C’ERA UNA VOLTA IL LAGO TIBERINO

 

di Giorgio Giannini

 

Circa due milioni di anni fa, nel Pleistocene, c’era nell’Italia centrale un lago molto grande, chiamato Lago Tiberino o Lacus Umber (Lago dell’Umbria), che si estendeva da Nord a Sud nell’attuale Umbria, da Città di Castello fino quasi a Terni.

Secondo gli studiosi il Lago Tiberino si era formato in seguito all’innalzamento di alcune catene montuose che lo separarono dal Mare Tirreno, per cui era all’inizio un lago salato, che con il tempo perse la salinità grazie alle abbondanti acque piovane che scendevano dai monti. Raggiunse la massima estensione circa un milione e mezzo di anni fa, raggiungendo una profondità di alcuni punti di circa mille metri.

Aveva una forma di Y rovesciata, che si può vedere bene dal satellite dato che al posto del Lago oggi c’è una lunga valle biforcuta. Infatti, all’altezza di Perugia il Lago si biforcava. Un ramo andava verso Est e si estendeva nell’attuale Valle Umbra, fino alle odierne città di Assisi, Foligno e Spoleto. L’altro ramo del Lago andava verso Ovest e si estendeva vicino alle odierne città di Todi, Acquasparta, Sangemini.  In questa valle scorre il Tevere.

In seguito, circa 400.000 anni fa il Mare Tirreno incominciò a ritirarsi ed anche il Lago iniziò a ridursi fino a scomparire quasi completamente. Infatti alcuni studiosi ritengono che il Lago Trasimeno sia l’ultima vestigia del grande Lago Tiberino.

Con la progressiva scomparsa del Lago le terre emerse divennero salmastre e paludose e successivamente furono bonificate dai Romani.  

Ad Assisi, nel Museo paleontologico del Monte Subasio, sono esposti ammoniti ed altri reperti risalenti al Pleistocene e nella zona tra Narni ed Otricoli sono state rinvenute argille sabbiose con conglomerati marini (comprese le conchiglie).

 

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