AstraZeneca: psicologa racconta gli effetti collaterali

di Maria Grazia Di Mario

A.M., 63 anni, psicologa che opera a Roma e in Sabina, preferisce non svelare la sua identità ma vuole raccontare la sua vicenda con Astrazeneca affinché possa essere presa ad esempio, in primo luogo, dalle Istituzioni preposte e dal personale medico, al fine di evitare errori che possano mettere a rischio la salute dei cittadini, anche se si “parla” di una minoranza.  A.M. ha scelto liberamente di aderire alla vaccinazione, una occasione offertale dal suo Ordine professionale. ” L’Ordine degli psicologi ci ha proposto di aderire  iscrivendoci attraverso  la nostra area riservata,  la lista ottenuta  è stata poi presentata alla Asl, dall’Ordine stesso” spiega.

E in quel momento a disposizione c’era solo l’Astrazeneca, il cui utilizzo era stato esteso fino a 65 anni.

“Sì, ma il parametro dell’età per noi non era significativo in quanto siamo operatori sanitari. L’Ordine non ha responsabilità nel disservizio subito, anzi, si sono attivati prontamente e  con  efficienza. E la decisione è tutt’ora facoltativa”.

Quanto tempo fa ha fatto la prima dose?

“Il 13 febbraio, è già trascorso un mese e mezzo”.

Ha avuto indicazioni preliminari, ad esempio dal medico curante, oppure no?

“No, assolutamente no, non ho ricevuto alcuna indicazione, o consiglio. Nel momento in cui vai sul posto,  prima di iniettarti il vaccino, ti fanno firmare un foglio sul quale sono riportati i possibili effetti collaterali e di fatto ti assumi la responsabilità di tutti i rischi. Però  sul momento non  ti fanno domande, né un tampone o altro e in via preliminare nessuno ci ha consigliato di rivolgerci al medico curante”.

Quali sono gli effetti collaterali che ha avuto?

“Due giorni di febbre consistente, una febbre che ti costringeva a stare ferma a letto, poi per una settimana ho provato un senso di spossatezza molto evidente, dopodiché il tutto è rientrato, se non che, dopo circa un mese, sono comparsi dei mal di testa particolari che io non ho di solito, collegati al seno venoso frontale laterale, si vedeva anche gonfiore  intorno alla fronte,  sentivo inoltre pulsare la circolazione nelle gambe, una sensazione mai provata. In televisione, proprio in quei giorni, si iniziò a parlare di problemi trombotici, dal momento che da giovanissima ho avuto episodi del genere  ho parlato con la mia dottoressa, la quale mi ha subito prescritto il test del D-dimero, che fortunatamente è risultato negativo. I mal di testa sono durati all’incirca una settimana, così come il problema della circolazione nelle gambe”.

Adesso come sta?

“Meglio, però devo sottolineare una cosa, io uso integratori ogni giorno, da mesi, che sono a base di diosmina, bromelina, pilosella, integratori che servono a migliorare la circolazione e il microcircolo, me li ha consigliati l’angiologo in quanto ho una insufficienza venosa costituzionale, scoperta a 20 anni, lo dico perché qualcuno mi ha fatto notare che fortunatamente la vaccinazione  è avvenuta durante l’uso di tali integratori, se non li avessi presi poteva andare peggio. Sono un soggetto a rischio da questo punto di vista”.

Dunque sia per lei che per altre persone con patologie simili (senza magari esserne a conoscenza) si doveva procedere in maniera diversa?

“Il fatto è che solo di recente si è saputo che con Astrazeneca potevano insorgere questi problemi, io ne sono venuta a conoscenza nell’ultimo mese e dai Media, tra l’altro gli esperti  continuano a dire che il numero delle persone con effetti collaterali affini è irrisorio. Comunque dei rischi trombotici non sono stata informata in via preliminare dunque o si sono scoperti solo adesso, o non è arrivata la comunicazione in tempo utile”.

Per il futuro cosa si aspetta?

“Di non fare la seconda dose o di cambiare vaccino, ma il mio medico ha detto che non sarà possibile, allora le ho chiesto un consiglio, la risposta è stata “non  so che dirti”. Ritengo che questa posizione del personale medico sia veramente spiazzante”.

E  quando dovrebbe ricevere la seconda dose?

“A fine aprile”.

Non le è stato nemmeno consigliato di fare un esame degli anticorpi, prima della nuova somministrazione?

“No, però potrebbe essere una buona idea”.

Anche perché potrebbe non averne bisogno.

“Forse, però immagino che la seconda dose, se prevista,  andrebbe fatta. Per il momento il mio medico di base dà risposte standard. Certo, la preoccupazione è notevole visto che alla fine di aprile non manca molto”.

In generale crede sarebbe utile per chi ha problemi simili  ai suoi, od anche in generale, fare un pre-tampone e un test del D-dimero?

“Certamente, ma i pochi casi di decessi rientrano secondo gli esperti nella norma, non sono statisticamente significativi. Il problema della velocità, di arrivare all’estate ed all’autunno col massimo numero di vaccinati, ha un po’ alterato  quelle attenzioni che normalmente le persone hanno ed anche i medici hanno”.

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