di Maria Grazia Di Mario
MICIGLIANO (Terminillo-Ri) – E’ difficile accettare che oggi nasconda una discarica abusiva di migliaia di tonnellate, collocata all’interno dei locali di proprietà comunale. Stiamo parlando del Residence Rialto, un tempo polo turistico e ricreativo capace di garantire lavoro a numerose famiglie del territorio, meta ideale per gli sciatori d’inverno e per gli escursionisti d’estate; situato in una delle posizioni panoramiche più suggestive, nei boschi della Vallonina, ha rappresentato a lungo un importante tassello della storia del turismo montano del territorio di Micigliano e del Terminillo.
Un breve excursus ci riporta ad una storia gloriosa: la sua realizzazione si inserisce nella seconda grande ondata di espansione turistica e urbanistica sviluppatasi tra gli anni Settanta e Ottanta, quando la montagna di Rieti viveva una stagione di forte crescita e il Terminillo rappresentava una delle principali destinazioni turistiche dell’Italia centrale.
Il Rialto nacque proprio con questa vocazione: essere un punto di riferimento per chi frequentava la montagna in ogni stagione. Non era un semplice condominio, ma un vero e proprio complesso turistico e ricreativo, dotato di bar, ristorante e persino di una piscina interna. Una struttura pensata per offrire servizi, creare occupazione e intercettare i flussi diretti verso il Terminillo e la Vallonina.
Ma proprio quei locali di servizio – bar, piscina e ristorante – sono diventati non solamente locali degradati e abbandonati, ma una vera e propria discarica abusiva, con tonnellate di rifiuti accumulati all’interno di immobili di proprietà pubblica, un quadro aggravato da infiltrazioni d’acqua e problemi ai solai che pongono interrogativi sul piano della sicurezza.
A denunciare il “caso” è la minoranza consiliare, presieduta dal capogruppo Lorenzo Di Biagio, con un esposto-segnalazione, presentato il 4 ottobre 2026 e indirizzato al Comune, all’amministratore pro tempore del condominio «Residence Rialto», al Comando dei Vigili del Fuoco di Rieti, alla A.S.L. di Rieti – Dipartimento di Prevenzione (SISP), al Prefetto di Rieti e alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Rieti.
Nella motivazione si parla di grave degrado strutturale, sfondellamento dei solai, infiltrazioni dal plateatico, presenza di una discarica abusiva di rifiuti e pericolo per l’incolumità pubblica.
All’interno delle strutture si sarebbero accumulate negli anni tonnellate di rifiuti, determinando una situazione di forte degrado e un significativo carico d’incendio in un’area che si trova sotto numerose abitazioni private. Ad essere chiamati in causa, nell’esposto, sono sia il Comune di Micigliano, che il condominio. Al riguardo si chiede, alla Procura, l’accertamento di eventuali responsabilità di natura penale per l’omessa manutenzione di immobili minaccianti rovina, per l’abbandono incontrollato di rifiuti e per la conseguente esposizione a pericolo della pubblica incolumità. La situazione di pericolo sarebbe riconducibile ad una concorsuale omissione di interventi: il Comune, in qualità di proprietario e custode, non avrebbe curato la manutenzione, la messa in sicurezza e lo sgombero dei locali, una mancata, tempestiva attivazione della gestione condominiale avrebbe invece consentito il protrarsi delle infiltrazioni dal plateatico, compromettendo la salubrità delle parti comuni e la sicurezza dei residenti.
“Il Comune, nel 2017, riceve questo «dono» dallo Stato – spiega Di Biagio – . In nove anni però l’Amministrazione non ha speso un euro per la manutenzione, né ha provveduto alla bonifica dei locali, venendo meno ai propri doveri di custode dell’immobile e di tutela della pubblica incolumità. “Venti o trenta anni fa quel polo turistico e ricreativo garantiva lavoro ad almeno dieci famiglie di Micigliano – prosegue il consigliere -. Oggi, sotto la gestione pubblica, il Rialto è stato trasformato in una discarica di fatto, che mette a rischio la sicurezza dei residenti e mina il valore del patrimonio di tutti. L’incuria del Comune non ha prodotto solo un danno d’immagine e di sicurezza, ma un disastro economico a catena”.
