Festival delle Valli: NOI SI’ che ripartiamo dal basso

Festival delle Valli: 23-25 aprile

“ Ecco perché hai da crescere, ormai: usare la tua lingua il tuo cervello. Bisogna, ecco, ormai sottomettere la politica; diventi concordia: …meglio tre teste del popolo, meglio; meglio coni di consiglio che tetti, palloni d’oratori alti e vuoti…che gridano e gridano a pieno stomaco… (Angelo Di Mario – brano tratto da Il Libro – poesie).

E ancora l’invito a cercare: Altri modi di intendere l’economia e il progresso Il valore proprio di ogni creatura Il senso umano dell’ecologia La necessità di dibattiti sinceri e onesti La grave responsabilità della politica internazionale e locale  La cultura dello scarto e la proposta di un nuovo stile di vita. (Enciclica di Papa Francesco sull’ambiente  – Laudato sì)

Le parole di un Papa e le parole di un poeta, sono state il vero motore  della conferenza stampa di presentazione del Festival della Valli (23-25 aprile) , cui hanno partecipato i partner di questa prima edizione: Valle del Salto, Biblioteca/Casa Museo Angelo Di Mario, Gep (gruppo escursionistico provincia di Roma), Associazione R.A.R.E., Amici di Staffoli, Riserva  Naturale di Navegna e Cervia.

La conferenza stampa (presso la S.P.E.S. di Rieti) si è trasformata così in un serio dibattito sullo sviluppo di un territorio depresso da decenni (in maniera più severa a partire dalla costruzione delle Dighe del Salto e del Turano) e su una nuova, concreta, possibilità di sviluppo che riparta però dal basso e dall’eco-sostenibilità.

E Ripartire dal basso non vuole essere uno slogan, ma reale coinvolgimento dei soggetti che sul territorio sono  già operativi a favore della collettività. 

“Abbiamo delle zone spopolate, in abbandono, in crisi economica, la cultura e il sentiero cosa possono rappresentare?  – ha spiegato Cesare Silvi, presidente di ODV Valle del Salto.it  –  Il sentiero è un investimento a basso costo che potrebbe favorire un interesse per le questioni ambientali, per il paesaggio, ma soprattutto portare alla riscoperta dell’utilizzo dei nostri territori e del nostro paesaggio. Le nostre zone sono state abitate e ospitano cose incredibili, basta pensare alle dimore dei padroni. Un tempo erano le rocche e i castelli, poi sono diventate le case signorili; credete che avrebbero potuto essere costruite se non ci fosse stata una ricchezza prodotta dall’utilizzo dei territori! Da qui la scelta di entrare in sinergia con la Biblioteca Angelo Di Mario. Grazie alla ricca collezione di libri, documenti e riviste locali, ci aiuterà a riscoprire la cultura e la storia in luoghi dove è ‘come se fosse stata cancellata’, anche perché palazzi storici, come il Palazzo Falcone  (che ospitava ugualmente una biblioteca) o il Palazzo Mauli, sono rimasti chiusi per anni e depredati.  Un fatto importantissimo (e non così scontato per un territorio così depresso) è che questa biblioteca è collegata in rete e inserita nell’ OPAC SBN – Catalogo del Servizio Bibliotecario Nazionale. E ancora, la sinergia con l’Associazione R.A.R.E., che si occupa della salvaguardia di razze ‘autoctone’ a  rischio di estinzione,  così come del ripristino dei pascoli e dei prati, ci porta uniti nella direzione di aiutare e sostenere un tipo di economia in grado di riappropriarsi delle sue radici socio/economiche.

A rappresentare le istituzioni, quelle operative e fattive, la presenza della Riserva Naturale Monte Navegna e Cervia.

 

“Come vede la Riserva questa esperienza? La vede assolutamente bene e la vuole sostenere, vuole entrare in sinergia con questi movimenti di volontariato – ha precisato il Direttore Luigi Russo – In queste zone sta avvenendo un fenomeno interessante, il termine più appropriato per identificarlo è appunto ‘dal basso’, un fatto che aiuterà, enti come il nostro, a riconoscere meglio l’ambito di sistema economico nel quale inserire le attività. Dobbiamo ancora capire da cosa nasca questa depressione e perché ancora non si riesca a smuovere il territorio, da qui l’importanza di riscoprire la storia, tornare al pre-dighe, per poi andare a focalizzare le vie di intervento. L’area che interessa il Festival vede 4 poli (l’Aquila – Rieti – Roma e Avezzano) divisi da confini amministrativi ma uniti nella marginalità e nello svantaggio, sicuramente penalizzati dai sistemi viari che hanno portato a saltare letteralmente un territorio molto ampio, individuando Carsoli come unico baricentro. La Riserva di Navegna e Cervia sta già puntando sulla promozione sociale e turistica in funzione di uno sviluppo socio-economico, sempre nel rispetto dell’ambiente, della natura e della storia.  La via dei cammini, sentieri e cultura, ad esempio, è un’ottima via da percorrere, soprattutto perché i sentieri di lunga percorrenza attraversano città importanti ed altrettanti borghi e siti archeologici da riscoprire”.

 

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