Acquedotto del Peschiera: se non ci facciamo due conti sull’acqua, stiamo scherzando col fuoco

di Nome Officina Politica
 
Non siamo in grado di valutare quanto la popolazione della provincia di Rieti sia stata informata al riguardo. Di certo possiamo dire che tutti i Comuni interessati hanno ricevuto una pec informativa. La questione, però, è rimasta chiara solo per alcuni addetti ai lavori e per un manipolo di attivisti volontari. Per il resto, l’opera che avrà il maggiore impatto sul futuro del nostro territorio è sparita dalle cronache locali. 
 
Stiamo parlando del raddoppio dell’acquedotto del Peschiera, opera finanziata dai fondi PNRR e che consentirà di scavare una condotta idrica “gemella” di quella attuale, al fine di mettere in sicurezza l’approvvigionamento di acqua potabile della Capitale e di altri distretti del Lazio, senza però alcuna valutazione d’impatto ambientale sui prelievi. Eppure, conti alla mano, il principale effetto collaterale dell’opera sarà proprio un prelievo idrico superiore rispetto a quello attuale, e non di poco rilievo. Parliamo di volumi d’acqua compresi tra 1.300 e 4.000 litri al secondo in più. Con quali conseguenze?  
 
Curiosamente, le valutazioni tecniche in merito all’opera acquedottistica sembrano concentrarsi solo su aspetti, per così dire, “costruttivi” (edilizi, acustici, etc.) e quasi per niente sul prezioso contenuto che dovrà scorrere all’interno della conduttura: l’acqua! Su cui invece esiste obbligo di verifica nel momento in cui si preveda di incrementare un prelievo idrico sotterraneo anche solo di 50 litri al secondo! 
 
NOME Officina Politica, dopo aver raccolto tutte le informazioni del caso – e di cui ringraziamo gli attivisti delle associazioni PosTribù e Balia dal Collare – ha inviato interrogazione al Comune capoluogo Rieti per tramite del suo rappresentante Carlo Ubertini. Il Comune è dunque intervenuto con una specifica richiesta rivolta ad ACEA Ato 2 (che gestirà la nuova opera) e, per conoscenza, anche al Ministero dell’Ambiente/Commissione tecnica PNRR e alla Regione Lazio/Area valutazione di impatto ambientale, proprio per capire se, nel progetto del nuovo acquedotto, sia stata considerata pure la Valutazione di Impatto Ambientale del prelievo idrico. 
 
Acea ha già liquidato la richiesta in una sola frase, sviando sulla concessione in essere, che però non consente alcun aumento di portata attraverso le opere esistenti. 
 
Riteniamo che la risposta di Acea sia evasiva e insoddisfacente, perché non è la modifica della (antica) concessione a rendere necessaria la valutazione di impatto ambientale, ma la (futura e oggettiva) modifica del prelievo, anche in presenza della stessa concessione, a richiederla. Anche per via del fatto che, guardando ai dati di Acea stessa, le portate dei fiumi cambiano, nel tempo, e in realtà sono già cambiate. Per questo temiamo che la concessione dietro cui Acea si trincera potrebbe già essere fuori misura rispetto ai mutamenti in atto e tale da mettere a rischio l’ecosistema fluviale. Chiediamo pertanto al Comune di cogliere l’occasione per vincolare la realizzazione dell’opera alla redazione di una dettagliata valutazione di impatto ambientale.

Author: redazione