In risposta ad Adalberto Andreani sulle questioni internazionale e mirtense

di Luca Fiocchi Nicolai

Non vorrei che l’Avvocato Andreani, molto attento agli sviluppi della
politica internazionale, lo fosse meno alle vicende Poggiane quando
sembra attribuire alle mie posizioni sull’argomento a lui caro la
misteriosa forza di rappresentare quelle dell’intera comunità di cui faccio
parte (molto defilata) da soli quattro anni, forza che non solo non mi
verrebbe da essa riconosciuta, ma non desidero assolutamente avere.
Credo sia chiaro che nel mio primo intervento a commento di un Suo
articolo esprimevo opinioni a titolo personale sul tema del riarmo
europeo, osservando la posizione di non grande peso dell’Italia. Non mi
ergevo (compito arduo!) a portavoce dei Poggiani, né di quelli che
vedono nel Presidente Meloni un baluardo contro il degrado o il
difensore degli interessi nazionali né di coloro che hanno appiccato il
fuoco divoratore della sua effigie. A proposito di questa “tradizione”, chi
ha gridato “vergogna” fingeva di ignorare con quale spirito viene vissuto
da sempre il Carnevale, festa in cui l’atto liberatorio, irriverente quanto
innocuo, non può spaventare nessuno. Atto liberatorio programmato da
tempo e non legato ai fatti politici del momento.
Quanto a Cina, Russia, Usa e, nota dolente, Europa, o meglio la
Germania, non credo fondato il Suo irrazionale timore di veder restituita
improvvidamente a questa nazione centrale per le sorti del Continente la
potenza militare del passato e, soprattutto, la volontà e con essa la
capacità di distruggere l’equilibrio mondiale. Oltre a non averne più le
possibilità, dai tempi di Adenauer i Tedeschi hanno preferito attribuirsi la
guida economica dell’Europa riconoscendo volentieri ai Francesi quella
militare. In ogni caso, per quanto sapida, non serve più ripetere una
frase attribuita ad Andreotti, che più o meno disse di amare così tanto la
Germania da desiderare che ce ne fossero due.
Luca Fiocchi Nicolai

Author: redazione