Prevenire è vivere: da Cantalupo in Sabina il messaggio di Carlo Verdone ai giovani

di Maria Grazia Di Mario

Non poteva che svolgersi a Cantalupo in Sabina  (presso il Parco del Palazzo Camuccini) la tavola rotonda per festeggiare i 100 anni della Lilt (lega italiana per la lotta contro i tumori) ma soprattutto i 40 anni della Lega provinciale di Rieti, perché la Delegazione sabina della Lilt nasceva 40 anni fa, proprio in questo borgo della Sabina. Promotore  della giornata, presentata dal conduttore Luciano Fabrizi, la Lilt di Rieti, rappresentata dal presidente Enrico Zepponi, presente anche  Davide Rubinace, responsabile nazionale di risorse e gestione Lilt. La prevenzione, grazie alla presenza delle sedi territoriali Lilt, dunque è sempre protagonista con la necessità di rafforzarla in un periodo post pandemico, per arrivare a quello che può essere considerato un sogno, lo stesso di Veronesi, quello cioè “di evitare di combattere il cancro”, trattandolo alla stregua di una comune malattia. Ma di strada ce n’è molta da fare per arrivare a cure personalizzate e tempestive, così come ha sottolineato, con un messaggio inviato ai presenti, il viceministro della salute Pierpaolo Sileri:” Nel periodo pandemico, con due milioni e mezzo di diagnosi in meno, si è creata una situazione di  emergenza che deve farci riflettere. In concreto, ai già numerosi decessi rischiano di aggiungersi cifre maggiori perché arrivare in ritardo vuol dire avere un decorso più difficile della  patologia ed esiti più infausti”. Una malattia le cui cifre sono già allarmanti, così come sottolineato da Norberto Venturi, oncologo e coordinatore della Lega Lilt del Lazio. “Di cancro muiono e continueranno a morire in Italia 500 persone al giorno, è una vera emergenza perché, come le pandemie o le guerre, anche il cancro è un aggressore che non si ferma ed ha bisogno di molti nemici (istituzioni, mondo della cultura, personale sanitario), oltre che di risorse maggiori per la ricerca. A complicare la diffusione i cancerogeni ambientali, tra cui i pesticidi, per i quali va trovata una soluzione tempestiva dal punto di vista legislativo”.

 “Ringrazio la Lilt per averci scelto come territorio di semina, germoglio che ha poi esteso le radici ad altri 11 comuni, cui a breve se ne aggiungeranno altri due – ha dichiarato il sindaco Paolo Rinalduzzi – Nessuna iniziativa come questa mi ha trasmesso più di ogni altra il senso della comunità, la possibilità di stare al fianco dei cittadini”.

La Lilt, di grande supporto al servizio sanitario nazionale,  opera sul territorio in maniera articolata occupandosi di: prevenzione primaria (corretta alimentazione, attività fisica, lotta al tabagismo e al fumo), prevenzione secondaria (diagnosi precoce – esami di screening), prevenzione terziaria (assistenza e riabilitazione per prevenire ricadute ai 3 milioni di persone guarite, con un passato di cancro). Inoltre assegna borse di studio e finanzia progetti di ricerca ed interviene nella formazione di psico-oncologi e volontari.  

Una proposta  è venuta dall’attore e regista Carlo Verdone:”Il ruolo della famiglia è importante nella prevenzione, ma se  non si è in grado di istruire i figli devono entrare in gioco la scuola e i medici di base.  L’idea della prevenzione dovrebbe essere già sviluppata nella scuola, con la consegna di un semplice galateo, un libretto dove siano indicati i necessari screening.   Un libricino con le scadenze e le giuste informazioni potrebbe salvarci veramente la vita”. Il  regista ha ricordato un suo giovane collaboratore scomparso di recente a causa di un melanoma, per sua trascuratezza, mancanza di informazioni, ma anche diagnosi sbagliata di un medico: ” Se n’è andato in soli 40 giorni e per me è stato atroce. Ormai questa malattia si è triplicata per la troppa esposizione al sole e l’uso di lampade, ma anche a causa di tatuaggi  le cui tonalità scure non permettono di individuare segni maligni sulla pelle”.   Enrico Zepponi ha invece ricordato  l’impegno nelle scuole  di Rieti:”Grazie al progetto Guadagnare salute con la Lilt abbiamo iniziato a parlare con i giovani dei corretti stili di vita, dei  danni provocati dall’alcool e delle possibilità che oggi offre la medicina, ad esempio con  i vaccini già a disposizione i tumori del collo dell’utero sarebbero già scomparsi”. 

“Ragazzi, siate  più coscienziosi per voi stessi e  per le persone a voi più care”, ha concluso Carlo Verdone, perchè PREVENIRE E’ VIVERE.

 

 

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