Poggio Mirteto: scoppia la polemica tra il Pd e il sindaco Arcieri

di Elisa Sartarelli
 
Il PD di Poggio Mirteto afferma che sindaco Arcieri ostacola l’organizzazione della Festa de L’Unità. Ma il primo cittadino replica di aver solo proposto altre sedi.
A far presente la situazione è il Partito Democratico di Poggio Mirteto.
“In data 2 agosto, – si legge in una nota – il Circolo del Partito Democratico di Poggio Mirteto ha inviato la prima di cinque PEC al Comune di Poggio Mirteto (prot n. 9963 del 04/08/2025), con la richiesta di concessione dei seguenti spazi pubblici: piazza Mario Dottori, piazza Garibaldi, piazza Martiri della Libertà (area prospiciente negozio “Mamma mia Kebab” n. 49) e Sala Farnese, per lo svolgimento della Festa de L’Unità nelle giornate del 12, 13 e 14 settembre 2025. In data 5 agosto il sindaco ha implicitamente opposto un diniego alla richiesta, aggiungendo, in maniera del tutto arbitraria, la disponibilità alla concessione del parco San Paolo (non contenuto nella richiesta). Ad altre email, nelle quali si sollecitava una motivazione del rifiuto, è seguito uno sgradevole ed inaccettabile silenzio da parte dell’amministrazione. A ciò si accompagnano i dubbi sull’effettivo coinvolgimento degli uffici comunali competenti”
Il PD di Poggio Mirteto definisce la questione non solo di natura procedurale ma anche di carattere politico.
“Si tratta di un segnale preoccupante, – prosegue la nota – che offende la storia democratica della nostra comunità e mina il libero confronto tra diverse forze politiche. Dietro ai silenzi, dietro alle risposte vaghe e criptiche, c’è la volontà di ostacolare la libera espressione di un soggetto politico che, fieramente, non sostiene la maggioranza in cui Fratelli d’Italia fa il bello e il cattivo tempo? Nell’area oggetto della richiesta si sono svolte, fino a pochi giorni fa, feste di ogni tipo, alcune delle quali organizzate dalla stessa amministrazione comunale. Cosa è cambiato adesso? Come mai si è deciso di invertire improvvisamente e senza alcun passaggio formale condiviso con la società civile una modalità consolidata di utilizzo degli spazi pubblici? Questa amministrazione dimostra ancora una volta un comportamento subdolamente ostativo, dividendo la comunità in amici e nemici e perseguendo solo beceri interessi di bottega. Sappiano i falsi profeti del cambiamento che il Partito Democratico non si fermerà davanti un misero e maldestro tentativo di limitazione dei diritti sanciti dalla Costituzione Italiana. La nostra voce sarà sempre presente in momenti di incontro e proposta politica. Non condivido la tua opinione, – concludono – ma darei la vita perché tu possa esprimerla”.
Pronta la replica del sindaco di Poggio Mirteto, Andrea Arcieri. “Io non ho impedito a nessuno di fare una festa e non ho negato a nessuno il diritto di fare una festa. – dice il primo cittadino – All’inizio la segretaria mi ha mandato una richiesta per fare una Festa de L’Unità nel centro storico e in un pezzo della piazza. Nel centro storico una festa politica non è stata mai fatta in trent’anni, perché ne ho organizzate cinque o sei. Ho detto che non mi andava di chiudere il centro storico per tre giorni, penalizzando ancora i residenti, per una festa politica che non è una festa di tutti, quindi ho proposto di concordare altre aree. La festa è stata sempre fatta al parco San Paolo, che è perfetto, dove c’è anche la cucina. Prima si svolgeva al campo sportivo o in piazzale Primo Maggio, si può fare dove vogliono, tranne nel centro storico. Anche perché il 12, 13 e 14 settembre sarà ricominciata la scuola”.
Inoltre, organizzare la Festa de L’Unità nel centro storico creerebbe un precedente. 
“Il problema è anche che poi si apre un fronte, – prosegue il sindaco Arcieri – perché poi tutti quanti potrebbero chiedere il centro storico. Sfido chiunque, in qualsiasi città o in qualsiasi paese, a vedere se la Festa de L’Unita si svolge nella piazza principale o nel centro storico. Si fa sempre nei parchi o nelle zone limitrofe. Quindi, io non ho negato niente a nessuno. Ho solo indicato altre aree dove si poteva svolgere la festa, che ultimamente è sempre stata fatta al parco San Paolo. Trovo questa polemica strumentale e sterile. Comunque, ho inviato una lettera di risposta ma avevo già risposto, indicando il parco San Paolo come area. Il diniego era dato solo per la vivibilità del centro storico e proponevo qualsiasi altra area da concordare insieme. Vorrei capire – aggiunge – perché no al parco San Paolo”.
Per il futuro si prospetta di regolamentare lo svolgimento delle feste politiche.
“Predisporremo nel prosieguo un regolamento – conclude Arcieri – in cui indicheremo le aree per le feste politiche, per evitare polemiche”.

Author: redazione