Gianni Martorelli: un sabino celebre scomparso pochi giorni fa

E’ necessario ricordare per difendere la nostra identità, per fare tesoro dell’esperienza passata che, assieme alla competenza, ci sostiene nella progettazione del futuro. Tra i tanti sabini celebri che non possiamo dimenticare perché onorano la nostra terra, ricordiamo Giovanni Martorelli, scomparso pochi giorni fa. Era nato nel 1927 a Castelnuovo di Farfa (Rieti), il borgo sabino dove in molti lo ricordano, perché ci tornava appena poteva, e dove vivono alcuni parenti. Trasferitosi da ragazzo a Roma con la famiglia, nel quartiere S. Giovanni, aveva deciso di dedicare la sua vita al calcio e in particolare a quello giovanile.

Gianni, come lo chiamavano tutti, è scomparso il 15 aprile 2017, a quasi 90 anni, nella sua casa di Roma, tra le braccia della moglie, la signora Ivana, lecchese, e dei tre figli. Negli anni ‘50 aveva giocato come professionista per sette anni, nel ruolo di mediano, nella mitica squadra del Lecco, dove era arrivato dopo aver militato nel Frosinone. Erano gli anni del grande calcio blu celeste del presidente Ceppi, che portò il Lecco dalla serie C, alla B e poi alla A.

Gianni Martorelli, dopo centinaia di presenze in campo, dopo la promozione in serie B, lasciò a 32 anni il calcio attivo per diventare un allenatore, un osservatore e un talent scout di successo del calcio giovanile, rimanendo sempre in contatto con gli ambienti calcistici del Lecco. A questo punto della sua vita Martorelli decise di portare la sua esperienza nella capitale per allenare il Tevere Roma prima, la Romulea e la OMI dopo.

Nel 1971 approdò al settore giovanile della Lazio, come allenatore e direttore tecnico, accanto al Presidente delle squadre cadette, l’imprenditore agrario Fabrizio Di Stefano. Una collaborazione felice che portò alla scoperta di giocatori come Lionello Manfredonia, Bruno Giordano, Andrea Agostinelli e Stefano Di Chiara.

Gianni Martorelli chiuse la sua brillante carriera calcistica nella Federazione Italiana Gioco Calcio, dedicandosi, con la passione di sempre, alla preparazione degli allenatori.

di Giuseppe Manzo

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