A Rieti retribuzioni stagnanti. Uil:”Inflazione colpisce fasce più deboli”

È pari a 19.324 euro il reddito imponibile medio lordo nella provincia di Rieti. Oltre il 51 per cento dei dichiaranti si colloca nella fascia reddituale inferiore ai 15mila euro, mentre soltanto il 2,9 per cento dichiara un imponibile superiore ai 55mila euro. Sono alcuni dei dati che emergono dal dossier realizzato della Uil del Lazio e dell’Istituto di ricerca Eures analizzando le dichiarazioni dei redditi del 2021 con l’obiettivo di realizzare una geografia contributiva nella nostra regione.
Dal focus del 2021 emerge una forte disparità tra la ricchezza della Capitale e quella prodotta dalle altre province. Non a caso l’imponibile medio dichiarato nel territorio romano supera i 25mila annui, mentre quello del Lazio scende a 23.442.
“Ma c’è altro – dice Alberto Paolucci, Segretario generale della Uil di Rieti – se spostiamo lo sguardo alle dichiarazioni dei redditi del 2020 notiamo una preoccupante stagnazione, visto che appunto il reddito medio in provincia si era attestato a 19.376 euro. Tutto accade in un contesto complicato, dominato dalle ricadute della pandemia, dalla crisi internazionale che si è innescata con l’invasione russa in Ucraina e, non ultimo, dalla una spinta inflazionistica, che penalizza le fasce meno abbienti”.
E poi ancora. Nei primi sette mesi del 2022 sono state circa 626mila le ore di cassa integrazione concesse dall’Inps alle lavoratrici e ai lavoratori reatini, erano state quasi 284 mila nel 2019. Mentre nel 2021 sono stati oltre 9mila i percettori del reddito di cittadinanza.
“Guardare al futuro con questi numeri non è semplice – conclude l’esponente sindacale – gli effetti della crisi economica hanno invertito anni di convergenza del tenore di vita e messo a dura prova i sistemi di protezione sociale. Le disuguaglianze stanno aumentando, suscitando preoccupazioni in termini sia di sostenibilità della crescita sia di coesione sociale. La povertà sta aumentando: dal dossier Uil Lazio Eures gli individui che vivono in condizioni di assoluto bisogno nel Lazio sono 400mila, un valore che corrisponde a circa 140mila famiglie, tra le quali anche nuclei di questa provincia”.

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