di Andrea Moiani
Il successo degli studenti dell’I.I.S. “Celestino Rosatelli” di Rieti, premiati nell’ambito della XXXIX edizione del Premio Internazionale P.I.A.S. – Movimento per la Vita Italiano con elaborati dedicati al tema “Rifare l’Europa… un gioco da ragazzi”, continua a suscitare apprezzamenti. Tra le voci che hanno voluto commentare l’iniziativa c’è quella di Giuliana Mazzoli, storica insegnante e figura nota della Bassa Sabina, dove nel corso degli anni ha preso parte attivamente alla vita politica e amministrativa ricoprendo incarichi di rilievo.
Per Mazzoli, il lavoro svolto dagli studenti, guidati dalla professoressa Angela Marcelletti, rappresenta la dimostrazione che i giovani, se adeguatamente accompagnati, sono in grado di affrontare con maturità temi complessi come la partecipazione democratica, la pace, l’ambiente, il lavoro e il futuro dell’Europa.
«È da ammirare», afferma. «Questa notizia consola molto, perché i giovani non sono tutti fatti male.» Un riferimento, il suo, al fatto che spesso l’attenzione si concentra solo sugli episodi di cronaca che vedono protagonisti ragazzi coinvolti in atti di vandalismo o violenza. «In questi casi è giusto che vengano puniti – precisa – ma c’è anche una responsabilità più profonda: abbiamo abbandonato i valori della scuola. Famiglia e scuola restano i pilastri della società e non possiamo pensare che il loro ruolo sia cambiato.»
L’ex docente difende con convinzione il valore dell’insegnamento e il ruolo dei professori. «È sbagliato dare sempre la colpa agli studenti quando i professori non sono bravi. La buona scuola non è quella che punisce con un voto basso, ma quella che controlla, accompagna e premia la competenza. Un insegnante deve trasmettere conoscenze e valori, non limitarsi a fare il proprio lavoro per lo stipendio.»
Ripercorrendo la sua esperienza nelle aule, aggiunge: «In tutta la mia carriera ho dato un tre una sola volta, perché il voto da solo non serve a nulla se dietro non c’è un percorso educativo».
Per Mazzoli occorre restituire autorevolezza all’istituzione scolastica, garantire maggiore sicurezza negli edifici, valorizzare il ruolo del personale e assicurare una formazione continua ai docenti. «Se un professore non sa spiegare deve essere lui a essere valutato, non il ragazzo. Agli studenti bisogna voler bene, ma voler bene non significa regalare voti: significa educare, anche correggendo quando è necessario, sempre nel rispetto reciproco.»
Infine, un passaggio sul crescente interesse dei giovani verso la politica. «È un segnale positivo», osserva, richiamando l’esempio di statisti come De Gasperi e Berlinguer. Secondo Mazzoli, la politica deve tornare a essere servizio e deve fondarsi sul rispetto della Costituzione e della centralità del Parlamento. Facendo proprie le parole del magistrato Nicola Gratteri, conclude: «Bisogna far leggere la Costituzione ai giovani e insegnare loro a difenderla. Senza cambiarla, perché abbiamo la migliore Costituzione del mondo.»
foto tratta da Il Messaggero https://www.ilmessaggero.it/rieti/rieti_mazzoli_poggio_mirteto-9343629.html