Di Biagio parla di effetto domino: l’abbandono del polo centrale del Rialto avrebbe diffuso sfiducia nel settore privato, innescando un “effetto contagio” che avrebbe portato alla chiusura e all’abbandono di altre strutture ricettive del territorio. Perse numerose occasioni per i giovani e fondi. Con i bandi regionali ed europei dedicati alle aree interne si sarebbe potuto affidare la gestione a una cooperativa di giovani locali, riaprendo i servizi e creando occupazione reale. Minori le entrate fiscali: rilanciare il Rialto avrebbe significato attrarre flussi turistici, generare indotto e garantire maggiori entrate fiscali per le casse comunali (TARI, Tassa di soggiorno).
Di queste ore è la notizia di un sopralluogo da parte dei Vigili del Fuoco con l’apposizione, da parte del Comune, di un nastro bicolore nelle aree interessate. Al riguardo la minoranza ha presentato però una ulteriore interrogazione, motivando l’intervento come”inadeguato”. “Dall’abbandono dei locali comunali alla finta messa in sicurezza, con un nastro di plastica. La situazione dei locali di proprietà comunale, nello specifico l’area della ex piscina verificata nei recenti sopralluoghi, richiede interventi seri e risolutivi e non sceneggiate. Di fronte alle criticità strutturali la risposta istituzionale si è ridotta ad un banale nastro bicolore teso su un palo, privo di cartellonistica e di ordinanze formali”.
Di Biagio parla di vicinanza e sostegno ai condomini:
“Vogliamo ribadire con forza un punto inaccettabile: a causa delle manifeste deficienze della amministrazione dell’Ente, non possono e non devono essere i cittadini a rischiare chiusure, disagi, o aggravi di spese. Le responsabilità sono chiare e in capo a chi amministra. I proprietari e i residenti del Rialto sono le uniche vere vittime di questa incuria, non certo i colpevoli”.
L’opposizione chiede inoltre chiarezza sulla situazione delle quote condominiali relative agli immobili comunali, domandando se il Comune abbia sempre provveduto regolarmente al pagamento, oppure se risultino eventuali pendenze.
Ora la parola passa alle Autorità
La minoranza, dopo aver presentato l’esposto, attende ora risposte ufficiali sia dalla Prefettura sia dalla Procura, oltre agli esiti degli accertamenti effettuati sul posto.
Il punto, per Di Biagio, è stabilire con chiarezza la situazione dei locali, verificare le condizioni di sicurezza, accertare la natura dei rifiuti e comprendere quali interventi debbano essere messi in atto.
«Il Comune deve intervenire ad horas per bonificare e mettere in sicurezza i solai, senza gravare sulle tasche dei condomini. Micigliano non può permettersi di vedere marcire le proprie risorse e, contemporaneamente, di perdere opportunità di lavoro e sviluppo per i suoi giovani», conclude il consigliere.
La vicenda del Residence Rialto, dunque, non si chiude con la posa di un nastro. Il sopralluogo dei Vigili e l’esposto presentato alle Autorità hanno aperto una fase nella quale la minoranza chiede risposte, atti formali e interventi concreti.
Resta soprattutto una domanda: come è stato possibile che immobili di proprietà del Comune, acquisiti gratuitamente dallo Stato nel 2017, siano arrivati a queste condizioni, con rifiuti accumulati al loro interno e criticità strutturali senza che nessuno se ne sia mai accorto?
A questa domanda, ora, la minoranza chiede che siano Comune, Prefettura e Procura, ciascuno per le proprie competenze, a fornire risposte ufficiali.







