tornareccio (Chieti); Penne, Rosciano,Turrivalignani (Pescara); Frattoli (Teramo).

La festa di San Giovanni Battista è collegata a riti religiosi  in parte cristiani ed in parte pagani, tenendo alcuni comportamenti. In particolare, la festa è collegata al  Sole, alla Luna, all’acqua, al fuoco ed alle erbe medicinali o aromatiche.

Tra le varie cerimonie che ancora si fanno la sera del 23 giugno (la vigilia della festa), la notte del 23-24, all’alba e nella giornata del 24, ce ne sono alcune molto originali.

Riguardo al “culto del Sole”, le ragazze giovani che vogliono sposarsi, si svegliano all’alba del 24 giugno e guardano il sole per vedere, al suo interno infuocato,  la testa recisa del Battista. Quella che riesce a vederla si sposa entro l’anno.  

L’acqua ha una grande importanza nella festa perché  è considerata “purificatrice”,  in quanto usata per il battesimo. Al riguardo, in passato, le ragazze di Fossacesia si bagnavano, di notte, nel mare vicino all’Abbazia di San Giovanni in Venere per ottenere la protezione dalle malattie ed il buon augurio per l’anno.

Nella festa ha una grande importanza non solo l’acqua ma anche la rugiada e la brina (la guazza) e la Luna. Infatti durante la notte, e quindi con la Luna, si mettono all’aperto anche gli indumenti e le coperte, che si impregnano con la rugiada.

L’acqua potenzia anche le proprietà terapeutiche delle varie erbe aromatiche (aglio, artemisia, avena, cipolla, erica, felce, finocchio selvatico, ginestra, iperico, lavanda,  mandragola, menta, ribes,  rosmarino, ruta, salvia, verbena, vinca…).

Al riguardo, le ragazze giovani la sera mettono sulla finestra della loro camera o sul balcone o sul davanzale della casa un bacile (recipiente) colmo di acqua nel quale immergono erbe aromatiche e fiori profumati. Poi, la mattina presto, meglio se all’alba, si lavano  il viso e le mani, con la magica “acqua di San Giovanni”, pregando  di conservare la salute e la bellezza e di trovare un marito entro l’anno. 

I giovani invece, durante la notte tra il 23 ed il 24 giugno, lasciano petali di fiori sulla porta della casa della ragazza di cui sono innamorati. Lasciano però delle spine se la ragazza non ha ricambiato le loro attenzioni.  

La festa di San Giovanni Battista è anche una festa di solidarietà, di aiuto reciproco, ritualizzata con la cerimonia del “comparatico”, cioè con il diventare “compari” (per gli uomini) e “comari” (per le donne), che è un vincolo molto forte, forse più di quello tra parenti (eccettuati forse i “familiari stretti”), che comporta l’obbligo morale dell’aiuto reciproco, in caso di bisogno o di necessità.  Infatti, il 24 giugno, si svolgono tuttora le cerimonie, diverse secondo il luogo in cui si tengono, per diventare  “compari” o “comari” di San Giovanni, che hanno una funzione diversa dai compari o comari di battesimo o di cresima.  In particolare si usano nove erbe,  considerate “magiche” (alloro, basilico, felce, iperico, menta, mirto, rosmarino, salvia, timo), per comporre, insieme con  le spighe e di grano ed i fiori di campo,  il ramajetto, con il quale si fa la cerimonia del “comparatico con i fiori”.

Collegato all’antico “culto del fuoco” è la tradizione, in molti paesi, la sera  del 23 giugno (la vigilia della festa) di accendere grandi falò nelle strade e nelle piazze, specie davanti alle Chiese. Come rito propiziatorio, per proteggere le gambe dalle malattie, i giovani e le giovani saltano attraverso le fiamme, invocando la protezione di San Giovanni. Una volta si facevano passare attraverso le fiamme anche gli animali, invocando anche per loro la protezione di San Giovanni.

Inoltre, si guarda anche la “forma” che assume il fuoco durante la combustione o il suo “modo di scoppiettare”, per ricavarne aspettative positive o negative per il futuro e per il raccolto dei cereali e dei frutti. Spesso i resti del fuoco, considerato “sacro”, vengono portati a casa e si usano anche per la guarigione dalle malattie.

 

BIBLIOGRAFIA

David Ferrante, Tradizione, riti e sortilegi del 24 giugno. San Giovanni Battista nella cultura popolare abruzzese, Tabula Fati,  Chieti 2021.

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